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description: "La notizia del dimissionamento del generale Ivan Popov dimostra l'instabilità dell'esercito di Putin in Ucraina"
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date: 2023-07-14
author: Yurii Colombo
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/il-dimissionamento-del-generale-popov-e-la-crisi-di-mosca/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerraucraina]
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# Il dimissionamento del generale Popov e la crisi di Mosca

![Popov](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/07/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-1.jpg)

La notizia del dimissionamento del generale Ivan Popov dimostra l'instabilità dell'esercito di Putin in Ucraina

Mosca – Eppur si muove, verrebbe da dire. Dopo settimane in cui parte della stampa internazionale aveva mostrato perplessità sulla controffensiva ucraina, **ieri la notizia del dimissionamento del generale Ivan Popov** (“Spartak”), comandante della 58a Armata del Distretto militare Sud (fronte di Zaparozje), ha rivelato quanto sia critica e instabile la situazione dell’esercito di Putin in Ucraina.

In un video che già in mattinata era diventato virale, Popov si rivolge ai suoi subordinati e dice di essere stato **mandato a casa per aver riferito al ministro della Difesa Sergej Shougu quanto stava succedendo sul fronte di sua competenza**. «Ho chiamato tutte le cose con il loro nome, ho focalizzato l’attenzione sulla tragedia più importante della nostra guerra: i grandi limiti del nostro fuoco di controbatteria, la mancanza di strumenti di ricognizione oltre che l’enorme massa di morti e di feriti di nostri fratelli a causa dell’artiglieria del nemico. Ho anche sollevato una serie di altri problemi e ne ho parlato al più alto livello, in modo molto franco e molto duro» ha affermato il generale.

**Le ricadute nel dibattito interno di questo *coming out* sono ancora più importanti di quelle militari**. Malgrado il Cremlino abbia fatto pace con Prigozhin, i problemi che si sono aperti con la crisi del 24 giugno non possono essere facilmente risolti. Anzi. Il malcontento all’interno dell’esercito tende a diventare e a manifestarsi sempre di più come tendenza e frazione politica. È dai tempi della rivolta decabrista del 1825 che l’esercito russo non esprime autonomia dal potere centrale e la sua entrata in campo sarebbe foriera di enormi mutamenti del quadro geopolitico mondiale. Ormai è da qualche giorno che il presidente russo non appare in pubblico. Non ha reagito alla liberazione da parte di Erdoğan dei comandanti della Azov (considerata dal suo *entourage* una vera e propria pugnalata alle spalle) e neppure alle decisioni assunte dalla Nato a Vilnius.

Il deputato di Russia Unita Andrej Turchak ha invece attaccato il collega Andrej Gurulev per aver pubblicato il video del generale Popov in quanto «l’appello non era destinato a essere reso pubblico», trasformandolo così «in un piccolo *show*». **Come se il problema sia la pubblicizzazione del dimissionamento e non lo stato dei reparti al fronte**. Il nodo vero è che, ormai del tutto discreditati, molti parlamentari della Duma tendono ad appoggiarsi sui militari al fronte. Gli ufficiali che “dicono la verità al popolo” sono ormai gli unici a continuare a essere credibili in quei settori dell’opinione pubblica nazionalista ferita nell’orgoglio da un conflitto che avrebbe dovuto essere una passeggiata su Kiev e che invece si è trasformato in un incubo.

Non a caso i vari partiti di regime, compreso il Partito comunista, hanno presentato come candidati, per le elezioni amministrative d’autunno, molti veterani della guerra in Donbas.

*di Yurii Colombo*

 
