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title: Come la Wagner prese Soledàr
description: Le Z truppen regrediscono alla Prima guerra mondiale grazie alla tattica dei mercenari della Wagner, che hanno conquistato Soledar
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date: 2023-02-03
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/come-la-wagner-prese-soledar/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, russia, Ucraina]
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# Come la Wagner prese Soledàr

![truppe russe](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/02/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore.png)

Le Z truppen regrediscono alla Prima guerra mondiale grazie alla tattica dei mercenari della Wagner

**I russi sono di nuovo dentro Bachmut.** Nel territorio urbano sono stati avvistati addirittura dei paracadutisti, ormai rarissimi dato che più della metà di queste truppe d’*élite *è stata spazzata via negli scontri iniziali dell’invasione. **Sono trasportati da un blindato Btr-Mdm Rakushka** (“Conchiglia”, ben riconoscibile perché privo di torretta rispetto alle altre varianti) **e appartengono al 51esimo e al 137esimo reggimento della 106esima Divisione d’assalto aereo. Si muovono nelle strade sterrate della periferia della città donbassa.**

Dall’altro lato li aspettano, fra i tanti difensori, i soldati del Reggimento Azov. Il soldato Roman (11.200 seguaci su Instagram) registra un video dalla sua trincea avanzata, spiegando come i nemici siano posizionati su tre lati. «Un lato di troppo, certo, ma nella mia borraccia c’è dell’*irish coffee* caldo e il morale è alto» afferma, sapendo che in caso di accerchiamento potrà arretrare in una delle linee difensive già predisposte.

Pur dolorosa, la perdita di Soledàr non sembra aver impressionato i difensori. **La tattica con cui i mercenari della Wagner sono riusciti a impadronirsi della città è stata infatti spiegata da una fonte informata ad Arseny Dronov della redazione di www.rucriminal.info.** Il sito si propone di «rivelare e documentare i segreti di funzionari, oligarchi, gangster e funzionari della sicurezza» ed è di proprietà di uno dei 17mila espatriati russofoni che vivono nel Massachusetts tra le cittadine di Newton, Brookline e i sobborghi bostoniani di Allston e Brighton. Posti dove le voci di condanna della guerra non sono mancate. **«La concentrazione di morti per metro quadro a Soledàr è incredibile. Dal puro punto di vista militare il costo umano per la sua conquista non ha avuto alcun senso» spiega l’esperto sotto la condizione dell’anonimato.** «Ogni primo attacco era condotto da una squadra di otto soldati d’assalto armati con lanciarazzi, col compito di raggiungere a ogni costo la postazione designata». Per chiarirne l’ineluttabilità, ai nuovi arrivati erano subito mostrati video di esecuzioni sommarie di chi aveva rifiutato il compito o si era ritirato. All’occasione si fornivano prove dal vivo.

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**«Lì i musicisti (soprannome dei wagneriti, *ndr.*****) dovevano comunicare all’artiglieria le coordinate esatte per colpire i nemici trincerati.** Dopo il bombardamento, un altro gruppo di otto soldati – armati più alla leggera – assaltava la postazione già martellata. Di solito si utilizzavano 32 uomini in 4 ondate, ma per alcuni punti ci sono volute fino a 14 ondate (112 uomini) per scacciare gli ucraini. **Molte squadre vengono così annientate, ma in generale le perdite sono numericamente inferiori rispetto a quelle di un assalto condotto da un normale reggimento in cui è poi necessaria una maggiore coordinazione»**. Un metodo brutale ed efficace, a cui ora è venuto a mancare il galeottume quale carne da cannone principale. Starà quindi ai paracadutisti impegnarsi adesso in queste tattiche da Prima guerra mondiale, come già accade ai loro colleghi *marines *a Vuhledàr, mentre Putin continua la ricerca dell’eroe capace di risolvergli il problema politico della “operazione militare speciale”. Senza dubbio una selezione a eliminazione diretta.

Di* Camillo Bosco*
