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title: Guerra, morte, carestia e peste
description: “Liberata dal nazismo, occupata dal colera”. Il nuovo slogan dell’Operazione “Z” è bell’e pronto mentre i quartieri sono sotto quarantena.
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date: 2022-06-08
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/guerra-morte-carestia-e-peste/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, russia, Ucraina]
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# Guerra, morte, carestia e peste

![Guerra, morte, carestia e peste](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/06/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-2.png)

Ogni territorio toccato dalla guerra perde traccia di civiltà.

**“****Liberata dal nazismo, occupata dal colera”.** **Il nuovo *****slogan***** dell’Operazione “Z” è bell’e pronto mentre alcuni quartieri di quella che una volta fu la secolare città costiera di Marienpol vengono messi in quarantena per i focolai del vibrione.** D’altronde l’acquedotto è danneggiato, gli scarichi fognari distrutti e l’odore dei cadaveri in decomposizione arriva sino alla spiaggia dove i pochi ucraini superstiti si ristorano gli occhi. Guardare il mare per lasciarsi la tragedia alle spalle, alla lettera.

Gli abitanti di Sjevjerodonec’k non hanno purtroppo lo sciabordio del Mar d’Azov a consolarli ma sono già tutti fuggiti da settimane oltre il fiume Donetto, le cui acque fanno ormai da barriera tra i moscoviti e gli ucraini. **La tattica russa della terra bruciata era già chiara da quando il generale Kutuzov** – da pochi giorni ricongiuntosi a Chruščëv –** aveva livellato Popasna pur di marciarci attraverso e così Kyiv ha preferito evacuare i civili dal fronte prima di ripetere altre Buča, Irpin’ o Marienpol stessa**.

Lo sgombero dell’area urbana di Sjevjerodonec’k ha permesso ai difensori di trarre in inganno i russi, facendoli avanzare fino ai confini dell’area industriale e diffondendo le voci di una ritirata giallazzurra al di là del rio. I reparti ceceni soprattutto, facili alla boria nell’ubriacamento da TikTok, si sono così fatti prendere dall’ansia di raccogliere scalpi di *shayṭān *occidentali per il loro barbuto e pingue caporione, precipitandosi – una volta tanto – nel centro dei combattimenti. Nella notte si sono però imbattuti nel contrattacco ucraino, che per foga e repentinità ha capovolto il saliente portando le truppe del generale Gennadij Židko a una rotta verso i confini orientali della città.

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**Židko, appena nominato dal Cremlino, aveva ereditato dal collega Dvornikov uno scenario abbastanza favorevole nel Donbas ed è stato preso di sorpresa da questo colpo di reni nemico che ha portato anche alla liberazione delle cittadine di Met’olkine e Voronove.** A quel punto il comando russo ha reagito richiamando tutto il richiamabile dalle riserve, in particolar modo tra gli elementi del primo e del secondo Corpo d’armata ovvero i due para-eserciti della cosiddette repubbliche popolari di Donec’k e Luhans’k. Con la solita forza d’urto dei numeri, i russi sono quindi riusciti a riprendere Met’olkine e a far indietreggiare gli ucraini (tra cui combattono addirittura i poliziotti e i membri della famosa legione di volontari internazionali) e il contesto rimane fluido anche perché rimangono ben pochi ripari per avanzate e difese a causa dei bombardamenti dell’artiglieria di Mosca.

Non è comunque l’unica buona notizia: a Chersòn la pressione delle truppe di Zelens’kyj sta montando e mentre scriviamo gli occupanti si ritirano da Blahodatne verso Sud Est, mentre a Nord della città continua a espandersi l’area sottratta agli invasori. La gravità della situazione è tale che le truppe presso Melitopol e Vasylivka sono state ritirate per dare manforte alle forze d’occupazione dell’unico capoluogo in mano *silovika*, sguarnendo posti di blocco e riserve nell’area della supposta offensiva verso Zaporižžja.

Non che questo renda la guerra più semplice, anzi: pare che i russi abbiano concentrato ben tre Gruppi tattici di battaglione (tra i 1.800 e i 3.000 uomini) al di là del confine presso Sumy e Černihiv. **Per ogni giorno che l’Ucraina non riceverà le armi che le servono, le probabilità del crearsi di una nuova “situazione coreana” alle porte dell’Europa aumenteranno esponenzialmente.** Nella nostra impotenza.

Di *Camillo Bosco*
