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title: "Il ricatto nucleare: la disperata provocazione russa"
description: Mosca ricorre ancora una volta alla carta del ricatto nucleare per compensare la débâcle militare sul campo.
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date: 2022-09-02
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/ricatto-nucleare-russo/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, Ucraina]
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# Il ricatto nucleare: la disperata provocazione russa

![ricatto nucleare](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/09/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-9.jpg)

Mosca ricorre al ricatto nucleare per compensare la débâcle militare

**La delegazione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica è infine giunta nella centrale nucleare più grande d’Europa**. Situata nella città di **Enerhodar**, sul territorio dell’***oblast’* di Zaporiggia**, conta ben 6 reattori nucleari e fu progettata per sostenere l’energivora industria pesante ucraina. Ai tempi dell’Urss, infatti, la **Repubblica Socialista Sovietica Ucraina** era seconda a pochi altri Paesi come industrializzazione e persino la tanto acclamata industria bellica russa affidava molte parti della sua produzione alla **Terra dei Girasoli**.

Si tratta di cooperazioni ormai affogate nel fiume di sangue con cui il criminale Putin ha deciso di irrorare l’antico rapporto tra le ***rus’* di Kyiv e di Mosca** ma che dimostrano l’**importanza strategica dell’Ucraina nell’ottica della rivitalizzazione della postura imperialistica russa**. Tale postura, ininterrotta dall’emancipazione moscovita rispetto all’Orda d’Oro nel XIV secolo, **ha subìto un mero ridimensionamento a causa della *perestrojka *dell’appena scomparso Gorbačëv,** in un periodo che i russi vivono come una *smuta *(momento di caos) a cui è impossibile rassegnarsi. Il regime *siloviko *ha sempre inteso ogni ex repubblica socialista come una ‘**terra irredenta’ e il 24 febbraio è stata una delle più grandi docce fredde della storia** dell’umanità giacché quel giorno 140 milioni di russi hanno scoperto che la loro visione del mondo aveva un obiettore: **gli ucraini.**

 

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**L’emergenza che ha portato gli osservatori Aiea a Enerhodar è figlia della zoppicante tattica che il Cremlino ha dovuto improvvisare** dopo aver sbattuto il muso sui Javelin e gli Stinger che gli Usa avevano donato all’esercito di Zelens’kyj. **L’Operazione Z prevedeva in primo luogo un’avanzata forsennata su tutte le città per travolgere le truppe degli «*ukronazi*»**. Poi il tentato assedio alla capitale, da cui però erano stati eliminati tutti i gruppi di sabotatori russi. Quindi è venuto il «**gesto di buona volontà», cioè la ritirata delle truppe dall’Ovest per concentrare tutto il possibile nell’offensiva donbasiana.** Ora infine è arenata in uno stallo patetico in cui le forze decimate dell’armata russa muoiono per far avanzare il *russkij mir* (il mondo russo) di qualche decina di metri alla volta sino alla prossima trincea giallazzura. **La propaganda potrà coprire il disastro finché ci sarà ancora qualche povero *vatnik* **(il soprannome ucraino per i soldati russi in ‘onore’ della storica giubba dell’Armata Rossa)** disposto a immolarsi,** ma la situazione psicologica diverrà insostenibile in madrepatria nel caso di nuove ritirate. **Buona fortuna nel vendere quelle come nuovi «gesti di buona volontà».**

In questa fase la **Federazione Russa ha un disperato bisogno di una tregua** alla coreana per assestarsi nei territori conquistati, prendere fiato dalle sanzioni e ricostituire il suo esercito;** non vi è però possibilità alcuna che l’Ucraina si presti a un compromesso** che la costringerebbe a quella pace inginocchiata che purtroppo anche taluni qui in Italia le augurano. Così, d’un tratto, **la centrale nucleare più grande d’Europa è diventata bivacco per le *Z truppen* di Šojgu e obiettivo di insensati bombardamenti d’artiglieria**. Rievocando la tragedia radioattiva di Černobyl’, la propaganda ruscista vorrebbe indurre l’Occidente a parteggiare per un cessate il fuoco che favorirebbe solo l’aggressore. **La missione dell’Aiea è scongiurare** appunto che tali provocazioni sfocino in **un vero incidente radioattivo** dalle conseguenze imprevedibili.

di *Camillo Bosco*
