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title: Pioggia di bombe su tutta l’Ucraina
description: "Il più violento bombardamento russo a Zaporizhzhia contro le infrastrutture energetiche ucraine: il numero di morti e feriti è incalcolabile."
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date: 2024-03-25
author: Alla Perdei
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/pioggia-di-bombe-su-tutta-lucraina/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [guerra, Putin, russia, Ucraina]
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# Pioggia di bombe su tutta l’Ucraina

![ucraina](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/ucraina.png)

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2024-03-20 16:49:59

2024-03-20 15:49:59

Conviene essere sinceri, rischiando di essere brutali: non c’è nessuno in Europa disposto a morire per Kiev. La pace si salva solo garantendo la libertà dei popoli

Diciamola tutta: la gran parte della pubblica opinione, compresa quella che è risolutamente contraria al dittatore russo Vladimir Putin e ancor più alla vergognosa aggressione militare dell’Ucraina, ha un atteggiamento molto blando nei confronti di qualsiasi ipotesi di sostegno più ampio - per non dire diretto - alla difesa di Kiev contro l’orso russo.

Anche fra chi non ha mai dubitato neppure per un istante della necessità di non far vincere Vladimir Putin, di non consentire lo scempio della libertà, della democrazia e del diritto internazionale, in Italia (come nella stragrande maggioranza dei Paesi europei e occidentali) la quota di chi senta l’urgenza - prima ancora dell’obbligo morale - di far di più in favore dell’Ucraina non solo non accenna ad aumentare ma si ha la netta sensazione si stia contraendo.

Scorgiamo una sorta di rapporto diretto: quanto più si alzano i toni degli allarmi per la capacità del Paese aggredito di resistere alla lenta, macchinosa, ma inesorabile avanzata russa, più la pubblica opinione sembra reagire con un misto di fastidio e paura.

Conviene essere sinceri, rischiando di essere brutali: non c’è nessuno in Europa disposto a morire per Kiev.

Se ne trovano variamente favorevoli all’invio di più soldi e persino più armi, ma anche la sola ipotesi di dover rischiare un conflitto armato è semplicemente fuori dall’ordine di pensiero dell’intero continente. Il che, intendiamoci, è anche l’ennesima conferma di quel miracolo che si chiama Unione europea: una costruzione che avrà tutti i difetti che tanti si ostinano a sottolineare, ma ha contribuito in modo determinante a garantire la pace fra Paesi che hanno portato l’uomo a vivere i peggiori orrori della storia.

Solo che adesso non c’è verso di far capire la dimensione del rischio, il pericolo che incombe su tutti noi, non solo su Odessa e Kiev. Ne avremo la prova plastica fra poche settimane con la campagna elettorale per le elezioni europee del prossimo giugno: siamo pronti a scommettere che nessuno fra i politici dei 27 Paesi avrà la forza d’animo necessaria a parlare dell’impensabile. Non per fare la guerra, ma per salvare la pace.

E la pace si salva solo garantendo la libertà dei popoli.

Proprio in Europa, più che in qualsiasi altro angolo della terra, dovremmo sapere benissimo cosa abbia significato non voler guardare la verità della violenza e della tirannide.

Sono tanti e aumenteranno sempre più quelli che ci inviteranno a trovare un accordo con il dittatore, a sacrificare qualcosa, concedere qualche pezzo di terra e di dignità.

Stiamo molto attenti a quello che decideremo di fare.

di Fulvio Giuliani

Morire per Kiev? I fantasmi del passato e la realtà

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2024-03-20 16:52:16

2024-03-20 15:52:16

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2024-03-19 08:49:01

2024-03-19 07:49:01

La stagione apertasi con la fine dell’Unione Sovietica è chiusa e le false elezioni in Russia non cambiano la difesa assoluta di democrazia che passa dall'Ucraina

Le false elezioni russe non cambiano niente. Solo Matteo Salvini può elogiare un risultato con gli oppositori ammazzati, in galera o costretti a espatriare. Ma sono miserie italiane. Quel che conta è in Russia: la stagione apertasi con la fine dell’Unione Sovietica è chiusa e Putin colloca quel Paese fra gli Stati canaglia. È un fatto e peserà per anni.

Ci si ricordi, allora, di come le libere democrazie vinsero la partita del secolo scorso: lavorare alla distensione senza nulla concedere alla minaccia militare, armare la propria potenza per disarmare l’aggressività imperialista.

Mosca ebbe i suoi utili idioti fra comunisti e sinistri di ieri, li ha fra sovranisti e destri di oggi. Non è una novità. Quel che conta è non perdere la bussola della libertà e della sicurezza, che oggi comporta la difesa dell’Ucraina e l’allestimento della forza militare europea.

Chi puntò alla nostra sconfitta si disse pacifista da sinistro e lo ripete ora da destra. L’idiozia ha una sua grottesca coerenza.

di Davide Giacalone

Chi oggi sta con Putin, chi ieri stava con l’Urss

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2024-03-20 07:41:40

2024-03-20 06:41:40

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