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title: Minaccia atomica
description: "La minaccia atomica russa: molti esperti e alcune intelligence occidentali iniziano a non escludere più che Putin possa usarle"
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date: 2024-06-23
modified: 2024-06-22
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/minaccia-atomica-russa/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [guerraucraina, Putin, russia]
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# Minaccia atomica

![Minaccia atomica](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/06/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore.jpg)

La minaccia atomica russa: molti esperti e alcune *intelligence* occidentali iniziano a non escludere più che Putin possa compiere quel passo fatale

Chernivtsi – Mentre le Forze armate ucraine avanzano nell’*oblast’ *di Kharkiv liberando insediamenti come quello di Tykh e respingendo gli occupanti dalle roccaforti nella periferia nordorientale di Vovchansk, quelle **russe impiegano per la prima volta le *gliding bomb* Fab-3000 M-54**. Si tratta di v**ecchi ordigni d’epoca sovietica del peso di tre tonnellate **(la cui testata ne contiene 1,2 d’esplosivo) che, dotate di *kit* Umpc (Unified Planning and Correction Module), vengono sganciate dai loro aerei per poi planare su obiettivi civili come l’ufficio postale n. 1 di Liptsy, preso di mira ieri nella regione di Kharkiv.

Già ampiamente utilizzate dai russi in tonnellaggi minori, l**e Fab-3000 sono gli ordigni a maggior potenziale esplosivo a disposizione di Mosca** prima che nelle sue stanze dei bottoni venga impartito l’ordine di superare l’ultima linea rossa, impiegando quelli nucleari ‘tattici’ (cioè bombe atomiche a ‘ridotto’ potere distruttivo). Sebbene quest’ultimo scenario comporterebbe conseguenze catastrofiche non solo per l’aggredito ma anche per l’aggressore (perché il *fallout* renderebbe il terreno di battaglia impraticabile anche ai propri soldati e comporterebbe una risposta convenzionale dei *partner* di Kyiv tale da spazzar via tutti gli obiettivi strategici russi dal territorio ucraino),** molti esperti e alcune *intelligence* occidentali – fra cui quella britannica – iniziano a non escludere più che Putin possa compiere quel passo fatale.**

**Le ragioni sono diverse**. Anzitutto il dittatore russo ha sempre ostentato una certa protervia nel prendersi il rischio di compiere il primo passo. **Ai suoi *gambit* l’Occidente ha sempre corrisposto con una certa latenza**, lasciandogli abbastanza margine di manovra da permettergli di portare comunque a casa un risultato (il tempo concessogli per erigere le ‘linee Surovikin’ ne è forse il più delittuoso esempio). I russi hanno fatto esplodere la diga di Nova Kakhovka provocando l’ecocidio intenzionale peggiore della Storia recente, hanno impiegato armi chimiche, preso in ostaggio due centrali nucleari (Chornobyl prima e Zaporizhzhia dopo), violato ogni obbligo sottoscritto all’Onu (inclusi gli accordi per contenere la minaccia nordcoreana) e si sono macchiati dei peggiori crimini contro l’umanità senza ricevere mai un contraccolpo conforme al danno arrecato.

**In secondo luogo**, come ha sottolineato il capo delle Forze armate ucraine Oleksandr Syrskyj, i**n caso di ‘sconfitta catastrofica’ Mosca avrebbe già messo in conto l’impiego del nucleare come *deus ex machina* in grado di capovolgere la situazione**. L’ennesima offensiva fallita descritta all’inizio di quest’articolo e le conseguenze del massiccio intervento occidentale per riarmare e proteggere l’Ucraina – oltre alla morsa sempre più stretta delle sanzioni – hanno indotto Putin a umiliarsi chiedendo aiuto al Paese canaglia più povero del mondo per ottenere tonnellate d’armamenti mal funzionanti in cambio di quelle materie prime che sempre più difficilmente riesce a piazzare sul mercato. **Putin sa perfettamente che entro il 2025-2026 l’Ucraina disporrà d’armi ricevute e prodotte internamente e d’una flotta di aerei e mezzi terrestri tali da poter sferrare una seria e decisiva controffensiva in stile Nato**. «Se gli americani l’hanno fatto a Hiroshima e Nagasaki, perché non possiamo farlo noi nella ‘nostra’ Ucraina?» rappresenterebbe per uno come lui – abituato a ragionare in termini di forza – il definitivo *all-in *con l’Occidente e lo *showdown* tanto acclamato da quell’opinione pubblica interna che i suoi falchi fomentano da anni.

Sebbene la Cina abbia sempre scoraggiato ogni tentativo russo di paventare l’impiego dell’atomica, essendo essa stessa una potenza nucleare metterebbe velatamente a frutto tale simile scenario per disanimare ogni tentativo di ‘inutile’ resistenza da parte di Taiwan. **Si chiuderebbe così il cerchio d’un disegno malvagio iniziato trent’anni fa,** quando l’Ucraina fu indotta –* in primis* da Mosca – a spogliarsi del proprio deterrente nucleare (e poi di gran parte dell’enormi risorse militari d’epoca sovietica di cui disponeva) per poi essere azzannata.

Come detto, **le *intelligence* occidentali non fanno più mistero di quest’eventualità tanto da aver già avvertito la *leadership* militare ucraina, suggerendo di preparare la popolazione in tal senso**. Se l’impiego di testate nucleari – anche ‘solo’ tattiche – renderebbe tuttavia inabitabili per lungo tempo quei territori così ricchi che Putin intende conquistare, quale altro obiettivo sarebbe per lui utile colpire? Intervistato da **Oleksandr Marushchak, l’esperto militare ed ex capo di stato maggiore tenente generale Igor Romanenko **spiega che l’area certamente più esposta dell’Ucraina sarebbe in tal senso quella occidentale, perché è da lì che passano le principali vie logistiche con cui essa viene rifornita dai propri alleati. In quell’area, non ancora cannibalizzata dalla bramosia e dalle smanie imperialiste di Putin, si verrebbe a creare in un attimo quella zona grigia – ch’egli ama impropriamente definire ‘sanitaria’ – entro cui la *novorossiya* teorizzata dall’ideologo del rascismo Aleksandr Dugin (cioè l’Ucraina mutilata rimasta, assoggettata a Mosca) sarebbe al riparo dai missili della Nato.

**La coalescenza di tutti i presupposti ventilati in quest’articolo ben si sposa col recente annuncio di Putin circa l’inevitabilità di rivedere la dottrina nucleare russa**, adattandola al contesto attuale e al suo inquietante concetto di multipolarismo.

di Giorgio Provinciali
