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Crans-Montana, autorità svizzere avviano indagine nei confronti dei gestori del locale. Confermate 40 vittime, 8 identificate

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Si indaga sul devastante incendio che ha spezzato le vite di tanti ragazzi a Crans-Montana, in Svizzera.

Crans-Montana

Crans-Montana, autorità svizzere avviano indagine nei confronti dei gestori del locale. Confermate 40 vittime, 8 identificate

Si indaga sul devastante incendio che ha spezzato le vite di tanti ragazzi a Crans-Montana, in Svizzera.

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Crans-Montana, autorità svizzere avviano indagine nei confronti dei gestori del locale. Confermate 40 vittime, 8 identificate

Si indaga sul devastante incendio che ha spezzato le vite di tanti ragazzi a Crans-Montana, in Svizzera.

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Ore 20.00

“Sono confermate le 40 vittime, 8 quelle già identificate, ma non hanno confermato la nazionalità”. Lo ha riferito l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, a margine di un punto stampa a Crans Montana. Invariato il numero dei feriti: 121, di cui 5 ancora da identificare.

“Le famiglie sono affrante dal dolore, dalla mancanza di notizie e dall’attesa. Le capiamo e gli restiamo vicini” ha aggiunto Cornaldo. L’ambasciatore ha poi ribadito come entro domani pomeriggio verranno completate le procedure di identificazione sui 40 corpi.


Ore 17.00

Contrariamente a quanto comunicato stamattina, è arrivata una nuova paziente della tragedia di Crans Montana all’ospedale Niguarda di Milano. Lo riferiscono dall’ospedale. Ha 16 anni, è proveniente da Zurigo ed era stata definita precedentemente “non trasportabile”, ma le ultime valutazioni dei sanitari svizzeri ne hanno autorizzato il trasporto, spiegano dalla struttura. A quanto si apprende, si tratterebbe di Francesca, giovane studentessa residente a Milano. La sua situazione si conferma grave. Sale a 9 il numero dei pazienti ora ricoverati al Niguarda.


Ore 16.00

Le autorità svizzere hanno dichiarato di aver avviato un’indagine penale nei confronti dei due gestori di nazionalità francese del bar presso la località sciistica di Crans Montana dove un incendio nella notte di Capodanno ha causato la morte di 40 persone. “Ieri sera è stata aperta un’indagine penale contro i due gestori del bar. Le accuse sono di omicidio per negligenza, lesioni personali per negligenza e incendio per negligenza”, hanno dichiarato in un comunicato la polizia e la procura del Cantone svizzero sud-occidentale del Vallese.


Ore 13.00

Ultimi aggiornamenti autorità locali svizzere, 121 feriti, di cui 5 ancora non identificati, e 40 vittime di cui 4 identificate 

“Gli ultimi aggiornamenti delle autorità locali svizzere sono di 121 feriti, di cui 5 ancora non identificati, e 40 vittime di cui 4 identificate che sono già state restituite alle famiglie”. Lo ha detto l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, a margine di un punto stampa a Crans Montana. 

L’ambasciatore ha escluso, per il momento, la presenza di vittime italiane. “In base ai dati della Farnesina – ha aggiunto – abbiamo 14 feriti di nazionalità italiana, 7 dei quali ricoverati in Svizzera, 7 al Niguarda e 6 dispersi”. Ancora incerte le sorti di Sofia Prosperi, ragazza italiana ancora dispersa e presente all’interno del locale andato a fuoco la notte di Capodanno. 


Ore 11.00

“Oggi abbiamo un arrivo da Losanna” all’ospedale Niguarda di Milano, “è sicuramente la paziente più grave e più seria”. Si tratta della 15enne “Sofia” che “dovrebbe arrivare a fine mattina, ma dipende dal meteo”. Lo ha comunicato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso durante il punto stampa davanti alla struttura sanitaria milanese, facendo il punto sui feriti coinvolti nella strage di Crans Montana. “Per fortuna abbiamo avuto l’autorizzazione a trasportare” la paziente “in elicottero qui al Niguarda. “Questo è l’unico arrivo previsto per oggi perché gli altri 3 pazienti che sono stati visitati dal nostro team sono stati dichiarati non trasportabili, ossia i due ragazzi italiani e il cittadino svizzero. Siamo quindi in attesa che le loro condizioni migliorino, verosimilmente il 6-7 gennaio potrebbero essere trasferiti”.

Oggi perciò, ha proseguito l’assessore, “il ponte aereo si ferma con l’arrivo di Sofia, in attesa di avere la possibilità di essere autorizzati a portare gli altri italiani. Se gli svizzeri, come sembra, ci dovessero chiedere di accogliere altri loro pazienti, abbiamo già dato la disponibilità”. 

“Ricapitolando – ha aggiunto Bertolaso – una ragazza arriva oggi, altri tre che avevamo già identificato non sono trasportabili e poi ci sono due ragazzi italiani ma non sono ancora stati identificati con certezza. Loro sono i due casi più gravi e si trovano al Centro ustioni di Zurigo. Abbiamo la ragionevole speranza che siano italiani ma dobbiamo ancora fare le prove del test del Dna, perché hanno il volto completamente coperto dalle medicazioni, sono intubati quindi non possono parlare per cui bisogna attendere. In totale quindi abbiamo quel numero di 6 che porta a completamento il numero di 13 feriti italiani. Sette sono già qui ricoverati oggi e ora arriva l’ottava che è Sofia”.


Si indaga sul devastante incendio che ha spezzato le vite di tanti ragazzi a Crans-Montana, in Svizzera. Si dovrà fare luce su cause e responsabilità dell’inferno di fuoco che la notte di Capodanno ha provocato una strage all’interno del locale Le Constellation: il bilancio al momento è di 40 morti e 119 feriti, di cui 80 in gravi condizioni. Nel rogo risultano tuttora dispersi sei italiani.

L’inchiesta

“Tutto lascia pensare che il fuoco” che ha causato la tragedia “sia partito da alcune candele che erano sopra le bottiglie di champagne” e che hanno provocato un incendio “del soffitto di legno del locale”, ha confermato in conferenza stampa la procuratrice generale del Canton Vallese Beatrice Pilloud, aggiungendo che “nessuna ipotesi viene esclusa nell’indagine”.

Sembra che il fuoco sia partito dalle candele scintillanti, conosciute anche come flare, che erano state piazzate sulle bottiglie di champagne. Erano troppo vicine al soffitto e questo ha causato quello che viene definito un flashover, con le fiamme che si diffondono molto rapidamente”, ha aggiunto la procuratrice.

Pilloud ha spiegato che per l’inchiesta “sono stati ottenuti e analizzati dei video”. Sono già state interrogate “molte” persone, inclusi i due gestori del locale, che sono stati ascoltati “in qualità di persone chiamate a fornire informazioni”, ma “per il momento non è stata accertata alcuna responsabilità penale”. Gli interrogatori, ha precisato, “hanno permesso di chiarire la configurazione interna dei locali, i lavori effettuati e la capienza”. 

“Saremo in grado di indagare se qualcuno abbia responsabilità penali per questo incidente. E se così fosse, e se queste persone fossero ancora in vita, verranno avviate tutte le indagini per incendio colposo, omicidio colposo e lesioni colpose”, ha detto Pilloud.

Restano da chiarire aspetti cruciali come il rispetto delle norme di sicurezza e delle uscite di emergenza. La procuratrice ha ricordato che la scala che conduceva al seminterrato era particolarmente stretta, un elemento che potrebbe aver complicato l’evacuazione.

Proprietario Le Constellation: “Tre controlli in 10 anni, tutto a norma”

In una breve dichiarazione alla ‘Tribune de Geneve’, Jacques Moretti, proprietario insieme alla moglie Jessica del locale andato a fuoco, ha affermato che Le Constellation era stato controllato “tre volte in 10 anni e tutto era stato fatto secondo le norme”.

Lo stesso giornale fa sapere poi di aver chiesto un commento alle autorità comunali sui controlli a Le Constellation, ma di non aver avuto risposta, con il presidente del consiglio comunale che ha rinviato alla polizia.

Gli italiani feriti e dispersi

“Al momento risultano 13 cittadini italiani feriti, per i quali si stanno organizzando i trasferimenti, al fine di assicurare le più adeguate cure. Risultano, al momento, sei dispersi. Non sono ancora noti i dati sui deceduti”, ha comunicato Palazzo Chigi in una nota diffusa ieri nel primo pomeriggio.

“Dopo i primi soccorsi, prestati con elicotteri della Protezione civile dalla Regione Valle d’Aosta e personale sanitario e tecnico del soccorso alpino valdostano, è stata attivata la Centrale Remota Operazioni di Soccorso Sanitario (Cross) per il trasferimento in Italia dei feriti (non solo italiani)”, prosegue la nota. Palazzo Chigi ha ricordato che è stato decretato lo Stato di mobilitazione del Servizio nazionale della protezione civile.

In serata l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha fatto il punto sul ponte aereo che sta portando i feriti a Milano, al Niguarda. Con i due pazienti in arrivo nelle prossime ore, e altri quattro che potrebbero arrivare da Zurigo, “non ci saranno più feriti italiani in Svizzera causati da questa tragedia di Crans-Montana”, ha spiegato Bertolaso.

Tajani sul luogo della strage: “‘Non italiani tra 6 cadaveri identificati, non si escludono vittime”

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è giunto ieri a Crans-Montana per visitare le famiglie dei connazionali rimasti coinvolti nell’incendio e per portare la solidarietà del governo italiano. “Io non conoscevo il locale” ma “l’utilizzo di fuochi d’artificio, sia pure piccoli, in un locale così, mi sembra veramente una scelta direi poco responsabile”, ha detto il titolare della Farnesina.

A margine di un punto stampa il ministro ha spiegato: “Abbiamo messo a disposizione la polizia scientifica per aiutare con le identificazioni. Abbiamo dato disponibilità anche per un gruppo di psicologi, come richiesto dai familiari, per assistere le persone vicine ai feriti e agli scomparsi”. 

Ed ha ribadito: “Mi pare privo di senso mettere fuochi pirotecnici al chiuso, con ragazzi che salgono sulle spalle di altri, senza controllo. Evidentemente qualcosa non ha funzionato negli impianti antincendio. Le immagini del disastro mi portano a pensare che qualcosa non abbia funzionato. Toccherà alla magistratura individuare quali siano le responsabilità”.

”Le autorità svizzere hanno identificato sei cadaveri e tra loro non ci sono italiani”, ma ”aspettiamo di avere conferme su eventuali vittime italiane, cosa da non escludere”. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in collegamento con l’edizione straordinaria del Tg2, in onda per seguire la crisi venezuelana. ”Siamo pronti con volo di Stato nel caso di dover rimpatriare eventuali vittime”, ha aggiunto.

Il racconto dei testimoni: “Un inferno”

Prima le urla, poi le fiamme e la calca. Tutti che si affrettano verso l’uscita, mentre il fuoco divampa. “Sembrava l’inferno. Abbiamo visto persone con la pelle bruciata e senza i capelli. Vedevamo persone uscire in condizioni inumane: tanta calca, tante persone stese a terra e tante che correvano”, ha raccontato all’Adnkronos Jacopo Bucci, ragazzo che nella sera tra il 31 dicembre e l’1 gennaio si trovava a Crans-Montana con gli amici per festeggiare il Capodanno. Jacopo è uno dei testimoni che ha visto Le Constellation, locale nel centro della città, avvampare divorato dalle fiamme.

“Quando siamo passati la prima volta davanti al locale andava tutto bene, era intatto. Come la sera prima, quando siamo entrati – ha continuato -. Noi siamo andati in un altro bar, ma abbiamo visto che costava troppo, e siamo tornati indietro”. Jacopo e i suoi amici sono rimasti all’esterno “perché abbiamo sentito odore di gas e abbiamo creduto che all’interno saremmo stati in pericolo”. Poi hanno notato l’incendio. Repentina la risposta dei soccorsi elvetici, giunti sul posto in pochi minuti. “Non si può descrivere a parole. C’erano anche tanti genitori che urlavano, quella è stata la parte peggiore di tutte”.

La sala dove è scaturito il rogo è un seminterrato, Jacopo riferisce di non aver visto finestre né estintori la sera precedente: “In Italia se ne vedono tanti ed è difficile non farci caso”. Il cartello dell’uscita di emergenza, poi, “portava a quella scala angusta”. Dietro la sala principale, da massimo 200 persone, “c’era un privé. Non sappiamo se lì ci fossero uscite di sicurezza, non siamo entrati”.

“Sembrava un film dell’orrore”, ha raccontato un altro testimone, Adrien, descrivendo quello che ha visto dall’esterno del locale. “Ho visto fumo, un fumo bianco, grande e molto denso” uscire da Le Constellation, ha detto a Bfmtv.

“Abbiamo visto le fiamme dopo cinque, dieci minuti e la gente uscire in preda al panico, rompendo le finestre, uomini sofferenti e donne con i vestiti bruciati, che piangevano, urlavano, persone che non sapevano se i loro cari fossero dentro”, ha continuato parlando di “genitori arrivare in auto a tutta velocità, preoccupati di dove fossero i loro figli”.

“In pochi secondi, l’intera discoteca è stata avvolta dalle fiamme”, le parole di Emma e Albane che si trovavano all’interno del locale quando è scoppiato l’incendio e hanno visto il soffitto “in legno” prendere fuoco. “Siamo corsi fuori tutti urlando e correndo”, hanno raccontato descrivendo “il panico più totale”. Cadute durante la calca, “qualcuno ha rotto una finestra per far uscire la gente” e hanno confermato che i vigili del fuoco e la polizia sono arrivati nel giro di pochi minuti.

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