Chirurgia con lo smartphone
| Esteri
Il razionamento forzato dell’energia elettrica è ormai realtà quotidiana. La situazione è estremamente difficile
Chirurgia con lo smartphone
Il razionamento forzato dell’energia elettrica è ormai realtà quotidiana. La situazione è estremamente difficile
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Chirurgia con lo smartphone
Il razionamento forzato dell’energia elettrica è ormai realtà quotidiana. La situazione è estremamente difficile
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AUTORE: Giorgio Provinciali
Chernivci – Sto scrivendo questo articolo con l’ultima carica residua dello smartphone. Il razionamento forzato dell’energia elettrica è ormai realtà quotidiana. Dalla Moldavia alcuni mi riferiscono che le interruzioni si stanno registrando sporadicamente anche lì, perché il Paese importa energia elettrica dall’Ucraina e quel 10% che produce internamente è legato ai rubinetti di Gazprom. Fortunatamente siamo riusciti ad accaparrarci un kit per il fotovoltaico comprensivo di batteria, in arrivo dall’Italia la prossima settimana. In Ucraina sono praticamente introvabili, e così anche i vecchi ma funzionali generatori a benzina.
Dalle zone calde di Bakhmut, nella regione di Donetsk, giunge notizia che la corrente elettrica sia completamente down e che i medici da campo siano costretti a operare usando le torce dei telefonini. Quando un militare, qualche giorno fa, mi raccontò d’aver visto praticare un’amputazione alla luce di uno smartphone tenuto dagli infermieri, non potevo credere alle mie orecchie. Ma poi ho letto di un’esperienza simile riportata dal collega Finbarr O’Reilly del “New York Times”.
A Bakhmut la Federazione Russa sta impiegando sul campo i detenuti reclutati nella compagnia Wagner da Yevgeny Prigozhin, lo “chef di Putin”. I soldati più abili sono schierati nelle retrovie, con il compito assurdo di sparare alle prime linee in caso di diserzione. In quelle viene spedito qualsiasi avanzo di galera arrivi al fronte nella vana illusione di riguadagnarsi così la libertà perduta. Nessuno di loro tornerà mai a casa. Il capo dell’amministrazione militare di Bakhmut, Oleksiy Reva, ha recentemente lanciato un allarme circa la necessità di sgomberare la città in quanto ogni singola infrastruttura civile è oggetto di continui bombardamenti da parte dei russi. I colpi di mortaio sono supportati anche dall’offensiva aerea e il ripristino dell’elettricità è al momento assolutamente impossibile.
La situazione è estremamente difficile. Diversi soldati ucraini impegnati sul fronte dell’oblast’ di Donetsk mi riferiscono di soldati russi che si sparano tra loro e di altri che, gettati nel carnaio senz’alcun tipo di esperienza, durano soltanto una manciata di minuti. Il viceministro della Difesa ucraino Hanna Malyar riferisce che – per la quinta volta – dal Cremlino è stato dato l’ordine perentorio di prendere Bakhmut a tutti i costi entro la fine del mese. Violando tutte le norme del diritto umanitario internazionale, le leggi e i costumi di guerra, gli occupanti russi stanno costruendo fortificazioni saccheggiando la popolazione locale. Nonostante ciò, non solo non si registra alcun progresso significativo da parte russa ma, al contrario, lentamente la controffensiva ucraina avanza su tutti i fronti.
Qui il timore tra la popolazione è strettamente legato all’uso di armi chimiche e nucleari. Sin da aprile i russi hanno minato elementi infrastrutturali chiave come la diga di Kakhovka e la centrale nucleare di Zaporizhzhya. Ogni locale con cui entro in contatto si dice certo del fatto che – quando verrà a configurarsi per le truppe russe uno scenario ancora peggiore di quello attuale – Putin ordinerà personalmente di far brillare gli esplosivi.
Di Giorgio Provinciali
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