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title: Alta la bandiera gialla e blu
description: "I vescovi del Sinodo permanente ucraino rilasciano una dichiarazione congiunta: \"Il bene non negozia nulla col male\"."
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date: 2024-03-12
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/alta-la-bandiera-gialla-blu/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [guerra, guerraucraina, Italia, russia, Ucraina]
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# Alta la bandiera gialla e blu

![Papa Francesco sull'Ucraina](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Papa-Francesco-sullUcraina.jpg)

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2022-12-26 12:23:30

2022-12-26 11:23:30

Come non ripensare alla negazione ostinata del massacro di Bucha del Cremlino, magari comodamente seduti sui divani del talk televisivi mentre sul terreno di guerra si consumava il massacro.

Nessun senso di rivalsa, figurarsi. Però, come non ripensare a quelle settimane occupate manu militari dai volenterosi putinisti in servizio permanente effettivo, impegnati ogni sera in tv a negare l’evidenza dei massacri di Bucha, Irpin e altre località.

Come non ricordare le affannose e raccapriccianti spiegazioni, dai comodi divani dei talk, su come l’orrore di Bucha non potesse aver avuto luogo. Eppure sin dai primissimi momenti le notizie erano state sostenute da prove documentali che avrebbero dovuto come minimo indurre alla prudenza anche gli ultras del dittatore. Invece nulla, mentre oggi è il “New York Times” – che ad aprile portò alla luce i fatti (il giornale più famoso al mondo non è infallibile, ma di sicuro degno di maggior fiducia rispetto agli inascoltabili corifei del Cremlino) – ad aver ricostruito nei dettagli le ultime ore di 36 dei 400 morti del carnaio di Bucha. Nomi, cognomi, storie, vicende, come e perché di omicidi incredibilmente crudeli nella loro perfida banalità.

Sappiamo quale fu una delle unità russe sospettata dei crimini più feroci: il 234esimo reggimento paracadutisti di stanza a Pskov, nella Russia occidentale. Rubavano sistematicamente i cellulari ai civili brutalizzati e uccisi, per chiamare casa. Rintracciando quelle telefonate, ascoltando le registrazioni, emerge la sistematica aggressione contro i civili. In particolare chi non evacuò per portare con sé genitori anziani o malati.

Ci sarebbe tempo per pentirsi e chiedere scusa.

 

di Fulvio Giuliani

Bucha, l'orrore che fu negato

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2022-12-26 10:03:21

2022-12-26 09:03:21

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2023-02-21 16:44:43

2023-02-21 15:44:43

Il viaggio di Giorgia Meloni in Ucraina ha rafforzato l’impegno dell’Italia nel sostegno all’Ucraina

Il viaggio di Giorgia Meloni in Ucraina ha rafforzato l’impegno dell’Italia nel sostegno all’Ucraina. La presidente del Consiglio è stata accolta da Anatoly Fedouk, sindaco di Bucha, dove ha visto da vicino gli orrori perpetrati dai militari russi. Qui, le parole hanno lasciato spazio alle lacrime, con Meloni che ha fatto il segno della croce di fronte al memoriale che ricorda le vittime del massacro di Bucha.

“Sono onorata, è doveroso essere qui”, ha detto la presidente del Consiglio scendendo dal treno, garantendo al sindaco che “Può contare sull’Italia per entrambe le cose: l’integrità territoriale e la sovranità ucraina. Noi siamo con voi dall’inizio e ci saremo fino alla fine”.

Meloni a Bucha: "Resteremo con voi fino alla fine"

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2023-02-21 16:44:43

2023-02-21 15:44:43

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2022-09-16 09:50:38

2022-09-16 07:50:38

Quella di Konstantin Gudauskas è la storia del Perlasca di Bucha. Perlasca salvò nel 1944 oltre 5mila ebrei, Gudauskas 203 cittadini delle città ucraina.

Il 24 febbraio, alle 5 e mezzo del mattino, Konstantin Gudauskas fu svegliato nel suo appartamento di Bucha dalle esplosioni e dal fragore degli elicotteri russi che atterravano. Si fece un caffè e iniziò a chiamare al telefono gli amici. Una ragazza gli chiese se poteva fare qualcosa per la famiglia di un importante militare ucraino, che i russi stavano cercando. Gudauskas ha un particolare asset: un passaporto del Kazakistan, Paese che della Russia è alleato. Sfidando le bombe, raggiunse dunque la donna incinta e i bambini, fece bruciare loro i documenti, li caricò nella sua auto e li portò fino a Kiev, presentandoli ai posti di blocco russi come la sua famiglia. Un azzardo riuscito, che da allora Gudauskas ha ripetuto molte volte per portare in salvo altre persone e per far giungere rifornimenti a ucraini che se ne stavano nascosti. Insomma, la sua è la storia del Giorgio Perlasca di Bucha. Nel 1944 quest’ultimo riuscì a salvare a Budapest la vita di oltre 5mila ebrei ungheresi, strappandoli alla deportazione nazista e alla Shoah. Nel 2022 Konstantin Gudauskas è riuscito a salvare 203 cittadini di Bucha e dintorni, sottraendoli alle violenze degli occupanti russi. Una vicenda ora oggetto di un film, il cui trailer è stato presentato martedì scorso.

Tra le due vicende ci sono, ovviamente, alcune differenze. Commerciante, Giorgio Perlasca era un 34enne già fascista che aveva combattuto da volontario durante la guerra civile spagnola, guadagnandosi importanti benemerenze con il regime franchista. Allontanatosi dal fascismo a seguito dell’emanazione delle leggi razziali, per non aderire alla Rsi dopo l’8 settembre si era affidato ai suoi contatti spagnoli per ottenere un passaporto a norme Jorge Perlasca, con cui era riuscito ad arrivare in Ungheria. Vedendo quello che stava succedendo, aveva finto di essere il console spagnolo e si era messo a salvare ebrei concedendo cittadinanze e utilizzando ogni altro mezzo a sua disposizione. «E che altro avrei dovuto fare?» rispondeva a chi gli chiederà il perché di questa scelta. Enrico Deaglio titolò “La banalità del bene” il racconto della sua storia, citando il caso opposto de “La banalità del male” descritta da Hannah Arendt su Adolf Eichmann. Dal libro fu tratto nel 2002 uno sceneggiato in cui Luca Zingaretti tratteggiò con forza l’eroico istrionismo di questo truffatore per la causa dell’umanità.

Cognome lituano ma cittadinanza kazaka, il 39enne Konstantin Gudauskas è invece un giornalista e attivista dei diritti umani che i regimi autoritari del Kazakistan avevano costretto a chiedere asilo politico in Ucraina. Il passaporto kazako gli ha permesso non solo di aiutare i civili ma anche di documentare gli orrori della guerra: uccisioni, rapine, stupri. Soprannominato “L’angelo di Vorzel”, Gudauskas dice di aver avuto ben cinque auto distrutte da esplosioni e spari durante i suoi movimenti.

S’intitola “Bucha” il film che racconta la sua vicenda, prodotto da Alexander Shchur e diretto da Stanislav Tiunov. È ambientato nelle città di Bucha, Vorzel, Gostomel e Irpin durante l’occupazione russa, da febbraio ad aprile. La colonna sonora è in parte composta da brani del compositore Ihor Pokland, il cui salvataggio viene mostrato in una scena del film.

di Maurizio Stefanini

Come Perlasca salva chi fugge da Bucha

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2022-09-16 08:10:22

2022-09-16 06:10:22

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