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title: Dal fronte al Congresso Usa
description: Importantissimo incontro di ieri tra Zelensky e Biden. Dimostrazione di coraggio e amore per la propria terra
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date: 2022-12-22
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/dal-fronte-al-congresso-usa/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, Ucraina]
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# Dal fronte al Congresso Usa

![Dal fronte al Congresso Usa](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/12/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-6.jpg)

Importantissimo incontro di ieri tra Zelensky e Biden. Dimostrazione di coraggio e amore per la propria terra ma anche aperte al palcoscenico mondiale su posizioni democratiche.

«Presidente, come mai è venuto in un posto così pericoloso?» «Se qui è pericoloso per me, lo è anche per questi ragazzi. Rischiare la vita, per chi ogni giorno dà la propria per noi, è un gesto dovuto». Questo è stato il breve s**cambio di parole tra il comandante Serhiy Cherevatey e il presidente Zelensky, accolto tra i soldati in prima linea a Bakhmut**. «Ha dipinto la *palette* di emozioni più bella dentro i nostri cuori» aggiunge un soldato, visibilmente commosso e stupito da una visita tanto gradita quanto inattesa.

Sulle sponde del conflitto tra aggredito e aggressore s’è palesata nelle scorse ore la grande differenza tra l’uomo dell’anno e il perdente dell’anno. **Mentre Zelensky**, sprezzante del pericolo, **decorava in prima linea i propri ragazzi al fronte sotto il fragore delle esplosioni, in un *bunker* di Rostov sul Don Putin premiava in Russia** (dicendosi anch’egli in prima linea)** quei funzionari delle regioni occupate** che hanno svenduto coscienza, terra e onore al delirio rascista. Un terzo videomessaggio registrato da qualche parte nel Donbas veniva intanto diffuso sui *social*: Yevgeny Prigozhin, in lizza nella verticale al potere per il Cremlino e attuale proprietario della Wagner Pmc (Private Military Company, ma sarebbe più consono definirla Premiata Macelleria Criminale) invocava un confronto con Zelensky, accreditandosi pure lui a Bakhmut.

**Sul vero fronte caldo un combattente chiede a Zelensky di consegnare a Joe Biden quella croce al valore a lui destinata**, affidandogli anche una bandiera ucraina firmata da tutti i militari con lui in prima linea a Bakhmut, per riconoscenza al sostegno incrollabile dato dagli Stati Uniti all’Ucraina. Zelensky accetta, ribadendo che comunque il valoroso soldato riceverà una copia della sua meritata onorificenza. I tre video dominano la scena sui principali *social network*, tanto che – a sostegno di quel gesto – i familiari dei soldati al fronte iniziano a pubblicare centinaia di letterine di Natale in cui i figli chiedono missili e armi anziché dolcetti e giocattoli, affinché i loro papà possano continuare a difendere il Paese e la propria libertà. **Nel frattempo in Russia il principale canale televisivo trasmette un malconcio Solovyev che si sostituisce a Dio invocando l’uso dell’atomica «per cancellare Sodoma e Gomorra**».

Di ritorno dal fronte, **Zelensky all’alba di ieri era già a Przemyśl in Polonia**, **diretto a Washington per incontrare Biden** e ringraziare a nome del suo Paese il Congresso americano per lo straordinario sostegno ricevuto nei 300 giorni di criminale aggressione russa. Zelensky ha vinto ancora il *gauntlet* mediatico sul terreno di battaglia scelto da chi lo vorrebbe morto. **Dopo decenni vissuti deprecando una classe politica corrotta e fortemente sostenuta da Mosca, l’Ucraina si riconosce oggi in politici giovani come lui**, nei suoi ministri e nel sindaco di Kyiv Klitschko.

Persone innamorate della propria terra ma aperte al palcoscenico mondiale su posizioni democratiche, liberali ed euroatlantiche, che a vite agiate all’estero hanno preferito il giubbetto antiproiettile e un sogno impossibile.

 

*di Giorgio Provinciali*
