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title: Putiniani a Lucca e Modena
description: Simbolo della Resistenza italiana contro il terrore nazifascista, Modena oggi accoglie così chi incensa e nobilita quello rascista
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date: 2024-01-05
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/russi-modena/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [esteri, Evidenza]
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# Putiniani a Lucca e Modena

![Russi Modena](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-34.jpg)

Simbolo della Resistenza italiana contro il terrore nazifascista, Modena oggi accoglie così chi incensa e nobilita quello rascista

Chernivtsi – **Esaltando esplicitamente i crimini di guerra compiuti dai russi in Ucraina, l’associazione culturale “Russia Emilia-Romagna” invita gl’italiani a recarsi il prossimo 20 gennaio presso la sala civica messa a disposizione dal Comune di Modena** per assistere alla presentazione dei risultati della ‘nuova amministrazione’ di Mariupol’, insediatasi in seguito a quella che viene definita «liberazione definitiva» della città. Cioè,** quando la città-martire dell’Ucraina fu completamente rasa al suolo**, invasa e saccheggiata da quei criminali russi che vengono oggi presentati agl’italiani come liberatori. Simbolo della Resistenza italiana contro il terrore nazifascista, **Modena oggi accoglie così chi incensa e nobilita quello rascista.**

Le immagini dei forni crematori mobili allestiti dai russi per cancellare le tracce dei propri crimini, quelle del **teatro drammatico bombardato trucidando 600 civili malgrado due enormi scritte “ДЕТИ” segnalassero la presenza di bambini**, le testimonianze dei campi di filtrazione, delle camere della tortura, degli stupri e delle uccisioni di massa sono forse già state dimenticate? Le maggiori organizzazioni internazionali stimano che a Mariupol’ i russi sterminarono fra 30mila e 100mila persone, rubando migliaia di bambini per deportarli in Russia e **macchiandosi di quei crimini contro l’umanità per i quali la Corte penale internazionale spiccò un mandato d’arresto anche nei confronti di Putin**.

Un anno fa intervistavo Iryna, responsabile del centro d’accoglienza “Я Марюполь” a Chernivtsi: a stento riuscii a registrarla mentre ricordava in lacrime le ore drammatiche in cui fu costretta a passare per i campi di filtrazione, cacciata da chi distrusse e occupò la sua città. Con lei quel giorno c’era l’unico bimbo sopravvissuto alla strage del teatro.** Oggi leggo nell’aberrante locandina della mostra-conferenza di Modena che invece Mariupol’ simboleggerebbe una rivolta popolare del Donbas e sarebbe stata «liberata»** dai russi dopo «8 anni d’occupazione banderista». **Fra i nomi dei relatori spiccano quelli di Eliseo Bertolasi** (“osservatore” italiano ai referendum-farsa organizzati dai russi nelle regioni illegalmente annesse e ricercato dal governo ucraino) e di** Andrea Lucidi, sedicente “giornalista e storico” con la Z al braccio** che – dichiarandosi apertamente sostenitore della Russia – nega l’esistenza del massacro di Bucha, rammaricandosi del fatto che a Mariupol’ siano sopravvissuti troppi «neonazisti» e auspicando la ghigliottina per tutti i sostenitori del «regime» ucraino.

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Già ospite delle reti televisive italiane, **l’ideologo delle deliranti teorie rasciste Aleksandr Dugin si collegherà invece il 27 gennaio da Mosca al convegno organizzato a Lucca dall’associazione “Vento dell’Est”** (che raccoglie fondi in Italia per ‘attività di volontariato’ volte a sostenere la popolazione del Donbas, salvo mostrarle poi elargite dai camion con la Z), **mentre il 14 gennaio si terrà a Milano una conferenza sulla figlia Daria, che sosteneva lo sterminio degli ucraini.**

**Come ribadito in una nota ufficiale al nostro giornale dall’ambasciatore d’Ucraina in Italia Yaroslav Melnyk, l’ondata propagandistica che sta investendo l’Italia riprova che la Federazione Russa punta a seminare discordia all’interno dell’Unione europea** usando l’arma della menzogna e della disinformazione. In questa guerra mediatica, gli eventi di Modena e Lucca sono l’ennesimo tentativo di manipolare un Paese che ha invece fin da subito preso le parti –inaccettabili per Mosca – della verità e della giustizia.

La comunità può proteggersi boicottando tali iniziative ma le amministrazioni delle città italiane devono essere caute nel concedere spazi e patrocini a eventi che coinvolgono sedicenti ‘esperti’ filoputiniani con cui il Cremlino veicola la sua propaganda.

di *Giorgio Provinciali *

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