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title: "L&#8217;esercito russo manda pezzi da museo al fronte"
description: L’ex secondo esercito del mondo, quello russo, invia in Ucraina carri armati degli anni Quaranta. Veri pezzi da museo
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date: 2023-03-24
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/pezzi-da-museo-per-esercito-russo/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, russia, Ucraina]
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# L&#8217;esercito russo manda pezzi da museo al fronte

![esercito russo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/03/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-21.jpg)

L’ex secondo esercito del mondo, quello russo, invia in Ucraina carri degli anni Quaranta

“*Tout va très bien, madame la Marquise!*” La famosa canzone di Paul Misraki è stata riarrangiata da Dmitrij **Medvedev**: «**La Russia produrrà quest’anno 1.500 carri armati**. Il nostro T-90M è il migliore al mondo, ben superiore agli Abrams, ai Challenger e ai Leopard. Gli Himars (lanciarazzi semoventi, *ndr*.) sono buoni **ma anche noi abbiamo armi di precisione simil**i». Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa (nonché ex primo ministro) si è così prestato **a una marchetta promozionale** per la periclitante industria bellica di Mosca, **che ha visto sfarinarsi contratti e committenze.** Una strategia comunicativa amplificata per il pubblico interno dall’agenzia di stampa russa “Ria Novosti” che ha pubblicato una lode sperticata dei** T-62,** **carri armati di sessant’anni fa riportati al fronte per disperazione,** secondo loro capacissimi di affrontare una guerra moderna. **I moscoviti** – tutto fuorché stupidi – **sono stati i primi a ridere di queste scemenze** ma, se in russo esiste persino una parola (*vranyo*) per quando si fa finta di credere alle bugie altrui per quieto vivere, a ognuno è chiara la propria parte.

**Due dettagli risultano invece interessanti**. Il primo è il numero di 1.500 carri prodotti per anno, del tutto irrealistico a meno che non comprenda anche le capacità di ammodernamento di mezzi antiquati. **Ammesso e non concesso che le officine zetiste possano lavorare a questo regime**, anche includendo i restauri dei ferrivecchi il ricercatore Stijn Mitzer** ha certificato la perdita di almeno 1.871 carri** dell'esercito russo in questi 13 mesi di guerra. **Fra perdite e rimpiazzi i conti quindi non tornano**, al contrario delle torrette proiettate in aria dalle esplosioni.

 

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**Il secondo dettaglio è questo improvviso amore per la ferraglia sovietica**. L’aggregatore di Osint (ricercatori da fonti aperte) informnapalm.org ha infatti rivelato **che interi scaglioni di T-54 e T-55 stanno venendo trasferiti verso il fronte di guerra** dalla 111esima base della Riserva centrale di carri presso Chabarovsk, nella Russia estremo-orientale. **Si tratta di carri costruiti alla fine degli anni Quaranta con logiche obsolete** da Seconda guerra mondiale, armati con cannoni dal calibro ridotto privi persino di stabilizzatori di tiro.

Forse sono loro l’arma segreta che verrà consegnata ai mercenari di Prigožin per catturare Bachmut,** che ancora rimane per metà in mano ucraina**. I difensori infatti si sono ritirati a Ovest del fiume Bachmutka e i 240 metri senza ripari che si devono percorrere per arrivare al rio si stanno rivelando un ennesimo carnaio, simile per i russi a quello di Vulhedàr. **La mancanza di proiettili d’artiglieria tanto lamentata dalla Wagner si fa infine sentire**, mentre la tattica dello Stato maggiore ucraino sembra abbia avuto successo. Ora le sfiancate e **avvilite *Z truppen***, che non hanno conseguito alcun risultato tangibile a fronte delle perdite spaventose, saranno esposte alla controffensiva di Kyïv.

**La Russia si ritrova insomma con pezzi da museo al fronte e l’ammiraglia affondata**, prezzi del gas e del petrolio in caduta libera e l’economia sanzionata, le basi bombardate e la Nato in espansione, **le culle vuote e i cimiteri pieni**, incendi negli edifici strategici **e un buco di 6mila miliardi di rubli** nel proprio bilancio federale. *Tout va très bien, monsieur le Putin!*

di *Camillo Bosco*
