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title: Dieci ragioni che spiegano la penetrazione ucraina in Russia
description: Kherson – L’offensiva transfrontaliera ucraina procede a velocità impressionante, lasciando i russi spiazzati e senza possibilità di reagire
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date: 2024-08-11
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/dieci-ragioni-che-spiegano-la-penetrazione-ucraina-in-russia/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [guerra, russia, Ucraina]
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# Dieci ragioni che spiegano la penetrazione ucraina in Russia

![Offensiva ucraina](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/08/Offensiva-ucraina.jpg)

Kherson – L’offensiva transfrontaliera ucraina procede a una velocità impressionante, lasciando i russi spiazzati e senza possibilità di reagire

**Kherson – L’offensiva transfrontaliera ucraina procede a una velocità impressionante, lasciando i russi spiazzati e senza possibilità di reagire.** I filmati diffusi nelle scorse ore mostrano una colonna di loro camion militari interamente incenerita nei pressi di **Zhovtnevo** e un’altra in fiamme vicino a **Rylsk**. In precedenza, i rottami carbonizzati d’almeno altri 14 veicoli militari **Kamaz** e **Ural** carichi di fanteria erano stati ripresi assieme ai resti del personale militare che stavano trasportando lungo un’altra strada dell’*oblast*’ di **Kursk**. Secondo le prime stime gli ucraini avrebbero fatto fuori un intero battaglione russo e in appena tre giorni avrebbero strappato al nemico più suolo di quanto ne abbia rubato all’Ucraina in un anno. Le mappe di tutti i maggiori *think tank *sono state aggiornate tingendo d’azzurro un’area che passa ormai il mezzo migliaio di chilometri quadrati, mentre il conto delle perdite russe passa le 500 unità nella sola scorsa notte. 

**Lo stato maggiore ucraino ha confermato** inoltre nelle scorse ore d’aver colpito diversi sistemi antiaerei che i russi avevano dislocato all’interno dei territori occupati dell’*oblast’* di **Donetsk** (mandando in fumo il *radar* d’un S-350) e l’aerodromo militare della regione di **Lypetsk** (che è anche uno dei più grandi centri d’addestramento nella **Federazione Russa**), in cui si trovavano dozzine di costosissimi caccia Su-34, Su-35 e MiG-31 delle forze aerospaziali nemiche, oltre ad almeno 700 bombe aeree guidate. Quest’ultimo è stato un attacco devastante, che non ha lasciato ai russi neanche il tempo di far decollare quegli aerei.

**Mosca ha controbattuto lavando nel sangue dei civili ucraini la vergogna di tali *débâcle***: dapprima un missile ha centrato in pieno il supermercato “**Ekomarket**” di **Kostiantynivka** causando almeno 12 morti e 40 feriti; un altro ha poi colpito il quartiere abitato **Smerchy**, mentre uno sparato contro **Kharkiv** ha impattato contro un istituto d’istruzione secondaria. Essendo stato io stesso con **Alla Perdei** fino a poco tempo fa all’interno di quell’unico grande magazzino che era rimasto a **Kostiantynivka**, posso confermare che non vi si trovasse alcuna attrezzatura o personale militare ma solo le uniche provviste di cibo d’una città in larga parte distrutta.

Sebbene la cinica ed efferata reazione d’uno Stato terrorista quale è **l’odierna Federazione Russa** fosse prevedibile e non sarà certamente l’unica, esistono almeno dieci buoni motivi per cui il *blitz* ucraino in territorio nemico costituisca un fattore conveniente per **Kyiv**.

**Anzitutto serve ad allentare la presa sui territori martoriati dell’*oblast’* di Sumy**, travolti per mesi da centinaia di bombe plananti e colpi d’artiglieria tanto da doverne sfollare 23 insediamenti evacuando oltre 6mila civili. Senza quest’intervento, anche quell’area avrebbe presto fatto la fine della zona grigia contesa a **Nord di Kharkiv.**

**In secondo luogo, con ogni probabilità quest’incursione preluderà ad altre ancor più massicce condotte – secondo lo stile di Syrskyj – su fronti anche molto distanti da quello settentrionale.** Quello da cui scrivo potrebbe ad esempio riservare altrettanti eventi inaspettati che potrebbero aprire la strada a Kyiv verso una Crimea ormai sempre più indebolita e isolata.

Come sottolineato dallo stesso Presidente **Zelenskyj**, ogni elemento strappato ai russi aumenta inoltre il potere negoziale dell’**Ucraina** nell’ottica di futuri colloqui con Mosca. «La guerra è guerra» ci ricorda **Podoliak** «e chi aggredisce deve aspettarsi reazioni simmetriche».

**Il fattore psicologico gioca poi un ruolo molto importante per un popolo e un esercito che da quasi due anni si trova a resistere traendo ben poche soddisfazioni da un fronte ormai in stallo perenne.** L’offensiva in territorio russo costituisce un elemento di rottura rispetto alla strategia precedente in grado di dare nuova linfa a morale e aspettative ucraine.

**Il quinto elemento importante è una conseguenza del fatto che quei territori russi che l’Ucraina ha occupato fossero sguarniti**: la coperta è corta e giocoforza **Putin** sarà costretto ad allentare la presa sul vicino fronte orientale. I wagneriti richiamati dall’**Africa** non sono certamente abbastanza per far fronte alle tre brigate (da 2mila soldati ciascuna) che **Kyiv **ha dirottato su **Kursk **e presto i generali russi si troveranno di fronte a scelte più radicali.

**Ne consegue la sesta deduzione, che vede il consenso interno di Putin sgretolarsi sempre di più**: i video diffusi in queste ore dai civili di** Kursk **e i commenti dei militari sopravvissuti all’assalto ucraino sono impietosi nei suoi confronti e alimentano certamente il seme della discordia contro il suo regime.

**Sette: più pressione viene esercitata sull’aggressore, più s’avvicina la pace**. Basta ricordarsi le volte in cui Putin ha aperto a possibili negoziazioni quando s’è trovato col fiato sul collo durante la controffensiva ucraina del 2022. Putin comprende solo il linguaggio della forza, è un dato ormai assodato.

**L’ottava osservazione è costituita dal fatto che l’Ucraina sta lavorando coi Paesi della Nato per l’attuazione della difesa congiunta contro i missili russi**: mostrare agli alleati che si può osare li aiuterà certamente a compiere un passo decisivo in tal senso.

**Il nono in esame è il fattore economico**: se l’Ucraina aveva già la possibilità d’interrompere il flusso d’idrocarburi russi verso l’Europa, ora ha la mano posata sul rubinetto del gas dello snodo di **Sudzhe** ed è a un passo dalla centrale nucleare di** Kursk:** tenerla in scacco mettendola in *shut-down* ribalterebbe specularmente la situazione patita a **Zaporizhzhia**.

**In ultimo**: come hanno ribadito il portavoce del Dipartimento di Stato americano **Matthew Miller** e il portavoce della **Commissione europea**, «l’**Ucraina **sta combattendo una legittima guerra di difesa contro l’aggressione illegale della **Russia**. Nel quadro di questo legittimo diritto a difendersi, ha il diritto di colpire il nemico ovunque ritenga necessario sul suo territorio ma anche nel territorio nemico».

Ecco perché, senza esser stata troppo preannunciata, **la tanto a lungo attesa offensiva ucraina è finalmente iniziata.**

di *Giorgio Provinciali*
