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title: Confini
description: "Non è solo un problema di confini, ma di fini, di finalità dell’Unione e dei popoli che la abitano. E non è vero che l'Ue è inerte"
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date: 2023-08-28
author: Davide Giacalone
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categories: [Esteri]
tags: [Evidenza, immigrazione, migranti, UE]
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# Confini

![Confini](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/08/Evidenza-sito-530.jpg)

Non è solo un problema di confini, ma di fini, di finalità dell’Unione e dei popoli che la abitano

Le chiacchiere estive qualche buona novità l’hanno pur prodotta. Le opinioni espresse dai presidenti delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto – **Fedriga e Zaia, entrambi leghisti** – ma anche dal capo di quel partito e vice presidente del Consiglio, Salvini, **introducono nel loro linguaggio una distinzione che è sempre stata presente nel diritto, ma che si faceva fatica a far valere, subissati da polemiche inutili.** Rileggiamo le parole di Massimiliano Fedriga, ultime in ordine di tempo: «**Dobbiamo dare delle risposte a chi scappa da una guerra**, e quindi ha diritto allo *status* di rifugiato, però non possiamo pensare che chiunque possa andare dappertutto». **Giusto. Il problema, quindi, non è chiudere o aprire, ma distinguere. Chi lo fa e come?**

**L’altro pezzo delle polemiche inutili è relativo alla presunta inerzia delle autorità dell’Unione europea, con annessa accusa di averci abbandonati a noi stessi. È falso.** Intanto perché i governi cambiano, ma si tratta sempre del governo della Repubblica italiana e più di uno preferì barattare il farsi carico dell’immigrazione con l’ottenere la masochistica ‘elasticità’ sui conti. Poi, siccome non si è stati capaci di gestire i flussi, si è praticata la furbata di lasciarli andare in altri Paesi Ue, dove erano fin dall’inizio diretti. **Da qui le rimostranze di altri**. La Commissione propone da tre anni una modifica dell’intero meccanismo, se non la si è fatta è perché contrari sono alcuni Stati nazionali (in testa quelli che la destra italiana si era scelti come alleati).

**Nelle more, però, 450 funzionari (Frontex, Europol e Agenzia per l’asilo) sono stati spostati in Italia a supporto di identificazioni e gestione, accompagnati dal 2015 da 2 miliardi di contributi**. E quando il governo Meloni ha chiesto appoggio per il negoziato con la Tunisia si è mossa direttamente **la presidente della Commissione, accompagnata dal (presunto ostile) capo del governo olandese**. Si tenga presente quel che nel dibattito italiano sfugge: non esiste solo la frontiera mediterranea – che ha la terribile caratteristica d’essere la più pericolosa, quella dove si muore – perché dall’inizio di quest’anno gli ingressi irregolari in Ue sono stati 176mila, di cui 90mila dal mare.

Torniamo alle parole di Fedriga, considerando che chi fugge da guerre o persecuzioni arriva sempre in modo irregolare. **Una ragazzina italiana scappava con il padre, perseguitati in Italia, ma arrivati alla frontiera svizzera furono respinti perché irregolari. Era Liliana Segre.** Una vergogna italiana, ma non una bella pagina per la Svizzera. Dunque: chi distingue, chi svolge il difficilissimo compito di scegliere? Sarebbe saggio mettere l’intera materia nelle mani dell’Ue. Perché riguarda tutti e perché nessuna delle nostre legislazioni e organizzazioni nazionali è in grado di fare fronte al problema. **Ma questo comporta volere più e non meno Europa.**

**Non è solo un problema di confini, ma di fini, di finalità dell’Unione e dei popoli che la abitano.** E sarebbe stolto non ragionare sull’assurda condizione che si è creata: **gli antipatizzanti dell’Ue non fanno che contestare l’Unione per quello che non è**, al tempo stesso rendendole impossibile divenire quel di più che serve; mentre quanti si dicono europeisti non fanno che criticare quel che c’è, incapaci di conquistare quel che manca. Non ha senso. I**n questo modo non si va da nessuna parte**, con gli uni che considerano l’Ue troppo potente e gli altri che la considerano impotente. Politica vorrebbe che la si piantasse con i proclami e si fosse capaci di affrontare la concretezza delle questioni.

**Per i confini: la normale amministrazione è nazionale, la dogana italiana resta italiana; per l’immigrazione i confini esterni siano confini Ue, con amministrazione e giurisdizione Ue**. Poi si discute e si litiga sulle misure, ma ha un senso se si concorda sugli strumenti. Facendo attenzione al fatto che non riconoscere e accogliere i profughi non è un torto fatto a loro, ma uno sfregio alla nostra civiltà.

di *Davide Giacalone*
