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title: Sopravvissuto ad Azovstal
description: "La storia di Oleksandr Morskyi, 46 anni, sopravvissuto all'inferno di Azovstal, dove ha perso un braccio durante un attacco russo"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/03/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-20.jpg
date: 2023-03-22
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/azovstal/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, Ucraina]
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# Sopravvissuto ad Azovstal

![azovstal](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/03/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-20.jpg)

La storia di Oleksandr Morskyi, 46 anni, sopravvissuto all'inferno di Azovstal.

 

Vinnytsja – **Oleksandr Morskyi nasce 46 anni fa a Ivano-Frankivsk** ma, avendo trascorso metà della sua vita a Mariupol impiegato come manutentore di un cantiere navale, considera quest’ultima la sua città natale. Appassionato sin da piccolo di motori e automobili, nonostante le condizioni economiche poco agiate riesce a conseguire il titolo d’ingegnere presso l’Istituto navale di Sebastopoli.** Il 24 febbraio 2022 viene svegliato di soprassalto dalla sorella, che da Vinnytsja lo avvisa dell’inizio dell’invasione russa su larga scala dell’Ucraina**.

**In quei momenti drammatici Oleksandr pensa a tutto tranne che ad abbandonare la sua amata Mariupol**. Arruolatosi, presta subito servizio nell’esercito come guardia di frontiera. Il 27 marzo, **durante le delicate fasi d’attracco presso il molo antistante l’Azovstal** (necessarie al trasferimento di materiale destinato ai civili assediati), l’imbarcazione su cui si trova viene pesantemente colpita dall’artiglieria russa. **Cosciente ma gravemente ferito, Oleksandr riesce a evacuare la barca in fiamme e a correre verso il molo**, avvolto da una spaventosa tempesta di fuoco nemico. Con i vestiti bruciati e un braccio dilaniato al quale è stato applicato un laccio emostatico per contenerne l’emorragia, **viene condotto presso l’ospedale da campo allestito all’interno dell’Azovstal**. Per salvargli la vita, lo *staff* medico non avrà altra scelta che amputargli l’arto gravemente compromesso. «**Venti minuti, nei quali ti rendi conto che dovrai vivere il resto della vita senza una parte di te.** Tanto dura la disperazione. Poi resta soltanto il pensiero di come riorganizzarsi subito,** contando su un braccio solo**». Così Oleksandr descrive quegli attimi drammatici. **Resterà dentro l’acciaieria sino al 17 maggio**, vivendo insieme a molti altri soldati e civili che come lui hanno lasciato in quell’inferno una parte di loro. Resistere era l’imperativo. Resistere e farsi coraggio, **perché insieme si può e si deve vincere**: «Україна понад усе»(L’Ucraina sopra tutto).

 

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**A seguito degli accordi di cui si sono fatti garanti Onu e Croce Rossa Internazionale, l’acciaieria viene evacuata dopo 86 giorni d’assedio** (durante i quali i russi vi hanno riversato sopra un inferno di fuoco senza precedenti) e **Oleksandr viene trasferito in isolamento presso una struttura detentiva**. Molti suoi compagni finiranno bruciati vivi nel rogo che avvolgerà il penitenziario di Olenivka, minato dai soldati di Putin **nel vile tentativo di simulare un attacco ucraino contro i propri compatrioti**. Oleksandr e altri feriti saranno invece oggetto di scambio con altrettanti prigionieri russi. Condotto dapprima presso l’ospedale di Kyiv e poi in quello di Lviv, **deciderà di acquistare una protesi meccanica prodotta in Ucraina presso il Centro Neslamni.** Con il sostegno del Ministero della Salute ucraino, la First Medical Association of Lviv (la più grande istituzione medica di tutto il Paese) è in grado d’offrire assistenza e riabilitazione in quel centro alle migliaia di adulti e bambini vittime della criminale aggressione russa.

di *Giorgio Provinciali*
