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title: Con Israele
description: Si possono avere le idee più diverse ed esprimere i più diversi giudizi sulla sua politica interna, ma Israele non è e non deve restare solo
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date: 2024-10-02
author: Davide Giacalone
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categories: [Esteri]
tags: [esteri, israele]
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# Con Israele

![Israele](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Evidenza-sito-1580-1024x639.jpg)

Si possono avere le idee più diverse ed esprimere i più diversi giudizi sulla sua politica interna, ma Israele ** **non è e non deve restare solo

**La teocrazia iraniana ha scelto la via disperata della devastazione missilistica e degli attentati terroristici.** Nel momento in cui andiamo in stampa il sistema di difesa aerea israeliano è riuscito a neutralizzare le bombe dirette sul suo territorio,** mentre la popolazione è nei *bunker***. Un momento drammatico, **ma che era stato messo nel conto**. Sotto ai missili si muovono anche gli attentati terroristici:** due uomini armati hanno sparato e ucciso alla stazione di Jaffa**. Lo stile è quello delle milizie addestrate e pagate dagli iraniani, ideatori degli attentati suicidi.

**L’intera strategia e influenza iraniana era stata messa con le spalle al muro.** I Paesi arabi appoggiavano – chi apertamente e chi meno – **la reazione israeliana e nessuno ha trovato motivi di cordoglio per l’eliminazione del vertice di Hezbollah in territorio libanese**. Per gli stessi libanesi è stato un annuncio di liberazione. **Le operazioni condotte da Israele in Iran** – benché non rivendicate come proprie – **raccontavano di un regime con molti nemici interni, pronti a collaborare con un Israele che solo dopo la svolta di Khomeyni è stato considerato un nemico**, mentre le precedenti relazioni con il mondo persiano erano amichevoli. **Anche questo conta, perché quella rivoluzione non fu l’emergere dell’anima profonda dell’Iran, bensì la sua negazione**. Tanto che dovette subito divenire una dittatura feroce e dovette regolare i conti alla guida dello Stato, facendo progressivamente fuori tutti quelli che non erano neanche dissidenti, ma non del tutto obbedienti alla volontà della guida suprema. **Per i teocrati, quindi, questa è la sfida finale e mortale, oltre la quale c’è la decapitazione del loro regime**.

**Israele non è e non deve restare solo. Si possono avere le idee più diverse ed esprimere i più diversi giudizi sulla sua politica interna** e, del resto, essendo una democrazia i dissensi non mancano al suo interno. **Si può ritenere un disastro che per reggere il governo israeliano si faccia ricorso anche a forze fondamentaliste,** che gareggiano in ottusità con i fondamentalismi nemici. **Ma non si può non vedere che quella in corso è una guerra che può avere una sola conclusione accettabile: la vittoria di Israele**. Solo con la vittoria israeliana si potrà riprendere il cammino della pace e della convivenza, **riprendendo la battaglia delle idee e preparando un ruolo meno distratto della comunità occidentale e della nostra Unione europea**. Ma, in questo momento, sotto quei missili ci sono il nostro mondo e le conquiste di civiltà e di diritto che hanno reso il presente migliore di un passato colmo di guerre e bagnato da troppo sangue. Il prezzo che si paga è alto, ma non ha alternative accettabili.

**Una conclusione diversa, in questo scontro che non prevede mediazioni o sfumature, sarebbe non la fine di Israele e della sua sicurezza, ma la nostra.** Della nostra sicurezza e dell’equilibrio che rende possibile la prosperità. È stato così nel passato ed è così in questo infuocato presente.

**Gli Stati Uniti, il cui ruolo guida dell’Occidente è negabile solo con dosi abbondanti d’ipocrisia, si trovano nel delicato momento di una importante elezione.** Ma questo non è un elemento di debolezza, bensì di forza. Le democrazie non sono deboli perché divise all’interno e continuamente sottoposte ai venti elettorali: sono forti della consapevolezza che quella loro condizione è l’alternativa vivente al dominio morente e mortifero delle dittature e delle allucinazioni teocratiche. Per questa ragione gli Usa non esitano nell’essere al fianco di Israele, pur non rinunciando a tutte le possibili diversità e valutazioni politiche. **E per questo noi stessi non è che non si abbia scelta, ma dobbiamo compiere la sola scelta razionale**, conveniente e coerente con la nostra storia e i nostri interessi: essere al fianco di Israele.

**La stella di David non è soltanto il simbolo di un Paese, poterla sventolare è il simbolo di una civiltà. La nostra**. La sola nella quale possano trovare spazio la libertà e la prosperità.

di *Davide Giacalone*
