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title: Sotto gli occupanti russi ruberie e torture
description: "Alina è stata testimone di frequenti saccheggi e rapimenti da parte degli occupanti russi: irruzione improvvisa, un sacchetto nero in testa"
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date: 2023-04-15
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/russi-occupanti/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, Ucraina]
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# Sotto gli occupanti russi ruberie e torture

![russi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/04/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-23.jpg)

Alina è stata testimone di frequenti saccheggi e rapimenti da parte degli occupanti russi: irruzione improvvisa, un sacchetto nero in testa e via

Kharkiv – **Velykyi Burluk è un insediamento urbano situato a una trentina di chilometri stradali dalla Federazione Russa.** Percorrerli richiede un’ora buona e per spiegarne le ragioni anche a chi non vi sia mai stato basta dire che “Velykyi Burluk” significa letteralmente** “grande palude”**. **Alina si trovava lì quando la città è stata occupata dai russi.** È stata una delle poche persone che, anziché scappare verso zone più centrali e occidentali dell’Ucraina, da Kharkiv hanno percorso il tragitto inverso che portava dritti alla linea di contatto con i russi. **Un centinaio di chilometri, percorsi in macchina vedendo elicotteri e aerei volare bassi sopra di lei**. Poco prima di raggiungere la sua città natale, ad Alina è stato chiesto da molti soldati russi – che riferivano d’esser giunti lì partendo da Donetsk per eseguire un ordine ricevuto solo poche ore prima – **se sapesse di trovarsi in un “territorio occupato”** che da quel momento in poi sarebbe stato parte della Federazione Russa.

**Inizialmente colpita nel vedere i soldati nemici issare le bandiere russe ai *checkpoint* **e poi cercare di pagare in hrivnie (la moneta ucraina) qualcosa da mangiare nei negozi locali, **Alina è poi stata testimone di frequenti saccheggi e rapimenti**. Le modalità erano sempre le stesse:** irruzione improvvisa, un sacchetto nero in testa e via. Spariti.** La maggior parte di coloro che sono stati rapiti è poi stata interrogata sotto tortura. **Qualcuno non è mai tornato**. Poteva accadere per diversi motivi: principalmente per l’ossessione russa di scovare **cecchini e soldati in borghese**, ma anche per convincere persone influenti e *opinion leader* locali (sindaci e consiglieri ad esempio, come pure semplici amministratori condominiali) a passare dalla loro parte, **consegnando quanti più nominativi possibili di altri ucraini**. Così è accaduto il 17 marzo a Viktor Tereshchenko, capo della comunità di Velykyi Burluk, che ha resistito così tanto da finire in ospedale per diverso tempo.

 

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**Per un mese e mezzo Alina ha visto persone sparire**, magazzini depredati, contadini derubati delle proprie bestie, uccise spesso di fronte a loro il più delle volte per fame. **Molte persone riferiscono di soldati russi entrati nelle abitazioni con la scusa di perquisirle ma ridotti infine a chieder loro qualcosa da mangiare**. Altri ancora raccontano d’esser stati accompagnati sino a casa dai soldati per un rotolo di carta igienica o una scatoletta di carne.

**Molte volte, pur di ricevere qualcosa in cambio, i soldati russi promettevano medicine che non sarebbero mai arrivate.** È accaduto anche ad Alina, che di alcuni farmaci aveva realmente bisogno. Tanto da indurla a forzare per due volte i posti di blocco, pur di uscire dall’assedio. Caricata l’auto di tutte le provviste a disposizione e di qualche stecca di sigaretta recuperata all’ultimo minuto, **al terzo tentativo Alina è riuscita a convincere i soldati al *checkpoint* ad accettare il baratto di tutte quelle cose in cambio della propria libertà**. Qualche mese dopo, a luglio, i partigiani locali avrebbero ucciso con un’autobomba il *leader* filorusso locale, aprendo la strada alla liberazione di Velykyi Burluk, avvenuta lo scorso 11 settembre.

di *Giorgio Provinciali *
