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title: Il crepuscolo dell’impero
description: Fra un brindisi e un massacro prosegue il suicidio della Russia di Putin anche nel nuovo anno tra bagordie e missili
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date: 2023-01-03
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/il-crepuscolo-dellimpero/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [guerra, russia, Ucraina]
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# Il crepuscolo dell’impero

![capodanno in Russia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/01/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-1.jpg)

Fra un brindisi e un massacro, prosegue il suicidio della Russia di Putin

**«Piaccia o no all’Occidente, la Russia si sta allargando!» esclama giocondo uno degli anziani presentatori dello spettacolo di fine anno della televisione russa**. Le sue parole scatenano grandi risate di felicità tra il pubblico in studio, composto anche da uomini in divisa provenienti da tutta la** *derzhava*, cioè l’unione statuaria della “Grande Russia”**. Si tratta di soldati sia *russki *(di etnia slava, considerati “veri russi”) sia *rossijanin* (arruolati da Mosca ma di origini caucasiche o asiatiche, quindi russi “solo di passaporto”) che applaudono compiaciuti mostrando le medaglie conquistate nella “operazione militare speciale”. Al comando del presentatore, ballerine e danzatori realizzano coreografie tradizionali e l’orchestra intona una musica trionfale sullo sfondo di coreografie festose.

«È primavera per Hitler e la Germania!» cantavano i nazisti in una geniale commedia di Mel Brooks e, come sempre, la realtà ha superato la fantasia. **L’avventura imperialistica di Putin è divenuta il brindisi con i cui i moscoviti hanno dato il benvenuto al 2023**. Nell’euforia della propaganda di guerra si nota però un’omissione ragguardevole: nell’inquadratura non entravano morti e mutilati, civili uccisi e torturati, bimbi rapiti e milioni di profughi.

**La serata di Capodanno era partita molto bene anche per i *mobiki* **(soldati mobilitati)** stanziati nel Donbas**. Il comando militare era venuto a prenderli coi camion nelle trincee e nelle caserme, deciso a tirar su il loro morale tanto abbattuto dagli insuccessi al fronte. Schiamazzanti ed euforici, si erano dedicati a canti festaioli mentre percorrevano le vie della città di Makiïvka, sita in una continuità urbana verso Est con la città di Donec’k. I mezzi si erano poi fermati in via Čuhuïv davanti al palazzo di cemento dell’Istituto professionale per lavoratori edili n. 19, sito in una radura isolata del quartiere Kirovs’kyi. **Nella grande Aula magna i soldati avevano così bevuto e ballato, abbandonandosi ai bagordi come se la guerra fosse il problema di qualcun altro**.

Pochi istanti prima della mezzanotte avevano intonato all’unisono il classico conto alla rovescia «*tri, dva, odin*…» inconsapevoli però di star dando l’addio, oltre che all’anno passato, soprattutto alla loro vita. **Un minuto dopo le *Z truppen *hanno infatti ricevuto degli speciali fuochi d’artificio offerti da Kyïv.** Una salva di missili lanciati dai veicoli Himars ha infatti colpito il palazzo con la sua usuale precisione, scatenando un’esplosione a catena con i veicoli e le munizioni stipate nell’edificio, già utilizzato come base logistica dagli invasori.

**Fonti zetiste ora parlano di centinaia di morti e feriti fra i festeggianti in armi** (il conto totale oscillerebbe tra i 150 e i 600 soldati eliminati) e soprattutto sono furiose per l’ennesima prova di incompetenza del loro esercito. Un allargamento delle liste dei caduti su cui forse dovrebbero riflettere i presentatori tv russi prima di rivendicare espansioni territoriali criminali.

*di Camillo Bosco*
