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title: Il tradimento del Memorandum di Budapest
description: "Il Memorandum di Budapest è stato tradito. L'indipendenza e la sovranità territoriale ucraina non sono più garantite dalla Russia"
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date: 2022-12-07
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/il-tradimento-del-memorandum-di-budapest/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, russia, Ucraina]
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# Il tradimento del Memorandum di Budapest

![Il tradimento del Memorandum di Budapest](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/12/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-2.jpg)

Il Memorandum di Budapest, siglato 28 anni fa, è stato tradito. Quello del 5 dicembre 1994 fu "un accordo comodo a tutti, tranne che a l'Ucraina". Oggi, ci sembra più che chiaro.

**5 dicembre 1994**: i *leader* di Ucraina (Kuchma), Usa (Clinton), Gran Bretagna (Major) e Russia (Eltsin) si riuniscono a Budapest per sottoscrivere lo storico *memorandum* in cui, a fronte della rinunzia da parte ucraina al proprio arsenale atomico e all’adesione al trattato di non proliferazione nucleare, gli altri firmatari s’impegnano a **garantire l’indipendenza e la sovranità territoriale dell’ex repubblica sovietica**. Ben 1.900 testate nucleari vengono così inviate alla Federazione Russa – che presenta il disarmo ucraino come unica soluzione possibile – per essere smaltite nei successivi tre anni. L’Ucraina all’epoca possiede il terzo arsenale nucleare al mondo. Un deterrente spaventoso, in grado di scoraggiare qualsiasi tentativo esterno d’aggressione.

**5 dicembre 2022**: la metropolitana di Kyiv è affollata di civili disperati, in cerca di un riparo sicuro dall’ennesima pioggia di missili russi che si è abbattuta sul Paese. Disattendendo ogni accordo siglato 28 anni prima, rimangiandosi vigliaccamente la parola data e violando quell’integrità che aveva invece formalmente promesso di garantirle, **la Federazione Russa ha scagliato contro l’Ucraina più di 4mila missili in nove mesi**. L’accordo – siglato quasi tre decadi fa e poi esteso a Francia e Cina a fronte di ulteriori garanzie – era strettamente vincolante per le parti. Il *casus foederis* impone infatti ai cofirmatari un intervento immediato a sostegno e difesa dell’Ucraina, qualora minacce d’ordine militare o economico ne minino l’integrità.

Per anni **Putin ha portato avanti la tesi di una presunta intesa storica raggiunta con l’Occidente circa il futuro dell’Ucraina**, rivendicando garanzie formali che la Federazione Russa avrebbe ricevuto durante i bilaterali Washington-Mosca e i colloqui “4+2” circa il supposto limite nell’espansione a Est della Nato. Come ammesso dallo stesso Gorbachev in un’intervista al “Daily Telegraph” del 7 maggio 2008, il documento scritto a cui fa riferimento Putin non è altro che la minuta di una conversazione con l’allora cancelliere tedesco Helmuth Kohl e l’ex segretario di Stato Usa James Baker, in cui si disse «Neanche un centimetro più a Est (della Germania, *ndr.*)». **Nessun formale accordo scritto fu siglato**. Tanto è vero che le richieste d’ingresso nella Nato avanzate da molte altre ex repubbliche sovietiche vennero accolte in quanto pienamente legittime.

«**Il 5 dicembre 1994 fu firmato un accordo comodo a tutti, tranne che all’Ucraina**» è la frase più ricorrente sui principali *social *ucraini. Rispecchia il sentimento popolare di chi – a fronte di un gesto così importante quale la rinuncia alla propria deterrenza nucleare – si è visto negato 14 anni dopo l’ingresso nell’Alleanza Atlantica, considerata oggi l’unica vera istituzione in grado di garantire pace, inviolabilità e sovranità territoriale ai Paesi membri. Proprio nell’anniversario di quel giorno in cui la pace fu ingannata con la resa delle armi, giunge un monito a chi ancora oggi scambia la pace con la resa: «Ingenui gli appelli alla pace. Finché Putin sarà al potere, l’unica soluzione possibile in Ucraina sarà militare». Parola di Irina Scherbakova. Russa e premio Nobel per la Pace.

 

*di Giorgio Provinciali*
