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title: La Russia perde un esercito a settimana
description: La Russia perde mezzi corazzati pari a un esercito a settimana, mentre l’unico aiuto asiatico giunto al Cremlino abbattuto dai Gepard tedeschi
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date: 2022-10-09
modified: 2022-10-08
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/la-russia-perde-un-esercito-a-settimana/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, Ucraina]
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# La Russia perde un esercito a settimana

![russia sercito](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-10.jpg)

La Russia perde il quantitativo di mezzi corazzati pari a un esercito a settimana, mentre l’unico aiuto asiatico giunto al Cremlino abbattuto dai Gepard tedeschi

**83 carri armati**. Tanti ne ha persi la Russia nella settimana che si è conclusa. **Vale a dire che il criminale Putin in sette giorni si è fatto rottamare più veicoli di quelli disponibili all’attuale flotta operativa di mezzi corazzati appartenenti a un Paese Nato come l’Italia**. Il paragone tra una Nazione talassocratica come la nostra e un Paese che conta un sesto delle terre emerse come la Federazione Russa, **sebbene squilibrato**, **è opportuno per dare una misura del disastro** cui sta andando incontro l’ex “secondo esercito del mondo”.

Non per niente sono mesi che il generale **“Droopy” Gerasimov sta traendo dalla naftalina centinaia di mezzi sovietici da buttare al fronte** – di quelli ancora manovrabili – mentre i *siloviki* cercano alleati alla disperata. Il regime iraniano, **altrettanto criminale**, ha infine risposto alla chiamata con la consegna di una **sessantina di droni kamikaze Shahed**, che sono stati impiegati con un discreto successo dovuto soprattutto **alla mancanza di precedenti che potessero consigliare contromisure**. Così Odesa, Zaporiggia e Kyïv si sono ritrovate di nuovo a fronteggiare dei bombardamenti improvvisi da parte di questi velivoli comandati a distanza, **tanto rumorosi da venire soprannominati “motorette**”. Subito però si è attivata la ricerca di uno schema sullo stile **“carta, forbice, pietra”** e una combinazione di carri antiaerei tedeschi Gepard e speciali radar anti-drone** si è rivelata molto efficace per ridimensionare la nuova minaccia**. Archiviata questa, e anche ammettendo le voci sulla fornitura di munizioni nordcoreane all’aggressore, rimangono quindi ben pochi alleati della Russia in Asia.

 

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Nonostante fosse stata indicata dagli esperti occidentali “eterodossi” come la spina nel fianco delle sanzioni e dello schieramento Nato, la Cina si è infatti dimostrata restia a sacrificare i suoi scambi commerciali con l’America e l’Europa. L’atteggiamento filorusso si è dimostrato una facciata atta a punzecchiare il *partner*/rivale statunitense e ha portato soltanto a qualche vendita – a prezzi di saldo – di materie prime per l’energivora industria di Pechino. Invece Xi Jinping non ha avuto remore nell’occupare lo spazio ex sovietico con il peso dei suoi investimenti multimiliardari e ora non vi è alcun dubbio su quale sia la potenza più influente al centro del continente asiatico.

Una *débâcle *politica che si somma a quella militare. A Nord continua l’avanzata delle truppe ucraine, che arrivano a tenere sotto il tiro dell’artiglieria la via tra Rubižne e Kreminna, intralciando quindi i rinforzi russi in arrivo da Sud. Nell’*oblast’* di Chersòn proseguono intanto i tentativi di accerchiamento dei contingenti russi da parte delle forze giallazzurre, con i combattimenti più intensi riportati a Sud di Dudchany in direzione di Mylove. Da questa zona giunge la notizia della resa di una squadra di carristi assai peculiare: un paracadutista come pilota, un mercenario Wagner come comandante e un *mobiko* (soldato mobilitato) di Luhans’k come cannoniere. La mobilitazione parziale voluta dal Cremlino dovrebbe inserirsi in questo caos per ridare slancio allo sforzo bellico russo. Auguri.
