---
title: "%%title%%"
description: "Il piano di transizione energetica impostato dall'Ue è seriamente compromesso dalle scelte sul gas russo. Ma anche la Russia ha da rimetterci"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/04/Evidenza-sito-14.png
date: 2022-04-30
author: Ottavio Lavaggi
url: https://laragione.eu/esteri/compromesso-europeo-sul-gas-russo/
categories: [Esteri]
tags: [Europa, Evidenza, russia]
---

# Né vincitori né vinti: il compromesso europeo sul gas russo

![gas russo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/04/Evidenza-sito-14.png)

Il piano di transizione energetica impostato dall'Unione Europea è seriamente compromesso dalle scelte sul gas russo. Ma anche la Russia ha da rimetterci. È opportuno, dunque, trovare un compromesso senza cadere nelle minacce dello zar Putin.

Il **compromesso** ipocritamente salomonico **trovato tra Eni e Gazprom** per evitare un’interruzione delle forniture di gas russo è una maniera creativa per rinviare un problema evidente: **l’attuale “matrice energetica” europea priva il Vecchio Continente di vitale autonomia politica**.

In sostanza, **l’Unione europea aveva pianificato una transizione energetica dai combustibili fossili alle rinnovabili** che passava per una lunga fase di transizione fondata sul gas, fonte assai meno inquinante del carbone e del gasolio, avendo tutti i membri di fatto rinunciato a puntare sul nucleare nel lungo termine.

**La Francia**, con consenso bipartisan, **ha fatto “macchina indietro” sull’uscita dal nucleare**,** ma la Germania** – con un governo che si basa sull’apporto dei Grunen – **non sembra disponibile a una mossa analoga**, per motivi politici e non tecnici, **e l’Italia**, avendo abbandonato completamente il nucleare dal secolo scorso, **avrebbe bisogno di almeno un decennio per riprendere quel cammino**, per motivi tecnici e non politici. In effetti, l’energia è un settore in cui le decisioni estemporanee sono di fatto impossibili, perché richiedono enormi investimenti che si ammortizzano in non meno di un ventennio.

**La vera scelta necessaria, per l’Europa, passa per una seria revisione del piano di de-carbonizzazione con orizzonte 2050**, includendo una eliminazione accelerata del ricorso al gas russo. Per l’Italia questo implica accordi alternativi con Algeria, Egitto e Qatar – che Draghi è stato rapido ad attivare – e una forte accelerazione delle rinnovabili, tagliando drasticamente le procedure autorizzative, come il governo ha cominciato finalmente a fare. Il problema vero è la Germania, che senza nucleare non può rinunciare allo stesso tempo al carbone e al gas russo.

Ovviamente, occorre non perdere di vista l’altra faccia della medaglia: l**a progressiva chiusura del mercato europeo obbligherà i russi a mettersi d’accordo con i cinesi** e in situazione di monopsonio il prezzo lo farà il compratore. È questo il paradosso dell’iper-nazionalismo di Putin: per isolarsi dal rischio di una “contaminazione democratica” da parte occidentale, sposta il baricentro della Russia in Asia, in posizione subordinata al gigante cinese. L’*intellighenzia* russa è perfettamente conscia del rischio e ben poco compiaciuta dell’esito.

È dunque **opportuno mandare a Mosca un messaggio chiaro: la rottura violenta è stata una scelta di Putin, non degli europei**, e un cambio di regime a Mosca potrebbe riaprire le porte a interscambi che palesemente convengono a entrambi. Da parte nostra non c’è alcun desiderio di far guerra alla Russia e il peggior nemico degli interessi russi risiede nel Cremlino.

Fate voi, dunque, se potete.

 

*di Ottavio Lavaggi*
