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title: Marcescenza e isolamento russi
description: Uno scenario catastrofico quello dei continui attacchi degli hacker filo ucraini che flagellano la Rete russa. La loro ultima vittima è il colossale giacimento di gas presso Novyj Urengoj, incendiato violando i sistemi di sicurezza computerizzati dell’impianto di estrazione. 
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date: 2022-06-18
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/attacchi-degli-hacker-filo-ucraini-che-flagellano-la-rete-russa/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, russia, Ucraina]
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# Marcescenza e isolamento russi

![Marcescenza e isolamento russi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/06/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-2-1.png)

La visita dei leader di Italia, Germania, Francia e Romania rettifica ogni inutile chiamata che è stata fatta al Cremlino negli ultimi mesi. Intanto, l’economia e l’esercito russo competono per chi collasserà prima

**«*Ще не вмерла України. Ви можете розрахувати на братство Європи, аби Україна залишалася вільною*****» (L’Ucraina non è morta. Puoi contare sulla fraternità d’Europa per mantenere l’Ucraina libera).** Così il presidente francese Emmanuel Macron ha scritto su Twitter, citando l’inno ucraino nella lingua in cui è cantato. La visita dei *leader* di Italia, Germania, Francia e Romania rettifica ogni inutile chiamata che è stata fatta al Cremlino negli ultimi mesi.

**Nuove artiglierie motorizzate Caesar arriveranno ora da Parigi e si sono visti gli aiuti militari in movimento persino sulle strade tedesche.** Non è poco, data l’estrema dipendenza dell’*export* di Berlino verso il mercato russo. Fino al 23 febbraio lo schema dell’amicizia russo-alemanna era semplice: tu mi dai l’energia, io ti do le tecnologie per estrarla; e così via *ad infinitum*. Ma ora le sanzioni bloccano addirittura il 40% dell’operatività di North Stream 1, lo strumento geostrategico col quale Mosca ha voluto bypassare l’Est Europa per invaderlo. Una turbina di pompaggio del gasdotto si è rotta e Siemens l’ha riparata ma non la può restituire senza incorrere nelle sanzioni. La coperta industriale della Russia non è quindi solo corta, ma proprio una foglia di fico che intendeva nascondere la totale complementarietà dei sistemi economici russo-tedeschi.

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**Adesso quel rapporto simbiotico è morto per sempre.** Un segno di questa tanatosi, seppur controintuitivo, è la resilienza del rublo: col blocco delle importazioni il *surplus* commerciale russo è schizzato alle stelle e così il valore della valuta si è rafforzato al traino delle vendite di materie prime. Ma dall’inizio della guerra la produzione di petrolio moscovita è già calata di un milione di barili al giorno (e continua a scendere) mentre per il gas le turbine di NS1 paventano guai seri per uno Stato che non può più nemmeno ottenere gli acciai indispensabili per costruire i bulloni.

**A questo scenario catastrofico si sommano i continui attacchi degli *hacker***** filo ucraini che flagellano la Rete russa.** La loro ultima vittima è il colossale giacimento di gas presso Novyj Urengoj, situato nella regione russa dello Jamalo-Nenec a una sessantina di chilometri a Sud del Circolo polare artico, incendiato violando i sistemi di sicurezza computerizzati dell’impianto di estrazione. Se il collasso dell’economia russa avesse un suono, sarebbe il violento crepitio di quelle fiamme incontrollate.

**Queste notizie quasi oscurano i fallimenti russi sul campo di battaglia, che continuano vistosi.** Il *blogger *russo Murz ha confermato infatti la distruzione delle riserve di munizioni dell’artiglieria “separatista” stoccata presso Chrustal’nyj dopo due attacchi dell’aviazione di Kyiv. Lui stesso ammette che questa perdita, causata a suo dire dall’inazione del comando russo dopo il primo attacco nemico fallito, comporterà l’ennesimo rallentamento per permettere l’arrivo di nuovi proiettili e l’individuazione di un altro magazzino, a danno della già precaria offensiva sulla sacca di Lysyčans’k.

Non va meglio a Chersòn dove gli invasori, in una telefonata intercettata, lamentano come i soldati di San Giorgio al fronte siano vicini al punto di rottura a causa dei bombardamenti ucraini. Una rottura che, al fronte come nella capitale, minaccia di mettere la parola fine alla secolare storia dell’imperialismo russo.

 

Di Camillo Bosco
