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title: Cina, tra ombre e diplomazia
description: Il fondamento dell’etica politica del comunismo in Cina non sta nel rispetto delle regole ma nel perseguire gli interessi del Partito
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date: 2023-04-28
author: Ottavio Lavaggi
url: https://laragione.eu/esteri/cina/
categories: [Esteri]
tags: [Cina, esteri, Evidenza]
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# Cina, tra ombre e diplomazia

![Cina](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/04/Evidenza-sito-321.jpg)

Il fondamento dell’etica politica del comunismo in Cina, insomma, non sta nel rispetto delle regole ma nel perseguire i mutevoli interessi del Partito

**L’ambasciatore cinese a Parigi, Lu Shaye**, in una trasmissione televisiva francese dedicata all’Ucraina **ha candidamente sostenuto che le repubbliche ex sovietiche «non sono pienamente sovrane»**, in quanto «non c’è stato un accordo internazionale in materia». I Paesi interessati, che hanno normali relazioni diplomatiche con la Cina da oltre trent’anni, **hanno ovviamente udito queste affermazioni con sentimenti oscillanti fra la rabbia e la preoccupazione.** Passati due giorni di polemiche, il Ministero degli Esteri cinese, in conferenza stampa, ha precisato che la [Cina riconosce pienamente la sovranità dei Paesi in questione](https://laragione.eu/adnkronos/video-adnkronos/cina-rispettiamo-sovranita-paesi-nati-dopo-dissoluzione-urss/), rifiutando ogni commento sulle dichiarazioni del suo ambasciatore in Francia.

Lu Shaye non è un novellino della diplomazia, **ma un notorio esponente della “linea dura” del regime cinese ed è dunque impossibile considerare le sue affermazioni come una *gaffe* accidentale**. La successiva precisazione formale del governo di Pechino peraltro non risolve la controversia suscitata, **ma la rende più grave**. La Cina non è una democrazia, ma un’autocrazia a partito unico che – per la prima volta dalla morte di Mao – **ha un *leader* forte e non più una “direzione collettiva”**. È dato dunque ipotizzare che in un simile sistema di potere** non possano coesistere diverse e contrastanti posizioni su questioni essenziali** e di conseguenza immaginare che il funzionario che ha assunto pubblicamente una posizione diversa da quella del suo governo finirà male o dovrà fare autocritica. **Ma è fortemente improbabile che ciò accada**. Lu Shaye in realtà ha detto parole che ci aiutano a capire come funziona la logica del suo regime: **formalmente la Cina ha sottoscritto una serie di trattati, accordi e contratti… ma in pratica è intenzionata a onorarli solo nella misura in cui ciò le sembrerà conveniente.**

**Il fondamento dell’etica politica del comunismo cinese, insomma, non sta nel rispetto delle regole ma nel perseguire i mutevoli interessi del Partito**, indipendentemente dalle regole formali esistenti. La storia e gli accordi passati possono essere continuamente riscritti o ignorati, se conviene. Non a caso, un vecchio proverbio cinese dice che la **firma di un contratto costituisce il primo passo verso un negoziato… e non la sua conclusione.** Date le premesse, ben vengano i contatti diretti tra **Zelensky e X**i, ma la credibilità della Cina come possibile mediatore del conflitto con la Russia è in partenza nulla, se non nella misura in cui un determinato tipo di accordo può risultare favorevole agli interessi cinesi.

**Ad Astana, capitale del Kazakhstan**, repubblica ex sovietica apparentemente in marcia di allontanamento da Mosca e di avvicinamento a Pechino, le candide frasi di Lu Shaye devono aver fatto suonare qualche campanello d’allarme e fatto riscoprire l’utilità di migliori relazioni con l’Occidente, per evitare di finire dalla padella nella brace.

di *Ottavio Lavaggi*
