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title: Bielorussi al fronte
description: "Non sono pochi i Bielorussi giunti in Ucraina per recarsi a fronte, per combattere una comune guerra di libertà. Tra loro c'era Eduard"
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date: 2023-03-27
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/bielorussi-al-fronte/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, Ucraina]
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# Bielorussi al fronte

![Bielorussi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/03/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-22.jpg)

Non sono pochi i Bielorussi giunti in Ucraina per recarsi a fronte, per combattere una comune guerra di libertà. Tra loro c'era Eduard

Lviv – **A battersi più di tutti nell’ultimo avamposto delle democrazie è chi la libertà l’ha assaggiata soltanto dopo generazioni** d’annientamento da parte di un regime e quanti, tuttora soffocati dai fantasmi sovietici, coltivano un sogno europeo per i propri figli. Fra questi ultimi, **partigiani e volontari bielorussi esprimono senza dubbio la volontà di un popolo che non è mai riuscito a liberarsi dal giogo della dittatura sovietica**, proseguita dopo il crollo dell’Urss con il sistema autocratico e revanscista di Lukashenko.

Ho ascoltato decine di storie** d’infermieri, medici, ingegneri, *driver*, soccorritori e militari bielorussi** **giunti in Ucraina per contrastare la criminale aggressione mossa da Putin**, nella speranza che il suo fallimento avrebbe comportato anche la caduta di Lukashenko. Tra tutte, quella di **Eduard Lobov stupisce per eroismo e determinazione**. Ex prigioniero politico,** fu arrestato il 18 dicembre 2010** insieme al *leader* del “Fronte dei giovani” Zmitser Dashkevich per aver denunciato la falsificazione dei risultati delle elezioni presidenziali in Bielorussia. Scontati quattro anni di detenzione nella colonia penale “Wolf Holes”, **il giovane dissidente è stato insignito nel 2014 del “Viktar Ivashkevich National Human Rights Awards”.**

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Arruolatosi volontario nella 72ª brigata meccanizzata separata,** ha combattuto l’invasione russa dell’Ucraina sin dal 2015**.** Nel 2022 ha partecipato alla liberazione di Kyiv, Hostomel e Chernobyl** così come alle recenti operazioni militari condotte a Bakhmut e Uhledar. Qui, il 26 gennaio scorso, **s’è trovato coinvolto con la sua squadra in un aspro combattimento ravvicinato con i russi** che, in evidente sovrannumero, hanno attanagliato in una morsa di fuoco e schegge la struttura presso cui si trovava. Sanguinante e circondato da altri compagni gravemente feriti, Eduard s’è presto reso conto che i soccorsi non avrebbero mai potuto giungere in tempo e che** l’unico modo per tentare di salvare qualcuno era coprirne la fuga**. Le munizioni però erano quasi finite e serviva davvero una mira eccezionale per non sprecare in raffiche i pochi colpi nel caricatore. **Nei pochi secondi rimasti, ha così imbracciato l’arma ed è uscito allo scoperto**. Sparando a colpi singoli è riuscito a colpire uno dopo l’altro 15 russi, consentendo a tutti i suoi compagni di trarsi in salvo. Rimasto solo, malconcio e senza munizioni,** ha imbracciato un Javelin ed esploso un ultimo colpo letale al *tank* russo che lentamente incedeva puntando verso i commilitoni in salvo**. Gravemente ferito, **è infine morto difendendo una libertà sognata**, accarezzata e contesa prima da dissidente e poi da soldato.

**Ridurre quella combattuta in Ucraina a una guerra di conquista di un Paese è un grave errore**. Qui si lotta per difendere i valori fondanti di ogni sistema democratico e a farlo con più ardore è senza dubbio chi ha vissuto sotto il giogo della dittatura comunista: **ucraini, bielorussi, georgiani, moldavi e persino russi che passano dalla parte ucraina**. Decenni di condizionamento totalitario, repressione di ogni identità individuale, controllo dell’informazione e del pensiero hanno forgiato la volontà incrollabile di giovani come Eduard, determinati e disposti a tutto pur d’interrompere l’autogenesi di un sistema fallimentare e criminale.

di *Giorgio Provinciali *
