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title: San Nicola visto con gli occhi dei bambini ucraini e russi
description: "Per San Nicola, il dono più richiesto dai bambini russi è l'opera di Orwell \"1984\", il romanzo ispirato alla dittatura di Stalin"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/12/Evidenza-sito-89.jpg
date: 2022-12-20
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/san-nicola-bambini-russi-chiedono-libro-1984/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, russia, Ucraina]
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# San Nicola visto con gli occhi dei bambini ucraini e russi

![san nicola in russia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/12/Evidenza-sito-89.jpg)

Per San Nicola, il dono più richiesto dai bambini russi è l'opera di Orwell "1984", il romanzo ispirato alla dittatura di Stalin con i cittadini vessati dalla "polizia del pensiero".

Kyiv – San Nicola, tradizionalmente celebrato il 6 dicembre secondo il calendario gregoriano e il 19 dicembre secondo quello giuliano, è una figura molto amata dai bambini. Il giorno a lui dedicato coincide con l’inizio delle festività natalizie ed è preceduto da una lunga attesa durante la quale i bimbi esprimono nelle loro letterine i loro desideri.

Come ogni anno, **ieri milioni di giovani ucraini si sono così svegliati con un dolcetto sotto il cuscino** e qualche regalino ai piedi del letto ma **senza quell’abbraccio del papà che avevano tanto ardentemente richiesto**. In piazza Sofia, a Kyiv, è stato installato il tradizionale albero natalizio. Il sindaco Klitschko ha disposto l’utilizzo di ghirlande a risparmio energetico e delle decorazioni dell’anno scorso, illuminate da un generatore donato dalla Kmda (l’amministrazione statale della città di Kyiv). Il denaro risparmiato è stato devoluto alle forze armate impegnate al fronte e a coloro che hanno perso l’abitazione a seguito dei bombardamenti russi. L’abbraccio tra i padri al fronte e i familiari nelle città – feriti ma non vinti da un aggressore vigliacco e criminale – è il desiderio più grande che questa gente abbia a cuore.

Secondo i dati diffusi dall’agenzia “Tass”,** il dono quest’anno più richiesto in Russia a San Nicola è invece “1984”**. L’opera di George Orwell svetta infatti tra i *best seller* nei *download* della libreria *online* LitRes. Migliaia di russi hanno scelto di regalarsi la lettura del romanzo ispirato alla dittatura di Stalin, in cui i cittadini di un ipotetico mondo futuro vivono intimiditi e vessati da una “polizia del pensiero” che li induce a credere che «la guerra è pace, la libertà è schiavitù». È chiaro** il parallelismo tra il sistema autarchico e cleptocratico eretto da Putin** (in grado di controllare l’accesso ai *media* e il pensiero degli individui) e la personalità onniveggente del Grande Fratello, che nell’opera orwelliana condiziona la società tramite numerosi schermi in grado di seguire la vita delle persone e grazie alla repressione poliziesca basata sull’utilizzo di tortura e paura.

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Contestualmente all’invasione sconsiderata dell’Ucraina, **Putin ha bandito l’utilizzo di alcune parole**, in particolare di quella che più di tutte esprime la concretizzazione del suo disegno criminale: **guerra**. Come nel romanzo, ogni pulsione liberale nella vita civile russa è stata repressa, tanto che neppure nell’intimità delle loro abitazioni i cittadini si sentono al sicuro dalla polizia segreta, che ne controlla ogni mossa. Usare uno *smartphone*, navigare in Internet, ascoltare musica o rispondere a un sondaggio sono tutte attività in grado di tracciare il profilo di chi le compie, mettendolo potenzialmente a rischio.

L’editore russo della ristampa più letta di “1984” ha prontamente dichiarato che **la realtà distopica descritta da Orwell si riferisce alla deriva del totalitarismo liberale occidentale, non certo al *****Russkij Mir***. Eppure, la scorsa settimana l’oppositore politico al regime putiniano Ilya Yashin è stato condannato a otto anni e mezzo di carcere con l’accusa di aver diffuso *fake news* sull’esercito: aveva discusso con alcuni giornalisti occidentali delle atrocità russe commesse a Bucha.

Di *Giorgio Provinciali*
