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title: Grano-Russia, il lupo perde il pelo ma non il vizio
description: Impotente contro la flotta turca la Russia attacca le chiatte fluviali piene di grano che stavano uscendo dal Golfo del Nipro
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date: 2022-11-02
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/grano-russia-il-lupo-perde-il-pelo-ma-non-il-vizio/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, Ucraina]
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# Grano-Russia, il lupo perde il pelo ma non il vizio

![Grano Russia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/11/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-11.jpg)

Impotente contro la flotta turca, la Russia attaccano le chiatte fluviali piene di grano che stavano uscendo dal Golfo del Nipro

Il lupo che si abbevera accusa l’agnello più a valle di intorbidire la sua acqua. «**La Russia non può più garantire la sicurezza della navigazione nell’area del Mar Nero**» ha annunciato Peskov, il portavoce del Cremlino. Da Mosca fanno sapere che si tratta **di una ritorsione per l’attacco «terroristico» al porto militare di Sebastopoli**. La tregua che permetteva il trasporto del grano ucraino è quindi saltata in una delle sue parti, **ma questo non sembra fermare le esportazioni**. Non esiste infatti un accordo a riguardo fra **l’Ucraina e la Federazione Russa**, bensì due distinti documenti fra esse e la Turchia. **Ankara ha deciso così di proseguire il suo servizio di scorta ai mercantili**, stante anche la misera situazione del comando navale russo.

Una fine ingloriosa. **Nel 1997 Kyïv si era vista assegnare 124 unità nella spartizione della flotta dell’Urss**, solo per vedersele quasi tutte rubate nel 2014 quando i *siloviki* s’inglobarono la Crimea grazie a un *referendum *illegale. **Dopo otto mesi di guerra gli scafi russi però non lasciano quasi più le coste occupate** e le navi da guerra turche non temono la loro concorrenza in uno specchio d’acqua che un tempo fu quasi un mare interno sovietico. D’altronde, dopo che gli invasori si sono decisi a lasciare *Ostriv Zmiïnyj *(l’Isola dei Serpenti), **era già divenuta remota la possibilità di interferenze moscovite sulle rotte da e verso Odesa.**

 

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**I giorni iniziali della guerra hanno visto tuttavia diversi mercantili alla fonda attaccati in maniera indiscriminata dai russi e questo non rassicura circa i limiti che s’imporrà nella sua solitudine il criminale Putin**. I sottomarini rimasti potrebbero affondare facilmente chi si adopera per prevenire carestie. A quel punto, però, i pochi alleati africani rimasti ai ruscisti protesterebbero sia per la diminuzione delle derrate alimentari sia per il conseguente aumento del prezzo delle granaglie rimaste. **È probabile quindi che i mulini turchi continueranno a macinare il grano ucraino** (nonché quello russo) e Peskov farà finta di non aver detto niente a riguardo; **non la sua prima contraddizione e neanche l’ultima**. Questo non ha impedito alle *Z truppen *di appostarsi presso** Kinburns’ka Strilka, poco a Sud di Mykolaïv, per bersagliare alcune chiatte piene di grano che stavano uscendo dal Golfo del Nipro**. Due persone sono state uccise e altre due sono rimaste ferite in questo agguato, mentre un’altra risulta ancora dispersa. Non sappiamo ancora se si sia trattato di una sorta di sfogo, di un avvertimento o **dell’inizio di un quotidiano stillicidio di sangue nell’estuario del Nipro**. Un rallentamento delle operazioni pare comunque inevitabile.

Purtroppo per il generale “Humpty Dumpty” Surovikin, l**’armata russa sembra più abile a sparare ai civili che ai militari**: nelle scorse settimane nessun fronte si è mosso in maniera favorevole agli aggressori e centinaia di *mobiki* stanno morendo solo per mantenere lo stallo attuale. **Si moltiplicano i rapporti di intere unità di nuovi mobilitati russi spazzate via in assalti dissennati contro postazioni fortificate giallazzurre** e persino l’annuncio zetista dell’entrata a Bachmut si è rivelato una vanteria infondata. A quanto pare il lupo petulante non era pronto a fronteggiare la resistenza armata della pecora.

di *Camillo Bosco*
