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title: Russi fanatici indottrinati
description: "Ucraina: le immagini effettuate a Borodyanka evidenziano l'intenzione russa di eradicare i luoghi da ogni forma di vita e di civiltà."
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date: 2023-09-09
modified: 2024-03-14
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/russi-fanatici-indottrinati/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, reportage ucraina, Ucraina, viral]
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# Russi fanatici indottrinati

![Russi fanatici indottrinati](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/09/Russi-fanatici-indottrinati.png)

Ucraina: le immagini effettuate a Borodyanka evidenziano in maniera inconfutabile l'intenzione russa di eradicare i luoghi da ogni forma di vita e di civiltà

**Borodyanka – Superati i posti di blocco, al nostro ingresso in città vediamo un paese quasi completamente raso al suolo dai russi.** Dopo aver visitato una per una tutte le infrastrutture, possiamo scrivere con assoluta certezza che a Borodyanka era impossibile colpire alcun obiettivo militare, semplicemente perché non c’erano altro che unità abitative e qualche piccola attività commerciale. L’entità dello sfacelo trova qui misura nello spazio e nel tempo: il paesaggio spettrale che si disvela metro dopo metro dinnanzi ai nostri occhi, nonostante l’anno e mezzo trascorso dalla liberazione di questi luoghi, inquadra bene un contesto incompatibile con la vita e difficilmente ricostruibile. Alzando lo sguardo dai segni tracciati per terra col gesso colorato dai bambini, ovunque vediamo cenere e macerie: i palazzi sventrati espongono gli interni delle abitazioni così com’erano più di 500 giorni fa, cioè quando i missili russi hanno fatto crollare quelle facciate.** Le riprese che abbiamo effettuato evidenziano in maniera inconfutabile che l’intenzione dei russi era di eradicare da questi luoghi ogni forma non soltanto di vita ma anche di civiltà.** Al suo passaggio il russkij mir ha spazzato via tutto.

 

«Quando sono arrivata dalla mia amica Vira, che tuttora mi ospita e mi ha aiutata a trovare un lavoro, puzzavo. Sono stata un’ora nella vasca da bagno per togliermi di dosso l’odore di morte, sangue, urina e polvere da sparo. Per settimane intere ho potuto soltanto strofinarmi addosso un po’ di neve e avevo dimenticato cosa fosse il profumo del sapone». **Zhanna, 71 anni, racconta d’aver vissuto la notte del 27 febbraio 2022 come un incubo a occhi aperti**: «Mi stavo preparando per andare al lavoro quando un’esplosione violentissima ha fatto crollare il muro fra la cucina e il bagno. Mio marito era a terra senza vita e io sanguinavo da un orecchio. Dal vuoto della facciata distrutta potevo intravedere i carri russi incedere sparando senza sosta contro ogni palazzo finché non collassava. Al seguito di tank, blindati e furgoni, i soldati russi scaricavano i loro mitragliatori contro qualsiasi cosa, persino i

monumenti». Camminando per Borodyanka non è difficile raccogliere testimonianze simili: «Qui sopra volavano gli elicotteri, sganciando bombe sui tetti dei palazzi. Nessuno immaginava che sarebbe stato un attacco così brutale. I russi sembravano zombie: mentre i corpi dei civili bruciavano dentro le auto, loro puntavano a ogni finestra senza ascoltare nessuna implorazione» ricorda Maria, singhiozzando di fronte a un enorme cratere. «Nemmeno la Germania nazista aveva provocato in Ucraina una simile catastrofe. Hitler voleva impossessarsi delle nostre ricchezze e di questi luoghi, non distruggerli. Ciò che fanno i russi non ha senso». **Maria è un medico e ha vissuto l’occupazione prestando soccorso ai concittadini feriti.** «Mi sono rifiutata di curare i soldati russi, tanto che un giorno per costringermi a farlo mi hanno fatta chiamare da un civile per poi sparargli mentre mi chiedeva di soccorrerlo». Come centinaia d’altre persone, anche lei dice d’aver chiuso ogni rapporto coi russi. **«Indottrinati fin nel midollo di propaganda putiniana, sono fermamente convinti che l’attacco preventivo all’Ucraina fosse necessario per difendersi dalla minaccia della Nato e che tutto questo sia colpa degli Stati Uniti. Tanto da voler convincere anche me che l’orrore vissuto sia in realtà un ‘aiuto fraterno’»**

Di *Giorgio Provinciali*
