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title: "Il Cremlino annuncia una &#8220;pausa operativa&#8221;"
description: "Le perdite catastrofiche e gli obiettivi falliti portano le forze russe ad una \"pausa\". Più di 800 ufficiali dell’armata russa sono morti."
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date: 2022-07-09
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/il-cremlino-annuncia-una-pausa-operativa/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, russia, Ucraina]
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# Il Cremlino annuncia una &#8220;pausa operativa&#8221;

![Il Cremlino annuncia una &#8220;pausa operativa&#8221;](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/07/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore.png)

Le perdite catastrofiche e gli obiettivi falliti portano le forze russe ad un rallentamento.

«Non riteniamo che l’arrivo degli aiuti militari occidentali possa portare a cambiamenti significativi nel contesto dell’Operazione militare speciale che stiamo conducendo in Ucraina» proclamò qualche settimana fa il comando supremo russo. **Ventidue depositi di munizioni dopo, distrutti grazie ai lanciamissili motorizzati Himars donati a Kyiv dagli Stati Uniti, il Cremlino annuncia una «pausa operativa».**

Tra un «gesto di buona volontà» e un altro, è palese infatti quanto la tentata conquista del Paese dei Girasoli si sia rivelata costosa per Mosca. Secondo i calcoli ucraini, le perdite russe si aggirano ora intorno ai 37mila morti, a cui vanno sommati statisticamente tra il doppio e il triplo di feriti: la metà della colossale forza d’assalto iniziale sarebbe quindi in ospedale o sottoterra. **Dal 24 febbraio più di 800 ufficiali dell’armata russa (tra cui 10 generali) sono morti e la squadra del ricercatore indipendente Stijn Mitzer ha pubblicato sul sito [www.oryxspioenkop.com](http://www.oryxspioenkop.com) un elenco (confermato tramite prove fotografiche o video) di ben 848 carri armati russi distrutti, danneggiati, abbandonati o catturati dai soldati di Zelens’kyj.** Non è tutto. Dopo aver mandato a morire ben il 60% dell’intera forza aviotrasportata russa, al generale Andrey Serdyukov è stata consegnata la lettera di licenziamento.

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Si capisce così perché **anche il Kazakistan stia prendendo velocemente le distanze dalla Federazione Russa**: dopo che i moscoviti hanno bloccato con un pretesto il terminal petrolifero di Novorossijsk, vitale per le esportazioni kazake,** il presidente Toqaev ha sfilato il suo Paese dalla Comunità degli Stati Indipendenti**. Questa era stata fondata dalla Russia dopo la caduta dell’Urss come una sorta di area di libero scambio: **la perdita di un membro come il Kazakistan aumenta vertiginosamente l’isolamento russo**.

Nata come una replica dell’operazione “Danubio” del 1968, l’operazione “Z” è quindi ormai conclamata come un sanguinoso pantano e sembra ormai difficile che lo Stato ucraino possa seguire il destino della Cecoslovacchia. In questo contesto vanno certo inquadrati gli annunci *siloviki* riguardo fantomatiche pause nelle operazioni belliche, che invece proseguono sottotraccia e sotto il segno del nervosismo più acuto. **Negli *****oblast’* di Sičeslav e Zaporiggia, ad esempio, i ruscisti bombardano deliberatamente i granai e gli stessi campi, incendiandoli e obbligando spesso i contadini ucraini a compiere la mietitura per salvare il salvabile mentre le fiamme lambiscono i trattori.**

A Nord di Charkìv i russi stanno poi ammassando nuove Z *truppen*: la 200esima e la 138esima brigata meccanizzata, la seconda brigata delle forze speciali e il 58esimo reggimento corazzato sono in corso di ricostituzione nell’*oblast’* di Belgorod. Purtroppo queste forze si aggiungono a quel Terzo corpo d’armata che si sta addestrando attualmente nella base di Mulino, costruita dalla tedesca Rheinmetall in barba a tutte le sanzioni internazionali. Non si tratta di unità equipaggiate con gli *standard* pre-invasione ma il fondo del secchio delle riserve belliche sovietiche è spaventosamente largo e il comando russo se ne frega se l’elmetto o il fucile del suo soldato sono obsoleti quando a essere in gioco sono il destino del *“russkiy mir”* (il “mondo russo”) e le miserie che lo accompagnano.

 

Di *Camillo Bosco*
