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title: "Cantare &#8220;Bella Ciao&#8221; fino alla morte"
description: "L'impresa eroica del cantante lirico ucraino Ivanchuk che, nonostante una trivella di colpi canterà ai medici con un filo di voce \"Bella ciao\""
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date: 2023-02-08
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/cantare-bellaciao-fino-alla-morte/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, Ucraina]
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# Cantare &#8220;Bella Ciao&#8221; fino alla morte

![Cantare "Bella Ciao" fino alla morte](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/02/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-1.jpg)

L'impresa eroica del cantante lirico ucraino Ivanchuk che, nonostante una trivella di colpi, ha cantato ai medici con un filo di voce "Bella ciao"

Kyiv – **Serhiy Ivanchuk è un noto cantante lirico ucraino.** Oltre alle indubbie qualità canore, ad aver reso celebre il 29enne di Poltava è stato l’incredibile coraggio dimostrato nel **portare a compimento un’impresa a dir poco eroica**.

Rientrato in terra ucraina dopo aver terminato gli studi presso l’Accademia lirica di Osimo, all’indomani dello scorso 24 febbraio Serhiy **sceglie di prestare volontariamente servizio civile nelle zone più colpite dalla criminale aggressione russa**. Ogni giorno copre i 150 km che separano Poltava da Kharkiv rifornendo quest’ultima di carburante, cibo, medicinali e altri aiuti umanitari. Nei viaggi di ritorno il ragazzo **porta con sé tutti i rifugiati che riescono a stare nella sua vecchia auto**. Si tratta di povera gente che non può permettersi uno spostamento simile in taxi: Serhiy è particolarmente sensibile alla loro condizione perché in epoca sovietica i suoi nonni furono spogliati di ogni avere e condannati ai lavori forzati per 15 anni nel *gulag* di Kolyma (uno dei peggiori campi di lavoro dell’ex Urss). In poco tempo il giovane artista** riesce a mettere in salvo un centinaio di persone** entrate in contatto con lui tramite il passaparola e il suo nome diventa presto un riferimento sui canali Telegram locali.

**Un giorno Serhiy accetta di effettuare il trasferimento urgente di alcuni apparecchi medicali da una clinica di Poltava a un ospedale di Kharkiv**. Durante il tragitto la sua auto viene bersagliata da una raffica di *kalashnikov*. Il parabrezza va in frantumi, l’auto sbanda e finisce fuori strada. Nonostante la grande croce rossa sulle fiancate dell’auto, i colpi continuano ad arrivare da ogni parte. Ferito alle gambe, Serhiy rimette a fatica in moto il vecchio veicolo tirando l’aria manualmente. **Non riesce a premere bene i pedali perché le gambe sono state crivellate di colpi**, ma in qualche modo si rimette sulla strada principale e ingaggia un inseguimento con gli assalitori russi.

Miracolosamente illesa, la dottoressa che gli siede accanto riesce a prestargli soccorso. Un’altra raffica contro il lato guida raggiunge il giovane alle braccia, tanto da staccargli di netto due dita della mano sinistra. **Abbassandosi, Serhiy riesce tuttavia a guidare tenendo saldamente il volante con la destra**. Azzarda una manovra eversiva, ma una terza raffica lo raggiunge alla schiena trapassandogli l’addome e il petto. Credendo che quelli saranno i suoi ultimi istanti di vita, cerca in ogni modo di tenere l’auto in traiettoria per poter passare il volante alla dottoressa. Quest’ultima capisce che il ragazzo ha un polmone perforato e con un sangue freddo straordinario riesce a chiudergli la ferita. I due riescono a resistere fino a quando non s’imbattono in un posto di blocco. Serhiy è stremato e sta perdendo conoscenza. L’auto rallenta sino a scontrarsi contro le vetture messe di traverso. **È un posto di blocco ucraino. Ce l’hanno fatta**.

Con cinque proiettili in corpo, **Serhiy subirà diversi interventi di ricostruzione**. Uscirà dal coma soltanto dopo due giorni e quasi 8 litri di sangue trasfusi da una ventina di donatori. Unico sopravvissuto nell’intero reparto di rianimazione, nonostante la compromissione di molti organi vitali e il polmone collassato **il giovane cantante lirico intonerà “Bella ciao” – con un filo di voce e in lingua italiana – al personale medico che lo ha salvato**.

*di Giorgio Provinciali*
