---
title: Chiusura a tempo determinato
description: "La Finlandia costruisce una recinzione attorno ai principali valichi a causa dell'aumento inedito di ingressi illegali dalla Russia."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Finlandia-recinzione.jpg
date: 2024-05-11
modified: 2024-05-12
author: Umberto Cascone
url: https://laragione.eu/esteri/chiusura-a-tempo-determinato/
categories: [Esteri]
tags: [guerra, russia, Ucraina, UE]
---

# Chiusura a tempo determinato

![Finlandia recinzione](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Finlandia-recinzione.jpg)

32950

2022-10-13 12:55:43

2022-10-13 10:55:43

Intervista al Generale Giuseppe Cucchi, già direttore del Centro militare di studi strategici, consigliere militare del presidente del Consiglio, rappresentante militare permanente dell’Italia presso Nato e Ue. Mosca ha avvertito: "L'adesione dell'Ucraina alla Nato potrebbe portare alla Terza Guerra mondiale". Parole che arrivano in contemporanea all'esercitazione nucleare dell'Alleanza atlantica, già programma e confermata. L'Italia ospita due basi con armi nucleari (Aviano e Ghedi): "Noi siamo coinvolti come lo sono tutti i membri della Nato, ma dietro questa guerra tra Russia e Ucraina ce n'è un'altra, che non ha tutte le caratteristiche della guerra, ma ne ha altre.

E' un confronto tra i Russi e i propri alleati, come la Bielorussia, e l'Occidente, con gli Stati Uniti in testa e la Nato, come espressione militare. Ma ci sono anche i singoli paesi membri, che finora sono stati liberi di scegliere il tipo di supporto: finora l'Alleanza atlantica ha svolto al massimo una funzione di coordinamento e indirizzo, ma è stata ben attenta a non farsi coinvolgere direttamente" spiega Cucchi. Intanto, sul fronte dei negoziati di pace si lavora: "La Turchia rappresenta un possibile mediatore, ma il vero problema è che manca un piano di pace. Cosa potrebbe prevedere? Che la Russia mantenga i territori annessi illegalmente o dovrebbe rinunciarvi? Credo che la fine della guerra sia ancora lontana, finché ci saranno gli attuali protagonisti a guidare le parti", osserva l'esperto. Intervista a cura di Eleonora Lorusso

"Dietro questa guerra tra Russia e Ucraina ce n'è un'altra"

publish

closed

closed

dietro-questa-guerra-tra-russia-e-ucraina-ce-ne-unaltra

2022-11-21 16:06:36

2022-11-21 15:06:36

post

raw

47225

2024-05-09 11:57:20

2024-05-09 09:57:20

In una Mosca fredda come non si vedeva da anni, si è tenuta in mattinata la tradizionale parata per la vittoria della Seconda Guerra Mondiale

In una Mosca fredda come non si vedeva da anni (solo ieri è caduta una copiosa nevicata sulla capitale) si è tenuta in mattinata la tradizionale parata per la vittoria della Seconda Guerra Mondiale (per i russi “Grande Guerra Patriottica”).

Ovviamente l’interesse politico era concentrato sul discorso che avrebbe tenuto Putin dal palco sul mausoleo di Lenin sulla Piazza Rossa. E malgrado questi discorsi tradizionalmente hanno un carattere rituale il presidente russo non ha voluto far mancare alle sue parole delle note di attualità politica.

Così Putin si è lanciato in un attacco frontale ai Paesi Alleati assieme a cui l’URSS 79 anni fa sconfisse il nazismo e il fascismo: “Il revanscismo, la derisione della storia e il desiderio di giustificare gli attuali seguaci del nazismo fanno parte della politica generale delle élite occidentali di fomentare sempre più conflitti regionali, ostilità interetniche e interreligiose per contenere i centri sovrani e indipendenti dello sviluppo mondiale” ha dichiarato Putin davanti ai soldati delle diversi reparti dell’esercito schierati sulla piazza.

Un’affermazione forte che recide in profondità quei legami di solidarietà che comunque erano sempre continuati ad esistere anche negli anni della Guerra Fredda. Del resto nessun governo europeo ha mai messo in discussione l’enorme contributo che i popoli dell’URSS diedero per sconfiggere la “peste bruna”.

Poi continuando a far riferimento al mondo occidentale Putin ha dichiarato che: “La verità sulla Seconda Guerra Mondiale sta cercando di essere distorta, ostacola coloro che costruiscono la politica coloniale sulla menzogna”, che non può non suonare un po’ fuori posto da chi durante il suo governo ha stroncato le ambizioni indipendentiste in Cecenia, annesso parte della Georgia e invaso l’Ucraina.

Lo zar è poi passato alle minacce dirette: “Respingiamo le pretese di esclusività di qualsiasi Stato o alleanza. Sappiamo dove portano tali esorbitanti ambizioni. La Russia farà di tutto per evitare uno scontro globale, ma allo stesso tempo non permetteremo a nessuno di minacciarci. Le nostre forze strategiche sono sempre in allerta”.

Ha poi collegato direttamente e inestricabilmente la Seconda Guerra Mondiale e l’attuale “Operazione Militare Speciale” in Ucraina definendo entrambe capitoli per la “lotta per la sopravvivenza della Russia”. “La Russia sta attraversando un periodo difficile, una fase miliare. Il destino della Madrepatria, il suo futuro, dipende da ciascuno di noi. Celebriamo il Giorno della Vittoria nel contesto di un'operazione militare speciale. Tutti i suoi partecipanti - quelli in prima linea, sulla linea di contatto - sono nostri eroi. Ci inchiniamo di fronte alla vostra fermezza e abnegazione, all'altruismo. Tutta la Russia è con voi” ha poi concluso il presidente russo.

Questa identificazione tra guerra anti-nazista e invasione russa in Ucraina sta rendendo, negli ultimi anni divisiva, una giornata che malgrado gli orrori dello stalinismo che precedettero e seguirono la guerra, ere per tutti i russi una giornata storica di orgoglio nazionale.

Putin non ha fatto invece nessun cenno alla composizione del nuovo governo russo che dovrebbe installarsi dopo l’inaugurazione del nuovo mandato presidenziale, tenutasi l’altro ieri. “Radio Cremlino” dice che non dovrebbero esserci grandi mutamenti nell’esecutivo che verrà nominato anche se gli occhi restano puntati sul ministero della Difesa dove si continua a ritenere instabile la poltrona del capo dicastero Sergey Shoygu.

di Yurii Colombo

Parata da Guerra Fredda

publish

closed

closed

parata-mosca

2024-05-10 08:37:13

2024-05-10 06:37:13

post

raw

16911

2024-05-08 10:11:23

2024-05-08 08:11:23

Vladimir Putin e Hamas non possono vincere. Punto. Non è una questione muscolare, di esibizione di forza, di supremazia dell’Occidente ma una necessità

Vladimir Putin e Hamas non possono vincere. Punto. Non è una questione muscolare, di esibizione di forza, di supremazia dell’Occidente ma una necessità per le nostre democrazie se vogliamo salvaguardare le libertà sinora conquistate, il nostro sistema di convivenza, di diritti e di relazioni internazionali che non prevedono di invadere un altro Paese dalla mattina alla sera e neppure di compiere attentati. Esplicitato questo, che è il punto non derogabile, si possono aprire i ragionamenti sul come e con quali mezzi non far vincere la Russia in Ucraina e Hamas in Medio Oriente.

Partiamo da Mosca. La situazione sul campo in Ucraina oggi non è buona, i russi avanzano e molti leader occidentali ripetono che non devono arrivare a Kiev. Come impedirlo? Questa è la domanda. Se la resistenza ucraina, con gli aiuti occidentali, non ce la fa a reggere l’urto russo le altre opzioni non sono molte. C’è quella, già più volte evocata dal presidente francese Emmanuel Macron, di soldati Nato (quindi anche europei) da mandare sul campo; una opzione che apre dubbi e titubanze non solo fra le stesse éliteoccidentali ma soprattutto nelle nostre opinioni pubbliche. Un’altra opzione è mandare più armi agli ucraini per difendersi e contrattaccare (ma i mesi purtroppo già persi dagli Stati Uniti per gli aiuti rendono quest’opzione assai critica e fuori tempo).

Vi è poi una terza possibilità ed è quella di coinvolgere la Cina di Xi Jinping in un’azione diplomatica affinché faccia pressione sull’alleato Putin e si arrivi alla possibilità di una tregua prima e di una pace poi. Questa possibilità è quella che ha spinto il segretario di Stato americano Antony Blinken nel suo recente viaggio in Cina a dialogare, anche con una certa ruvidezza, con Xi. E su questa opzione ha lavorato lunedì e ieri Macron durante la visita del presidente cinese in Francia. Intendiamoci, a scanso di equivoci: la via diplomatica – necessaria e da perseguire – non significa tralasciare la questione militare finché la guerra è in corso. In questo senso vi è una coerenza nelle uscite recenti di Macron, che da un lato non esclude l’invio di soldati Nato in Ucraina e dall’altro lavora anche alla soluzione diplomatica, dialogando con la Cina. Vedremo come evolverà il quadro nei prossimi giorni e settimane. Intanto, prima di passare al capitolo Medio Oriente, un’ultima cosa sulla guerra in Ucraina: la Russia – se si ricerca anche una via diplomatica – prima o poi si dovrà sedere a un tavolo perché, con tutta la buona volontà (e vedremo se ci sarà) di Pechino, la tregua o la pace va fatta fra russi e ucraini e non con i cinesi.

Capitolo Medio Oriente. Ad agitare il mondo, oltre alla guerra in Ucraina, c’è dal 7 ottobre scorso, giorno dell’attentato di Hamas contro Israele, la situazione nella Striscia di Gaza. Detto chiaro che Hamas non può vincere, le questioni aperte restano due. Israele nella sua controffensiva nella Striscia di Gaza a un certo punto si dovrà fermare. Non può andare avanti all’infinito, come hanno provato a spiegare al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sia il presidente statunitense Joe Biden che alcuni leader europei. Sinora inascoltati. Il secondo punto riguarda invece la Palestina e i palestinesi. Se Hamas non può vincere, per i metodi che usa e che il mondo libero non può accettare, i palestinesi devono capire e sforzarsi di darsi una classe dirigente, scelta da loro (e ci mancherebbe) ma in grado di rappresentarli con una certa autorevolezza sulla scena internazionale. Un punto determinante. Perché se gli Stati Uniti e l’Unione europea possono cercare una via diplomatica sulla situazione nella Striscia di Gaza parlando con i Paesi arabi alleati e insistendo con le loro pressioni su Israele, soltanto i palestinesi sono in grado di determinare il proprio destino attraverso chi dovrà rappresentarli per arrivare ad avere uno Stato. Non è semplice e non sarà subito. Ma questo è.

di Massimiliano Lenzi

Vladimir Putin e Hamas non possono vincere

publish

closed

closed

vladimir-putin-e-hamas-non-possono-vincere

2024-05-08 22:33:38

2024-05-08 20:33:38

post

raw
