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title: Il vocabolario di Bachmut
description: La battaglia per la città ucraina di Bachmut coinvolge anche il lessico della guerra, con parole costanti, ognuna con un suo contesto
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date: 2023-03-05
modified: 2023-03-04
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/il-vocabolario-di-bachmut/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerraucraina, russia]
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# Il vocabolario di Bachmut

![Il vocabolario di Bachmut](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/03/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-2.jpg)

La battaglia per la città ucraina di Bachmut coinvolge anche il lessico della guerra, con parole costanti, ognuna con un suo contesto

**Parlare di Bachmut è complesso**. Le informazioni si affastellano seguendo gli interessi politici e mediatici. **Il lessico con cui si parla della battaglia per il controllo di questa città ha delle parole costanti**, figlie di ben sette mesi di scontri frontali. Ognuna di loro ha un suo contesto. Difficile. La situazione a Bachmut è dura. **Gli ucraini sostengono che muoiano circa sette aggressori per ogni perdita fra i difensori**, ma giunge sempre nuova carne da cannone russa e così gli assalti sanguinosi proseguono a oltranza contro i rinforzi equivalenti inviati dagli ucraini.

**Propaganda**

**Evgenij Prigožin** – il capo dei mercenari russi della Wagner – **si è fatto riprendere sopra un palazzo del villaggio di Paraskoviivka**, a Nord della zona di guerra. Si rivolge da pari a Zelens’kyj e gli chiede di ordinare la ritirata dalla città, che sostiene essere già accerchiata dalle sue truppe. Mostra un vecchio e due ragazzini come prigionieri di guerra, dando a intendere che l’esercito ucraino sia composto ormai soltanto da anziani e bambini. Un tentativo di *dezinformatsiya* che forse denuncia un affaticamento russo.

**Accerchiamento**

**Le* Z truppen* incalzano da Nord e da Sud, minacciando le vie di rifornimento giallazzurre**. Sono riuscite a colpire un ponte sulla strada O0506, ultima arteria stradale che collega Bachmut a Časiv Jar, ma il genio militare ucraino si è impegnato subito per ripararlo. Rimarrebbe comunque ancora una via sterrata per i campi. Un ponte interno alla città, sul fiume Bachmutka, è stato invece fatto saltare dagli ucraini stessi per impedirne l’uso futuro da parte dei russi. Alla bisogna, la riva Ovest del fiume sarà la nuova linea di difesa.

**Ritirata**

**Lo annuncia Robert “Magyar” Brovdy**, ucraino di origini magiare proveniente dall’*oblast’* della Transcarpazia, capo di una squadra molto famosa di operatori di droni osservatori. «Nel mezzo della notte del 2 marzo l’unità degli “Uccelli di Magyar” (la sua squadra, *ndr.*) ha ricevuto l’ordine di ritirarsi con effetto immediato da Bachmut verso la nuova zona di combattimento. Porteremo comunque i droni acquistati con le donazioni a più di cinquanta unità dell’esercito. Guarda e trafiggi! *Slava Ukraïni*!». Il filmato è intervallato dai rumori dell’artiglieria, quindi lo ha girato prima lasciare la città alla difesa degli altri reparti.

**Resistenza**

**Il generale Oleksandr Syrs’kyj**, comandante delle forze terresti del Paese dei Girasoli, **ha visitato il quartier generale dell’esercito a Bachmut**. Un segno tangibile dell’impegno nazionale nella battaglia per questo piccolo spazio urbano. Più truppe nemiche verranno sconfitte qui e ora, meno ne potranno procedere verso Kramators’k.

**Nuvole**

Immensi banchi color latte sospinti dal vento di Sud-Ovest si stendono come lenzuola immacolate sulla terra sfregiata da trincee e crateri, come un velo pietoso sui palazzi sbriciolati dai bombardamenti criminali dell’esercito russo. **Le nubi limitano l’uso dell’aviazione in una guerra** dove la stragrande maggioranza delle operazioni già si basa sulle sole forze di terra. Uno dei più grandi smacchi della Russia è stato questo, fra le varie umiliazioni: Kyïv ha insegnato al Cremlino cosa vuol dire condurre una guerra sotto un cielo senza padroni e se i moscoviti vogliono il loro vecchio impero dovranno venire a prenderselo di persona. **Trovando sempre gli ucraini ad attenderli**.

*di Camillo Bosco*

 
