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title: Anche gli oligarchi russi sono stufi di Putin
description: "In Russia l'opinione pubblica conta poco, eccetto quella dell'élite degli oligarchi, legate al suo frontman Putin"
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date: 2023-03-31
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/oligarchi-russi-studu-di-putin/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerraucraina, russia]
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# Anche gli oligarchi russi sono stufi di Putin

![Russia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/03/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-8.jpg)

In Russia l'opinione pubblica conta poco, eccetto quella dell'élite degli oligarchi legate al suo frontman Putin, in cui ormai non credono più

Kyiv – L’estratto audio della conversazione telefonica fra il **miliardario russo Farlhad Akhmedov e il produttore musicale Iosif Progozhin**, diffuso da “Novaya Gazeta Europa” e dai *media* ucraini, ha alzato parecchio la tensione all’interno del Cremlino: «**Putin ha seppellito la Russia, ha fregato tutti e tutto**, l’intero Paese, l’intera popolazione».

Prontamente smentite (il polonio viaggia veloce, in busta chiusa) e poi ancora rilanciate da diverse agenzie indipendenti, queste poche parole riassumono molto bene – a prescindere dalla loro paternità – una situazione ormai acclarata. In Russia l’opinione pubblica conta poco. Al contrario, ha ancora un suo peso quella delle** *élite* vincolate per interesse all’apparato cleptocratico che ha in Putin il suo *frontman***. La guerra in Ucraina ha evidentemente rotto il patto criminale che le legava, ridefinendo il baricentro di un sistema che da autoritario sta diventando sempre più totalitario. “Obbedienza uguale ricchezza e prospettive verso lidi occidentali” non è più un’equazione a sistema. Il senso di sottomissione e le sanzioni internazionali preoccupano ormai oligarchi e vassalli quanto un’imminente sconfitta militare.

Il fine della grande controffensiva ucraina è infliggere in breve tempo al nemico un danno tale da provocarne il collasso per contraccolpo. **Kyiv punta a demolire il consenso interno di Putin con una sconfitta schiacciante sul campo**, così clamorosa da non poter essere taciuta o mascherata. Il crescente malumore fra le *élite* del Paese costituisce proprio il punto di cricca su cui far leva ed è evidente anche ascoltando i pittoreschi dibattiti televisivi russi, col presentatore che sciorina propaganda mentre i presenti invece s’accapigliano.

Il regime non cerca più di smobilitare la gente dalla politica, ma semmai di mobilitarla coinvolgendola nella guerra. I messaggi rivolti alla popolazione sono ricchi di *slogan* pensati per gli strati sociali più bassi e – di fronte alla fantomatica minaccia nazista che giunge da Ovest – invitano a piccole e grandi rinunce a favore del bene collettivo. **Il popolo russo resta ostaggio di un sistema in grado di controllarne le comunicazioni**, intercettarne le distonie, assuefarne le vite; non riesce così a liberarsi da quella Sindrome di Stoccolma che lo induce a far quadrato attorno al proprio carceriere.

Non tutto il *gotha* russo è invece disposto a barattare l’indifferenza con l’acquiescenza, perché fiuta che allo stato attuale è già moneta fuori corso. Abituati a parlare in soldoni,** alcuni oligarchi iniziano a non accettare più d’essere indotti al sostegno attivo** perché sanno che farebbero la fine dei Filistei nel tempio. Nelle scorse ore il portavoce dell’*intelligence* militare ucraina Andriy Yusof ha reso noto che molti rappresentanti dell’*élite* russa stanno cercando di negoziare garanzie di sicurezza personale, consci del fatto che la cosiddetta “Operazione militare speciale” sia stata un errore colossale e un crimine, il cui epilogo sarà tragico per la Russia. Secondo Yusof, «**Putin e la sua cerchia più vicina dovrebbero guardare la bella commedia “La morte di Stalin**”. Molto istruttiva e ricca di analogie con la Russia moderna, sarebbe loro utile per comprendere a cosa devono prepararsi».

*di Giorgio Provinciali*
