---
title: "Democrazie con l&#8217;Ucraina"
description: "Tutti i numeri degli aiuti, militari ed economici, delle democrazie occidentali a Kiev nella guerra di difesa contro l'invasione russa"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/07/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-30.jpg
date: 2023-07-17
modified: 2023-07-16
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/democrazie-con-lucraina/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, NATO, Ucraina]
---

# Democrazie con l&#8217;Ucraina

![aiuti ucraina](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/07/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-30.jpg)

Tutti i numeri degli aiuti, militari ed economici, delle democrazie occidentali a Kiev nella guerra di difesa contro l'invasione russa

Kyiv – Secondo l’Institute for the World Economy di Kiel, a 500 giorni dall’inizio dell’invasione russa su larga scala del Paese **i *****partner***** hanno fornito assistenza militare a Kyiv per 80,4 miliardi di euro.** Cioè circa 15 volte il *budget* ucraino per la Difesa nel 2022. **Con 42,8 miliardi gli Usa hanno contribuito da soli a sostenere più della metà dello sforzo bellico**. Seguono la Germania con 7,5 e l’Inghilterra con 6,6 miliardi. Il quarto miglior donatore è la Polonia, che con 3 miliardi di euro ha devoluto ai vicini ucraini il 23,9% del proprio *budget* per la Difesa. In questi termini, spiccano la generosità di Danimarca (31,6%), Finlandia e Slovacchia (entrambe sul 30%) e soprattutto dei tre Paesi baltici: la Lituania ha devoluto il 42,2%, la Lettonia il 49,2% e l’Estonia ha tenuto per sé ben poco, donando all’Ucraina ben il 58,2% del proprio *budget* per la Difesa. Fanalini di coda in questa classifica sono l’Italia (penultima con 0,6 miliardi, pari al 2,4% del proprio *budget*) e la Francia (ultima con mezzo miliardo, pari all’1%).** Numeri che trovano riscontro al fronte, perché oltre a quello americano lo sforzo bellico tedesco è davvero rimarcabile.** Il flusso di armamenti tedeschi è stato costante e di ottima qualità, tanto che ancora nei prossimi giorni dalla Germania arriveranno in Ucraina ulteriori 25 carri armati Leopard 1A5, 25 Bmp Marder 1A3 e 5 Bergepamzer 2 Brem.

**Circa l’assistenza finanziaria non militare, il sostegno dato a Kyiv dall’Unione europea nei primi 500 giorni d’invasione su larga scala** – pari a 27,3 miliardi di euro – ha invece addirittura superato di 3 miliardi quello americano. Stupiscono quello giapponese (terzo in graduatoria con 5,6 miliardi) e quello inglese (pari a quasi 4 miliardi). Seguono il Canada con 3 miliardi e ancora sorprendentemente la Germania, che oltre a quanto versato assieme ai *partner* europei ha contribuito da sola con altri 1,3 miliardi di euro. Molti altri Paesi dell’eurozona hanno contribuito con donazioni prossime al miliardo (Olanda 1, Polonia e Norvegia 0,9, Francia 0,7, Spagna 0,5) mentre con donazioni evidentemente inferiori l’Italia non figura neppure in classifica.

 

[LEGGI TUTTI GLI ARTICOLI DI "CRONACHE DI GUERRA"](https://laragione.eu/category/esteri/cronache-di-guerra/)

 

**Complessivamente, gli Alleati hanno elargito una cifra pari a quasi la metà del Pil ucraino. Messa di fronte a uno scossone enorme ai propri confini, l’Unione europea ha quindi saputo dimostrarsi coesa**, tempestiva nelle decisioni e determinante nella difesa di quei valori democratici che sono alla base della propria essenza. Al tempo stesso il martellamento mediatico costante di pacifinti e filoputiniani d’Italia contro l’invio di armi in Ucraina ha prodotto il nulla mischiato col niente. Sostanzialmente, certi *media* si sono accaniti per 16 mesi ingigantendo agli occhi dell’opinione pubblica il minimo sindacale d’un sostegno dovuto.

**Confrontando questi dati con quelli forniti dal Sipri (Stockholm International Peace Research Institute) emerge inoltre che, di fronte alle crescenti minacce, la Nato non può più essere a esclusiva trazione americana.** Sebbene Washington resti in vantaggio con numeri tre volte superiori, la cifra astronomica destinata da Pechino alla Difesa è infatti prossima ai 300 miliardi di dollari. Mosca ne destina quasi 90. Significa anche che, insieme, si può e si deve vincere questa guerra, ma che l’obiettivo di destinare almeno il 2% del Pil alla Difesa dev’essere raggiunto quanto prima.

di Giorgio Provinciali
