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title: "La bandiera dell&#8217;Ue è entrata nel parlamento ucraino"
description: La bandiera dell’Unione europea è entrata nella Verchovna Rada. Gli ucraini resistono e attaccano ma la Russia avanza
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date: 2022-07-02
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/la-bandiera-ue-nel-parlamento-ucraino/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, russia]
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# La bandiera dell&#8217;Ue è entrata nel parlamento ucraino

![La bandiera dell'Ue è entrata nel parlamento ucraino](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/07/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-1.jpg)

La bandiera dell’Unione europea è stata issata nella Verchovna Rada. Gli ucraini resistono e attaccano ma l'avanzata della Russia non accenna ad arrestarsi.

Scortata da tre paracadutisti, **la bandiera dell’Unione europea è entrata nella Verchovna Rada**. Il Parlamento ucraino al gran completo era lì ad accoglierla con un emozionato applauso, mutatosi presto in un solenne battito ritmico.

I soldati l’hanno posizionata al lato della presidenza, speculare a quella dell’Ucraina. **Saranno quindi queste le colonne d’Ercole che d’ora in poi segneranno la vita del Paese dei Girasoli**, che ha raccolto come unico vantaggio di questa guerra il riconoscimento del suo posto nella grande famiglia delle democrazie europee.

Con la decisione di Bruxelles **si è quindi sanata la frattura operata secoli fa dall’invasione mongola**, che relegò uno dei più ricchi e vasti regni dell’Occidente, il *rus’ *di Kyiv, a una evoluzione divergente. Biforcazione rinforzata dagli accordi di Yalta – siglati paradossalmente sulle rive ucraine del Mar Nero – che giustificarono l’aspirazione della Moscovia a una *derzhava* (“statualità imperiale”) eurasiatica.

Al momento **le Z *truppen* stanno premendo con vigore su Lysyčans’k** sfruttando la graduale evacuazione del saliente decisa dal comando interforze ucraino. Conquistata la raffineria, i paracadutisti del generale Mikhail Teplinsky, successore del collega Serdjukov, stanno tentando di avanzare in direzione Nord-Est. Allo stesso tempo, **le truppe del generale Židko stanno calando da Nord dopo aver conquistato la cittadina di Pryvillja**. Le truppe del generale Alexander Lapin, comandante del Distretto militare occidentale, sembrano però incapaci o non interessate a guadare il Donetto per rinforzare l’assedio da Est.

Diversi resoconti riportano inoltre come **impraticabile una porzione della famosa autostrada T-13-02 che collega Artemivs’k al fronte**, proprio all’altezza della raffineria. Sia le truppe rusciste che i loro costanti bombardamenti rendono infatti troppo pericoloso percorrere l’arteria, ma i rifornimenti ucraini continuano ad arrivare ai difensori grazie alla strada C131228 situata a Nord. Su quella stessa via, in direzione opposta, si muovono invece migliaia di civili sfollati, motivati dagli orrori di Buča e Marienpol.

In questa fase dinamica dell’avanzata russa, l**e forze giallazzurre non mancano tuttavia di infliggere pesanti perdite all’invasore**: questa settimana ben sei depositi di munizioni sono stati distrutti nel Donbas, colpendo le riserve dell’artiglieria del Cremlino. Gli obici del criminale Putin, impegnati a scaricare circa 60mila proiettili al giorno sui mille chilometri del fronte, rischiano così di rimanere senza munizioni tanto che è stata intercettata la richiesta di rifornimenti ai magazzini bielorussi.

Il già mastodontico e potenzialmente infinito aiuto militare promesso dall’Occidente all’Ucraina mantiene questi limitati successi russi in un’ottica di possibile reversibilità nei prossimi mesi, **ma una nuova nube si affaccia all’orizzonte**.

Frustrata dalla semi-fallimentare “mobilitazione silenziosa” nelle regioni di confine, **la Duma russa si sta ora impegnando** **per trasferire le prerogative esecutive** da Paese in guerra – come la coscrizione forzata o la pianificazione produttiva statale – **nell’attuale contesto ambiguo di “operazione militare speciale”**.

Se questo piano legislativo andrà in porto, la sofferenza degli ucraini si allungherà e dovremo assistere a molti altri “atti di buona fede” russi su obiettivi civili.

 

*di Camillo Bosco*
