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Chi è e cosa vuole Geert Wilders

L’Olanda, a sette mesi dalle elezioni, sembra pronta al governo del sovranista Geert Wilders che ha gettato nel panico l’intero Paese

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Chi è e cosa vuole Geert Wilders

L’Olanda, a sette mesi dalle elezioni, sembra pronta al governo del sovranista Geert Wilders che ha gettato nel panico l’intero Paese

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Chi è e cosa vuole Geert Wilders

L’Olanda, a sette mesi dalle elezioni, sembra pronta al governo del sovranista Geert Wilders che ha gettato nel panico l’intero Paese

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L’Olanda, a sette mesi dalle elezioni, sembra pronta al governo del sovranista Geert Wilders che ha gettato nel panico l’intero Paese

A sette mesi dalle elezioni l’Olanda sembra pronta ad avere un governo e a guidarlo, nonostante gli ostacoli e le previsioni fantapolitiche che si sono susseguite nell’ultimo periodo, sarà il sovranista Geert Wilders.

L’annuncio ha scatenato il panico: la vittoria dell’impresentabile leader del Partito per la Libertà ha prodotto una serie di editoriali catastrofisti, allarmi per la tenuta democratica dei Paesi Bassi e la stampa internazionale non ha esitato troppo prima di scrivere dell’avvento del fascismo olandese. Siamo italiani e conosciamo bene la tragedia del fascismo, motivo per il quale abbiamo una certa dimestichezza con l’uso improprio di questo termine da parte degli opinionisti che ricorrono alla retorica antifascista per semplificare ed etichettare fatti inediti, sminuendo la gravità storica del regime mussoliniano oltreché contribuendo all’inquinamento di un dibattito già misero.

Per capire cosa succede in Olanda – ed evitare di cadere nelle banalità citate – bisogna raccontare il contesto e le premesse che hanno portato al «governo più a destra della storia recente olandese». Il Pvv di Wilders è riuscito a superare l’impasse governativa dopo aver raggiunto un accordo con i seguenti partiti: i centristi del Nuovo contratto sociale, il Movimento dei cittadini agricoltori e, soprattutto, il Partito liberalconservatore del premier uscente Mark Rutte. Quest’ultimo è uno dei rappresentanti più autorevoli dell’area liberale europeista, tant’è che la sua scelta di appoggiare il nascente governo sovranista ha suscitato l’indignazione dei colleghi di Renew Europe che l’hanno «totalmente disapprovata», citando la dirigente dell’eurogruppo Valérie Hayer (avversaria diretta dell’alleata di Wilders, Marine Le Pen). Sulla linea politica di Rutte non possono essere avanzati dubbi e il suo appoggio al nuovo esecutivo ci può aiutare a capire meglio cos’è e cosa vuole il Pvv.

Geert Wilders è un sovranista leggermente diverso da quelli a cui siamo abituati: piuttosto che per pregiudizio razzista, le sue posizioni anti Islam vanno inquadrate in un’impostazione libertaria e di difesa dei diritti civili – di cui Wilders è un propugnatore – minacciati dalla sharia e dall’estremismo delle comunità islamiche (le stesse che hanno creato nel Paese le cosiddette no-go zone). La salvaguardia del laicismo, che per certi versi ricorda il Fpo di Jörg Haider, differenzia il Pvv sia dal conservatorismo postfascista di Meloni che da molti dei suoi alleati europei di Identità e Democrazia, Salvini in primis.

Tuttavia questo non basta per definirlo un ‘sovranista illuminato’. Il Partito per la Libertà continua ad attaccare Bruxelles pur avendo accantonato l’uscita dall’euro – tratto comune di tutti i sovranisti negli ultimi anni – ma è sulla Russia che persistono le ambiguità più grandi: nonostante una condanna tardiva dell’invasione dell’Ucraina, Wilders (che nel 2016 definì Putin «un vero patriota») si è espresso a più riprese contro l’invio di armi a Kyiv e solo l’anno scorso i vertici del Cremlino hanno tentato di sviluppare contatti con la dirigenza del Pvv. L’esperienza governativa e le condizioni poste da Rutte ci dimostreranno chi sarà Geert Wilders.

di Antonio Pellegrino

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