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title: "Il neonazismo di Igor &#8220;Bereg&#8221; Mangushev"
description: "Lo zetismo è un cancro che divora le file russe: la storia assurda del neonazista russo Igor \"Bereg\" Mangushev"
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date: 2023-02-09
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/igor-bereg-mangushev/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [guerra, russia, Ucraina]
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# Il neonazismo di Igor &#8220;Bereg&#8221; Mangushev

![Il neonazismo di Igor "Bereg" Mangushev](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/02/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-2-1.jpg)

Lo zetismo è un cancro che divora le file russe: la storia assurda del neonazista russo Igor "Bereg" Mangushev

Il 4 aprile 2022 **il neonazista russo Igor “Bereg” Mangushev** – autodefinitosi capitano in congedo del governo (fantoccio) di Luhans’k – **aveva commentato su Facebook i contenuti della tv pubblica russa**, a suo dire troppo pacati e ipocriti: «Che schifo guardare i *media* di Stato quando parlano di noi. **Il nostro obiettivo è deucrainizzare la Malorussia** (“piccola Russia”, il nome con cui i fascisti russi chiamano l’Ucraina, *ndr.*) e non tutto ciò di cui si è parlato in questi giorni (Nato, denazificazione, *ndr.*)». A marzo, in un’intervista con i cronisti russi di “Meduza”, aveva poi rivendicato l’invenzione della lettera Z come simbolo mediatico dell’invasione, citando un *flash mob *da lui organizzato tempo addietro.

**Il 25 giugno aveva invece postato un languido filmato su Vkontakte** (il Facebook russo) che lo raffigurava come un combattente intento ad attraversare le devastazioni della guerra: «Ecco un breve video di come io e i miei amici abbiamo speso gli ultimi mesi tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate in viaggi turistici lungo la frontiera russa (le aree occupate dell’Ucraina, *ndr.*), in incontri dal vivo con i miei *follower*, organizzando le consegne (di materiale bellico, *ndr.*), rilassandoci in riva al mare e facendo festa con veri pirati delle steppe di Zaporiggia». Tramonti, armi e rovine: un programma da Alpitour, insomma.

Il 27 agosto, all’apice del delirio marziale, **aveva organizzato poi uno spettacolo in cui come un novello Amleto conversava col teschio di un soldato ucraino**. «Cranio raccolto dal campo di battaglia di Azovstal a Mariupol!» assicurava nel video che ha fatto il giro del mondo, immortalandolo come uno dei simboli della crudeltà dei moscoviti. Questa breve carriera di *performer *psicopatico ha però avuto termine il 5 febbraio scorso quando un aggressore gli ha sparato alla nuca, mandandolo prima in coma e poi all’altromondo senza che potesse riprendere conoscenza. Una ferita inflitta da un angolo di 45 gradi come quando si finisce un prigioniero in ginocchio.

I responsabili sono tuttora ignoti e sebbene sia credibile la pista dei partigiani ucraini (ormai molto attivi in numerose retrovie) **il *blogger* militare Murz – zetista ma lucido – punta il dito contro il galeottume della Wagner**. Secondo le sue fonti si sarebbe quindi trattato di una delle tante rapine che avvengono con disinvoltura tra le Z *truppen*, stavolta finita male a causa della popolarità e delle connessioni della vittima che potrebbero aver spaventato i ladri. Per quel che vale, l’ultima parola starà all’Fsb (i servizi segreti interni russi) ma l’esercito di Kyïv ha già un esempio di quale violenza siano capaci gli *zek *(detenuti) mobilitati contro i loro commilitoni.

**Le telecamere di un drone ucraino hanno infatti ripreso un gruppo di quattro soldati *zek* trasportare il corpo di un ufficiale Wagner ferito durante un assalto**. Una scena comune nel truculento campo di battaglia di Bachmut, dove l’armata russa sta avanzando – a costo di perdite vertiginose – verso il fiume Bachmutka che divide la città. Il colpo di scena è stato però vedere i quattro portare il gallonato tra due muretti ancora mezzi integri, sdraiarlo a terra e quindi colpirlo selvaggiamente con le corte e affilate vanghe militari. «**Morto eroicamente sotto i colpi delle pale dei suoi»**.

*di Camillo Bosco*
