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title: In Russia tornano i manicomi repressivi
description: "Dall'inizio della guerra la Russia ha messo in pratica il trattamento sanitario obbligatorio nei confronti di chi critica le autorità."
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date: 2023-03-30
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/in-russia-tornano-i-manicomi-repressivi/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [guerra, russia, Ucraina]
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# In Russia tornano i manicomi repressivi

![Russia ospedali psichiatrici](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/03/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-8.png)

Dall'inizio della guerra la Russia ha messo in pratica il trattamento sanitario obbligatorio nei confronti di chi critica le autorità

Kyiv – **Le autorità russe stanno resuscitando un’altra sinistra pratica sovietica: la psichiatria punitiva.** Dall’inizio della guerra il trattamento sanitario obbligatorio è già stato utilizzato innumerevoli volte come provvedimento disciplinare nei confronti di chi ha criticato le autorità, l’esercito e la cosiddetta “Operazione militare speciale”.

**Lo scorso 16 marzo un residente del distretto di Zubtsovsky (regione di Tver) è stato dichiarato pazzo per aver espresso sostegno alla parte ucraina e criticato la *leadership***** russa.** Reo d’aver manifestato in *streaming* su YouTube l’intenzione di arruolarsi nelle milizie ucraine, il “sig. K” è stato sottoposto a perizia psichiatrica forense. Esaminate le prove presentate e tenuto conto del parere della “commissione tecnica”, **il Tribunale distrettuale di Zubtsovsky è giunto alla conclusione che «l’imputato abbia commesso tali atti illeciti in uno stato di follia»**. Liberandolo dalle responsabilità penali a causa della sua malattia mentale, il giudice ha ritenuto che il “sig. K” avesse bisogno di misure coercitive di natura medica, vale a dire cure ospedaliere e osservazione in un reparto psichiatrico.

**Detenuta a San Pietroburgo da aprile a luglio del 2022 per aver denunciato lo sterminio dei civili ucraini a Mariupol, anche la giornalista russa Maria Ponomarenko è stata trasferita in un nosocomio psichiatrico.** Tuttora confinata presso l’Altaj Clinical Psychological Hospital (nel Sud della Siberia), la *reporter* di “RusNews” ha fatto sapere tramite i propri legali d’esser stata gettata a terra dagli inservienti, quindi legata e percossa ripetutamente alla testa, all’addome e alla schiena.

**L’attivista per i diritti umani Aleksey Pryanishnikov denuncia sui *social media***** la persecuzione patita da Irina, rifugiata ucraina sottoposta a psichiatria punitiva da quasi un anno per essersi rifiutata di ottenere la cittadinanza russa.** Confinata da maggio ad agosto nell’ospedale psichiatrico di Belgorod, è stata trasferita in quello di Engels (Saratov), dove i medici l’hanno imbottita di aloperidolo (un neurolettico usato in epoca sovietica nel trattamento della schizofrenia). Grazie al supporto di un avvocato di Saratov, Pryanishnikov è riuscito a ottenere la liberazione di Irina, che dopo 10 mesi di separazione forzata si trova ora a Kharkiv con il figlio.

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**Intanto la Procura di Stato russa intende aprire al Ministero dell’Interno l’accesso alle informazioni cliniche di coloro che sono registrati in cura presso uno psichiatra.** «Se alla polizia sarà consentito l’accesso al segreto medico, la psichiatria si trasformerà in psichiatria punitiva» avverte Pryanishnikov, che rappresenta gli interessi di molti altri prigionieri politici sottoposti a Tso. Fra questi il famoso dissidente Aleksandr Gabyshev, che nel 2019 percorse quasi 2mila chilometri a piedi dalla Siberia a Mosca incitando le persone lungo il percorso a protestare contro il regime putiniano. Gabyshev è tuttora confinato a tempo indeterminato presso un nosocomio psichiatrico. Irina Rebrina, vicecapo della Procura russa, conferma che quest’ultima è favorevole al controllo della polizi*a *sui malati di mente: «Non stiamo parlando d’interferire nel processo di cura di queste persone ma di occuparsi di loro tramite organismi speciali, autorizzati a ottenere informazioni da vicini e parenti stretti su come vivono e cosa pensano, in modo da renderli innocui».

Di *Giorgio Provinciali*
