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title: "Che l’incursione in Venezuela sia da monito ai potenziali nemici degli Usa &#8211; IL VIDEO"
description: Tutti gli stadi dell’incursione in Venezuela da parte degli Usa finalizzata all’estrazione e all’arresto di Nicolás Maduro
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date: 2026-01-06
modified: 2026-01-07
author: Angelo Annese
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categories: [Esteri, Video]
tags: [esteri, maduro, Trump, usa, venezuela, viral]
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# Che l’incursione in Venezuela sia da monito ai potenziali nemici degli Usa &#8211; IL VIDEO

![Venezuela](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/01/Venezuela-1024x639.jpg)

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2026-01-05 19:37:54

2026-01-05 18:37:54

Nicolás Maduro ha fatto la sua prima apparizione davanti alla giustizia Usa: al tribunale di New York. "Sono innocente, mi hanno rapito" ha dichiarato

Nicolás Maduro ha fatto oggi la sua prima apparizione davanti alla giustizia Usa: al tribunale di New York.

Maduro: "Sono innocente, mi hanno rapito"

Maduro - che ha parlato in spagnolo al giudice Alvin Hellerstein - ha dichiarato di essere innocente e di essere ancora il presidente del Venezuela. "Sono innocente, non sono colpevole" ha spiegato Maduro che si è dichiarato non colpevole delle accuse a suo carico (associazione a delinquere finalizzata al narcoterrorismo, associazione a delinquere finalizzata all'importazione di cocaina, possesso di mitragliatrici e dispositivi distruttivi e associazione a delinquere finalizzata al possesso di mitragliatrici e dispositivi distruttivi). Lo rendono noto i media statunitensi.

“Sono una persona perbene” ha poi aggiunto.

Inoltre - secondo quanto riportato dai media statunitensi - ha detto di trovarsi in quell’aula del tribunale dopo essere stato "rapito". “Sono stato catturato nella mia casa a Caracas" ha affermato.

Seduta a poca distanza da lui, c’è sua moglie Cilia Flores.

Flores si è dichiarata innocente. "Sono la First Lady del Venezuela” ha detto Flores, secondo quanto rendono noto i media statunitensi. E ha poi aggiunto: "Sono completamente innocente”.

Maduro ha affermato di avere "per la prima volta" l'atto di incriminazione tra le mani. "Vuole che glielo legga?", ha chiesto il giudice. "Preferisco leggerlo di persona", la risposta attraverso un interprete.

La prossima udienza è fissata per il 17 marzo

La prossima udienza per Maduro è fissata per il 17 marzo. Lo ha deciso il giudice Alvin Hellerstein. Lo riportano i media Usa.

Subito dopo i due arrestati hanno lasciato l'aula.

"Sono un prigioniero di guerra" ha affermato Maduro mentre lasciava l'aula del tribunale.

Maduro - che indossava una camicia blu a maniche corte sopra una tuta arancione da detenuto - aveva i piedi incatenati. Lo riferiscono i media statunitensi.

di Mario Catania

Maduro, con i piedi incatenati, in tribunale a New York si dichiara innocente: “Sono io il presidente del Venezuela, mi hanno rapito”. La prossima udienza il 17 marzo

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2026-01-07 00:21:58

2026-01-06 23:21:58

Da Caracas (Venezuela), José Ignacio Hernández ci offre una lettura lucida e dettagliata degli ultimi eventi che hanno scosso il suo Paese

Da Caracas, José Ignacio Hernández ci offre una lettura lucida e dettagliata degli ultimi eventi che hanno scosso il suo Paese. Giurista, professore presso la Universidad Central de Venezuela, già procuratore speciale della Repubblica, collaboratore al Center for Strategic and International Studies a Washington, descrive il sistema venezuelano come «un ordine solo in apparenza costituzionale, ma ormai modellato per garantire la sopravvivenza del potere».

Con lui tocchiamo i temi delle implicazioni legali e costituzionali della cattura di Nicolás Maduro da parte degli Usa. A suo giudizio «non apre alcun vuoto di potere reale, perché il sistema non dipende più dalle regole costituzionali ma dalla concentrazione delle decisioni in un nucleo ristretto. A dimostrarlo è la sentenza della Sala Costituzionale del 3 gennaio 2026 che autorizza Delcy Rodríguez ad assumere la presidenza ad interim». Quella pronuncia, sottolinea, «non interpreta la Costituzione: la sostituisce. Mostra che il tribunale supremo è parte integrante della struttura di potere e non un arbitro indipendente».

Sui passi necessari per garantire stabilità e governabilità, Hernández rileva che la legittimità del governo non può prescindere dal voto popolare del 2024, in cui Edmundo González Urrutia ha ottenuto un mandato chiaro. «La sovranità popolare è il pilastro di ogni ordine politico. Senza questo fondamento il potere si regge soltanto sulla repressione, sulla corruzione e sul controllo militare». Per ricostruire un minimo di fiducia istituzionale «sono imprescindibili la cessazione immediata delle violazioni dei diritti umani e la liberazione dei prigionieri politici».

Il chavismo non è un blocco monolitico ma «un equilibrio di fazioni che si compensano continuamente» e le prime decisioni del gruppo che oggi sostiene Rodríguez «non segnalano alcuna apertura ma la volontà di continuare lungo la strada dell’autoritarismo». Quanto al ruolo dell’opposizione e della società civile, Hernández osserva che «nessuna transizione avviene per inerzia. Serve coordinazione tra forze democratiche, pressione interna e incentivi esterni credibili». Esperienze latinoamericane simili dimostrano che il cambiamento si verifica soltanto quando «la pressione combinata supera la capacità del regime di assorbire i costi del potere». Proprio per questo il monitoraggio internazionale è importante. «Gli osservatori esterni devono essere presenti, non per imporre soluzioni ma per verificare il rispetto dei diritti e per dare credibilità a ogni passo verso la normalità istituzionale». Soltanto così «il popolo potrà misurare se le promesse di apertura hanno sostanza o restano dichiarazioni formali».

L’uscita di scena di Maduro «non modifica automaticamente la logica del sistema. Senza cambiamenti nei comportamenti delle élite e senza il rispetto della Costituzione, il meccanismo autoritario continuerà a funzionare come prima. Il Venezuela tornerà alla normalità costituzionale solo quando il potere sarà limitato da istituzioni autonome e da un mandato popolare incontestabile». Hernández invita a guardare oltre le persone e a misurare i fatti: «Il problema non è chi siede sulla poltrona presidenziale ma l’assenza di limiti effettivi al potere. Finché questa condizione persiste ogni promessa di stabilità resta fragile e illusoria».

Il futuro del Paese «dipenderà dalla capacità delle forze democratiche di trasformare la pressione sociale in iniziativa politica concreta, senza la quale il ciclo autoritario continuerà a riprodursi. Anche piccole aperture possono essere rischiose se non accompagnate da controlli reali e verificabili. Occorre insomma un approccio capace di costruire gradualmente fiducia e legalità in un contesto che rimane altamente fragile».

di Anna Germoni

In Venezuela il regime sopravvive a Maduro, parla il giurista José Ignacio Hernández

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2026-01-07 00:22:05

2026-01-06 23:22:05

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