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title: Assalti russi spregiudicati
description: Mosca ottiene dei successi tattici grazie ad assalti spregiudicati, ma al prezzo di vere e proprie perdite colossali
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date: 2023-02-02
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/assalti-russi-spregiudicati/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, Ucraina]
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# Assalti russi spregiudicati

![assalti russi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/02/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-16.jpg)

Mosca ottiene dei successi tattici grazie ad assalti spregiudicati, ma al prezzo di perdite colossali tra i russi

 

«**Più passa il tempo, più la situazione peggiora**» dichiara un militare al giornalista Arman Soldin della “AFP News Agency”. **Il fronte è quello di Vuhledàr e il soldato ucraino**, di nome Oleksandr, è probabilmente un membro della 72esima Brigata meccanizzata che sta difendendo la città. **Il mortaio della squadra cui è assegnato è puntato sulle posizioni degli “orchi”** – l’appellativo prestato dai libri di Tolkien col quale gli ucraini chiamano i loro aggressori – e spara sulle coordinate fornite dai piccoli droni civili che sorvolano le linee nemiche. **I russi hanno preso a chiamare questa tattica “isolamento della zona di combattimento”**: il fuoco delle artiglierie, guidato giorno e notte da queste telecamere volanti, **ha il compito di negare al nemico qualsiasi movimento**. Così s’interrompono le catene logistiche e in pochi giorni l’acqua e persino le batterie delle radio si esauriscono, **obbligando i reparti avanzati alla ritirata col morale a terra.**

Per le vie della città passano intanto un Bmp sovietico (cingolato blindato per il trasporto truppe) e un Alvis Stormer britannico (cingolato lanciarazzi armato con missili antiaerei Striker) di rinforzo per la linea di difesa **come esempio lampante del sincretismo a cui l’esercito di Kyïv è stato obbligato dall’invasione moscovita**. I reparti avanzati della 155esima Brigata dei *marines *russi **sono stati spazzati via nei primi assalti**, ma i colleghi della 40esima Brigata separata hanno subito preso il loro posto; dietro di loro aspettano il proprio turno al tritacarne i membri della 136esima Brigata meccanizzata separata della guardia e i fucilieri (alla lettera, visto che pare siano armati con gli antidiluviani fucili Mosin) del 123esimo Reggimento del governo fantoccio di Donec’k. **Una marea umana che Oleksandr e i suoi compagni saranno obbligati a mietere** affinché possa calare la pressione su questo punto cardine della linea di contatto.

 

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**Con le ritirate da Chersòn e Charkìv si era sperato che l’esercito di Mosca avesse esaurito il suo potenziale offensivo**, ma la disperazione ha soltanto reso più spregiudicate le sue tattiche. **La presa di Soledàr ha dimostrato ai quadri dell’armata russa che la superiorità numerica può ancora giocare un ruolo fondamentale** e Gerasimov sta dando corpo alla risolutezza politica del Cremlino con una serie di contrattacchi su quasi tutto il fronte. Se l’offensiva zetista più pericolosa e ambiziosa – quella su Zaporiggia – è già fallita, **l’olocausto delle Z *truppen *nel gennaio appena concluso ha permesso di incrementare le conquiste di Putin di circa 600 chilometri quadrati**. Un numero che può sembrare importante, ma che costituisce rispetto a dicembre **un aumento di appena lo 0,1% di steppa ucraina occupata dai fascisti russi.**

**Si tratta quindi di avanzate modeste che devono ancora dimostrare la loro valenza strategica** perché – oltre a Vuhledàr – i moscoviti puntano all’accerchiamento di** Avdiïvka, Sivers’k e Bachmut**. Riescono però a sparare ormai soltanto 15mila proiettili d’artiglieria al giorno (contro i 40mila dei tempi della presa di Lysyčans’k), obbligando così i loro soldati ad assaltare allo scoperto. **Fonti del Ministero della Difesa norvegese riportano già più di 180mila soldati russi morti o feriti a fronte di circa 100mila vittime tra le file ucraine**; finché Mosca sognerà ancora il ritorno del loro impero questi numeri non potranno che aumentare.

di *Camillo Bosco*
