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title: Ecocidio in lingua russa
description: La diga di Kakhovka approvvigionava d’acqua dolce la penisola di Crimea, fornendo inoltre energia a più di 3 milioni di persone
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date: 2023-06-07
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/ecocidio-in-lingua-russa/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, Ucraina]
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# Ecocidio in lingua russa

![diga](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/06/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-26.jpg)

La diga di Kakhovka approvvigionava d’acqua dolce la penisola di Crimea, fornendo inoltre energia a più di 3 milioni di persone

Kherson – Fra la mezzanotte e mezza e le quattro del mattino di ieri l’efficiente contraerea ucraina ha neutralizzato 35 missili da crociera Kh-101/Kh-555 lanciati da sei bombardieri russi Tu-95ms in volo sul Mar Caspio. Nell’epicentro di quell’uragano di fuoco, intorno alle tre, **un’altra esplosione ha cambiato il corso degli eventi. Provocando il collasso di 11 delle 28 campate alte 30 metri e lunghe 3,2 km che la costituivano, la diga di Nova Kakhovka occupata dai russi saltava in ariaEcocidio inlingua russa**, riversando con una forza dirompente oltre **18 km3d’acqua e 150mila tonnellate d’olio motore nel Dnepr.** Straripando, il fiume sta inondando lungo il suo corso oltre **80 insediamenti civili, la cui evacuazione è compromessa dai continui colpi di mortaio sparati dai russi** e dalle decine di mine che saltano in aria da sole, trasportate dalla corrente in un’onda alta 4-5 metri che sfocerà assieme al Buh nel Mar Nero.

Il Consiglio di sicurezza nazionale convocato subito dal presidente Zelenskyy (che già a ottobre aveva invitato Onu e Ue a costituire un *joint team* d’osservatori per scongiurare tale catastrofe) ha aperto immediatamente un’inchiesta per risalire alle cause del **più grande ecocidio nel Paese dopo il disastro di Chernobyl**. **Come in quell’occasione, le autorità locali russe hanno immediatamente minimizzato l’accaduto:** **il sindaco di Nova Kakhovka Leontiev ha smentito infatti l’esplosione della centrale idroelettrica,** bollandola come una sciocchezza e rassicurando i civili sul fatto che tutto in città fosse calmo e tranquillo. Poche ore dopo, di fronte alle immagini satellitari d’una catastrofe senza precedenti, le principali agenzie russe **non hanno esitato a puntare il dito contro il governo di Kyiv, riversando come al solito in Rete decine di *****clip* d’archivio e *fake news*****subito sbugiardate**.

 

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**Secondo la Compagnia Ukrhydroenergo, la natura del danno sembrerebbe indicare che la diga sia stata fatta saltare dall’interno**: ad aver originato la deflagrazione potrebbe essere stato un sovraccarico delle valvole della sala motori o l’uso d’esplosivi. I grafici diffusi indicano che, mentre da mesi esortavano i civili ad abbandonare le zone limitrofe, i russi – **che, ricordiamo, controllano la diga** – **hanno intenzionalmente innalzato il livello d’acqua sino alla soglia *record* di 17,5 metri**, forse per infliggere il massimo danno alle truppe ucraine ai fini di contenerne la controffensiva per 10-15 giorni. Seppur svantaggiosa per loro stessi, perché la sponda sinistra del Dnepr (da loro occupata) è più bassa di quella destra, **tale mossa troverebbe un inquietante precedente storico risalente al 18 agosto 1941 quando, con 20 tonnellate d’esplosivo arrivate in due aerei da Mosca**, l’Nkvd fece saltare la diga di Dnepr per contenere l’avanzata delle truppe tedesche, sacrificando così fra 20mila e 100mila ucraini.

Costruito nel 1952, il bacino idroelettrico approvvigionava d’acqua dolce la penisola di Crimea e in parte la regione di Zaporizhzhya,** fornendo inoltre energia a più di 3 milioni di persone**. Tutti i reattori della centrale nucleare di Enerhodar sono spenti ma necessitano dell’acqua del Dnepr – che s’è ritirato di 10 metri – per esser raffreddati. **Curiosamente un decreto, entrato in vigore il 31 maggio a firma del primo ministro russo Mykhailo Mishutin, esonera le autorità locali dall’obbligo d’indagare** su incidenti e attacchi terroristici presso strutture pericolose nei territori occupati fra cui, appunto, la diga di Nova Kakhovka. Curiosa anche la reazione dell’Onu, sui cui canali *social* s’è ricordato che quella di ieri era «la giornata dedicata alla lingua russa».

di *Giorgio Provinciali *
