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title: La frustrazione russa fa ribollire il Mar Baltico
description: Il boicottaggio economico russo fa ribollire il Mar Baltico in uno scambio di accuse tra Russia e USA sul disastro di Nord Stream 1 e 2
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date: 2022-09-29
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/la-frustrazione-russa-fa-ribollire-il-mar-baltico/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, russia]
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# La frustrazione russa fa ribollire il Mar Baltico

![Russia e Mar Baltico](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/09/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-4.jpg)

Il boicottaggio economico russo evolve dalle supercazzole ai sabotaggi, facendo ribollire il Mar Baltico in uno scambio di accuse tra Russia e USA sul disastro di Nord Stream 1 e 2.

Il Cremlino si è bucato il pallone. Almeno così appare alla prima analisi. **Nello stesso giorno in cui veniva inaugurato il Baltic Pipe** (il gasdotto norvegese che rifornirà Danimarca e Polonia),** potrebbero essere stati gli americani a creare le gigantesche falle nei due gasdotti North Stream 1 e 2** che collegano gli impianti estrattivi russi ai depositi tedeschi. **Ma a questo punto, perché non un maligno dio abissale o gli alieni?**

La verità, che pare sfuggire al solito vanitoso professore della Luiss, è chiara per chi usa il proverbiale rasoio di Occam: il temerario sabotaggio è stato compiuto da quelli che avevano più da guadagnarci. Al massimo si può discutere su quale fosse il guadagno desiderato.

**Da tempo Gazprom è in affanno nel suo proposito di tagliarci il gas senza incorrere nelle pesanti penali contrattuali**, in questi casi di sicuro multimiliardarie. Mosca potrebbe decidere di non pagare, perdendo però per sempre la possibilità di accedere a quel mercato tedesco che sin dalla Guerra fredda è il caposaldo della sua politica economica. **Si sono così susseguite le supercazzole riguardo turbine sanzionate e perdite d’olio** come temporanee foglie di fico legali per l’interruzione del servizio. I fori che stanno facendo gorgogliare il Mar Baltico hanno invece messo un’eterna fine all’uso di quelle gargantuesche tubature sottomarine, che i tedeschi giudicano ora impossibili da riparare.

Se non bastasse il traccheggio leguleio **si può aggiungere anche il tema della “Teoria del Pazzo**”, cioè un atteggiamento di politica estera con cui si vuole convincere l’avversario di essere capaci di reazioni illogiche e sproporzionate a fronte di sfide reali o percepite. Richard Nixon la impiegò per convincere i nordvietnamiti a trattare con gli Stati Uniti, mentre è da marzo che il criminale Putin la sta usando nel vano tentativo di affievolire il supporto internazionale all’Ucraina. **Il frequente ricorso alla minaccia nucleare, dapprima paventata ma recentemente esplicita, è il grado più alto di questa strategia**.

*Cui prodest*, quindi? All’America già saldissima nel suo ruolo di *leader *dell’Alleanza Atlantica o alla disperata Federazione Russa, i cui limiti logistici, legali e umani sono stati acuiti dalla scalcagnata mobilitazione? **Le alternative per le provocazioni però si vanno viepiù esaurendo e lo spettro atomico rimane il confine ultimo del bullismo putiniano**. Il presidente Biden ha già avvertito che le conseguenze dell’uso di qualsiasi numero di megatoni su un qualsiasi obiettivo sarebbero atroci; è stato anche fatto trapelare che la risposta minima riguarderebbe l’annientamento dell’infrastruttura militare russa quantomeno nel Mar Nero.

Intanto che i *siloviki *soppesano la minaccia, **le ambasciate estone, bulgara, polacca e statunitense hanno invitato i propri cittadini a lasciare immediatamente la Russia**. Nel dubbio, anche qui, meglio seguire Occam e non lasciare spazio al caso.

 

*di Camillo Bosco*
