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title: Il coraggio di Oleh al fronte
description: Oleh “Redbull” fa ora parte del 214esimo battaglione speciale che combatte, insieme ad altri, nel punto più caldo del fronte
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date: 2022-12-27
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/oleh/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, Ucraina]
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# Il coraggio di Oleh al fronte

![Oleh](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/12/ucraina.jpg)

Oleh “Redbull” fa ora parte del 214esimo battaglione speciale che combatte, insieme ad altri, nel punto più caldo del fronte

**Buio, freddo, fango, esplosioni.** Questo Natale è diverso per molti ucraini. Il sergente capo plotone Oleh, **nome di battaglia “Redbull”**, è uno di quelli che l’ha festeggiato in trincea. Seduto contro il muro di terra di un fossato, fuma una sigaretta per rilassarsi e quando gli chiedono cosa facesse prima della guerra si sorprende a dover raccogliere i pensieri. Come una parola rimasta sulla punta della lingua, **gli affiorano d’un colpo i ricordi della sua vita precedente**. Di quando a Kyïv divenne, da semplice operaio, **il vice responsabile della produzione di doppi vetri nella sua azienda**. Un posto di responsabilità in una media impresa, come tanti suoi coetanei europei. I rapporti con la Camera di Commercio della capitale e con i clienti, la soluzione dei problemi alla catena di montaggio: **una ritualità spazzata via da Putin nel febbraio scorso quando piovvero i primi missili.** Non la vita di un altro bensì una vita interrotta,** in una guerra che ha spogliato 40 milioni di ucraini dei loro abiti civili.**

Oleh “Redbull” fa ora parte del 214esimo battaglione speciale che combatte, insieme ad altri, nel punto più caldo del fronte. Anche se i russi non riescono a prevalere, **le truppe del generale Surovikin attaccano Bachmut senza quartiere e la maggior parte di loro sono i mercenari di Evgenij Prigožin.** Dietro ai 40mila ex galeotti reclutati in fretta e furia per rinfoltire i ranghi attendono la loro occasione altri 10mila tagliagole prezzolati che si vantano di torturare e uccidere i prigionieri di guerra.

 

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Tra questa marmaglia e la civiltà si frappone un sottile muro di decenza e coraggio formato da persone come “Redbull”. Non si tratta però della sua prima guerra,** dato che già nel 2014 fu convocato, insieme a tanti altri suoi concittadini, nel tentativo di stroncare il separatismo terroristico fomentato dal criminale di guerra Igor Girkin.** Ha combattuto a Luhans’k e difeso l’aeroporto di Donec’k, prima che quest’ultimo venisse annichilito dai combattimenti. All’epoca l’esercito giallazzurro era ai minimi termini e lui ricorda quanto la sua unità fosse fortunata per aver ricevuto il minimo indispensabile per combattere grazie al carismatico comandante Aleksandr Rumynyk. **Sembra assurdo pensare che ora le parti si siano invertite con i moscoviti**, sempre pronti a rubare persino le uniformi ucraine perché ritenute migliori di quelle fornite dal Cremlino.

All’affievolirsi dei combattimenti in seguito agli accordi di Minsk, **Oleh tornò alla sua vita rimanendo comunque un riservista**. Combatte così dal 24 febbraio, essendo stato tra i primi richiamati. **Lo scorso 2 dicembre è stato ferito alla testa mentre ricaricava la mitragliatrice pesante.** I proiettili volavano e non poteva essere evacuato con un mezzo: i russi l’avrebbero senz’altro crivellato. Così si è bendato la ferita, ha finito di ricaricare l’arma e ha strisciato per quasi un chilometro nella foresta tenendosi al di sotto della linea di tiro. È già di nuovo in trincea e a quanti gli chiedono come mai non sia rimasto in congedo medico risponde: «**Al fronte serviamo tutti. Se non combatterò io, chi lo farà per me?**». Una chiamata al dovere a cui da ben 10 mesi sta rispondendo un intero popolo.

di* Camillo Bosco*
