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title: Terra Ucraina
description: "Il primo a sottoporsi a un intervento di osteointegrazione: \"Sopravvivere è stato il primo miracolo. Il secondo l’hanno compiuto i medici\""
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date: 2024-04-29
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/terra-ucraina-2/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [esteri, guerra, Ucraina]
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# Terra Ucraina

![Terra Ucraina](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/04/Terra-Ucraina-1.jpg)

48630

2024-04-26 18:55:19

2024-04-26 16:55:19

La Cina aiuta la Russia nella guerra contro l'Ucraina. E gli Stati Uniti, se Pechino non cambierà rotta, sono pronti ad agire. Questo il messaggio di Blinken alla Cina

La Cina aiuta la Russia nella guerra contro l'Ucraina. E gli Stati Uniti, se Pechino non cambierà rotta, sono pronti ad agire. E' il messaggio che il segretario di Stato americano, Antony Blinken, recapita nella sua visita in Cina. "La Russia avrebbe problemi a sostenere il suo assalto all'Ucraina senza il sostegno della Cina", dice Blinken in conferenza stampa, dopo i colloqui con il leader cinese Xi Jinping e il capo della diplomazia, Wang Yi.

La Cina potrebbe avere "relazioni migliori" con gli Stati Uniti o l'Unione Europea se Pechino o "alcune delle sue aziende" smettere di fornire "componenti critiche" grazie alle quali la Russia può produrre più munizioni, ribadisce poi in un'intervista alla Bbc al termine della sua visita in Cina, spiegando che tra queste componenti ci sono "macchine utensili, microelettronica e ottica", in sostanza tecnologia che può avere un uso civile e militare. 

"Questo sta aiutando la Russia a perpetuare la sua aggressione contro l'Ucraina, ma sta anche creando una crescente minaccia all'Europa a causa dell'aggressione russa", accusa il capo della diplomazia di Washington, secondo cui, così facendo, Pechino sta "contribuendo ad alimentare la più grande minaccia alla sicurezza (dell'Europa) dalla fine della Guerra Fredda". "Abbiamo già intrapreso azioni contro le entità cinesi che sono coinvolte in questo - ricorda Blinken - E quello che dico chiaramente oggi è che se la Cina non agirà, lo faremo noi".

Blinken si sofferma anche sui rapporti tra Cina e Teheran. Il segretario di Stato sollecita Pechino a sfruttare la sua influenza "per dissuadere l'Iran e i suoi proxy dall'allargamento del conflitto in Medio Oriente", mentre nel mosaico internazionale rischia di rafforzarsi l'asse Mosca-Teheran. 

La Russia infatti è pronta ad espandere la cooperazione militare e tecnica con l'Iran, come assicura il ministro della Difesa di Mosca, Sergei Shoigu, nell'incontro avuto con l'omologo di Teheran, Gharaei Ashtiani, ad Astana, a margine di una riunione dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai, che riunisce Russia, India, Cina, Iran, Pakistan, Kazakistan, Uzbekistan, Kyrgyzstan e Tagikistan. La Tass cita il ministro iraniano, secondo il quale i rapporti tra Mosca e Teheran "si stanno approfondendo ed espandendo, arrivando a un nuovo livello".

Da Ashtani, quindi, ringraziamenti a Shoigu per il sostegno ricevuto dopo l'attacco israeliano al consolato iraniano a Damasco lo scorso primo aprile. "Vorrei approfittare di questa opportunità per ringraziarvi per il vostro atteggiamento equo e onesto nei confronti della Repubblica islamica dell'Iran, per il vostro sostegno al momento dell'attacco al nostro consolato a Damasco e per la vostra risposta equilibrata alla nostra ritorsione proporzionata", dice.

di Ruggero Fontana

Blinken: "La Cina aiuta Mosca in guerra"

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2024-04-27 11:43:00

2024-04-27 09:43:00

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2024-04-26 16:27:36

2024-04-26 14:27:36

Il Global Survivors Fund risarcirà 500 donne ucraine vittime di violenza sessuale per mano dei soldati russi. Per la prima volta dei sopravvissuti riceveranno un compenso durante un conflitto attivo

Il giorno in cui è scoppiata la guerra in Ucraina, Antonia Medvedchuk (31 anni) si è svegliata sotto il rumore delle bombe e la prima cosa che ha preso con sé prima di lasciare Kiev non è stato un kit medico per le emergenze, ma dei preservativi e un paio di forbici da usare come arma per proteggersi. Secondo il Global Survivors Fund - il Fondo globale per i sopravvissuti e vittime di violenza sessuale, finanziato da Paesi stranieri e istituito nel 2019 dai premi Nobel per la pace Denis Mukewege e Nadia Murad - il numero delle vittime stuprate dai soldati russi durante l’invasione in Ucraina non è noto ma si stima che si tratti di migliaia di persone. Sarà proprio questo Fondo la prossima settimana, come riporta “The Guardian”, a risarcire le 500 donne che hanno avuto la forza di denunciare gli orrori vissuti, macchie indelebili che resteranno cicatrici nell’anima. Pramila Patten, Rappresentante speciale dell’Onu per la violenza sessuale, ha accusato la Russia di usare lo stupro come “strategia militare”, ricordando il fermo di “militari equipaggiati di Viagra”. Il risarcimento comprenderà sostegno finanziario, medico e psicologico. Per la prima volta i sopravvissuti riceveranno un compenso durante un conflitto attivo. L’intervento, che non riguarderà solo il sostegno economico, è stato fortemente voluto dalla first lady, Olena Zelenska, che l’ha definito “un passo importante verso il ripristino della giustizia”, aggiungendo: “È una giustizia necessaria e non solo in Ucraina”. Di Claudia Burgio

Al via i risarcimenti per le donne ucraine vittime di violenza sessuale da parte dei militari russi

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2024-04-26 16:27:39

2024-04-26 14:27:39

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2024-04-26 11:03:38

2024-04-26 09:03:38

Gli Usa, l’Unione europea e la Gran Bretagna, in questi anni di guerra in Ucraina, sono rimasti uniti dando all’Occidente una compattezza geopolitica e di risposta non scontata

Gli Usa, l’Unione europea e la Gran Bretagna, in questi due anni e passa di guerra russa in Ucraina, sono rimasti uniti dando all’Occidente una compattezza geopolitica e di risposta che non era affatto scontata. In questa compattezza però non si può non notare una differenza fra gli Stati Uniti da una parte e l’Ue dall’altra. Una diversità che riguarda due voci: le armi e la politica. Noi europei siamo stati bravi a coprire, soprattutto in questi ultimi mesi, il buco politico del tempo perso a Washington nel dare il via libera ai nuovi aiuti per Kiev (a causa dell’opposizione dei Repubblicani, poi superata). Quello che i Paesi Ue però non sono riusciti a fare – mentre in Usa il Congresso cincischiava – è stato colmare il buco materiale (ovvero sostenere Kiev anche con l’invio di nuove armi), per una ragione molto semplice: gli Stati membri hanno poche armi e, nel caso di continui rifornimenti all’Ucraina, rischierebbero di restare addirittura sguarniti in casa propria. Intendiamoci: non è soltanto una questione di magazzino, ma pure di ciò che sarebbe utile e funzionale per la resistenza di Kiev.

Dall’altra sponda dell’Atlantico è accaduto invece l’esatto contrario: il buco era politico (un mancato accordo al Congresso fra Democratici e Repubblicani), non materiale. Questa situazione ha fatto dire ieri al presidente francese Emmanuel Macron che «gli avvenimenti più recenti hanno dimostrato l’importanza delle difese antimissile, della capacità di attacco profondo di fronte ad avversari senza scrupoli. Ecco perché ciò che dobbiamo far emergere – e questo è il nuovo paradigma – è una difesa credibile del Continente europeo. L’Europa deve saper difendere ciò che le sta a cuore: insieme ai suoi alleati ogni volta che sono pronti a farlo, da sola se necessario. Per questo abbiamo forse bisogno di uno scudo antimissile». Secondo il presidente francese «le regole del gioco sono cambiate» a causa di «potenze con pochi scrupoli» (come Russia e Iran) e per questo occorre in tempi veloci un risveglio nel settore della difesa, perché l’Europa è «ancora troppo debole di fronte al diffuso riarmo del mondo».

A incastro perfetto con il monito di Macron vanno le dichiarazioni recenti del ministro tedesco della Difesa Boris Pistorius, che in un’intervista rilasciata all’emittente radiotelevisiva Ard ha sottolineato che oggi gran parte degli armamenti prodotti in Russia – con il Paese che è entrato di fatto in un’economia di guerra – «non va più al fronte» ucraino «ma finisce nei depositi». Il che induce a sospettare che Vladimir Putin «potrebbe avere qualcosa in mente» (con gli esperti militari e di armamenti che non smettono di ripetere «che la Russia si sta attualmente riarmando»).

In proposito ieri è arrivata una dichiarazione del più fidato alleato di Putin, il leader bielorusso Alexander Lukashenko: in Bielorussia – ha fatto sapere – sono già state schierate diverse decine di testate nucleari russe. E in caso di un attacco al Paese, Minsk e Mosca risponderanno immediatamente con tutti i tipi di armi. Lukashenko ha pure sostenuto che 120mila soldati ucraini sarebbero ammassati al confine con la Bielorussia e che è «alta la probabilità di provocazioni armate da parte di unità ucraine che potrebbero portare a un’escalation con incidenti di confine».

Che un allargamento del conflitto in corso in Ucraina sia da evitare è cosa di cui tutti gli alleati occidentali sono consapevoli. Ma la consapevolezza, in geopolitica, spesso non basta a evitare le escalation. La Storia ci insegna infatti che è molto più utile la deterrenza. Ragion per cui quel buco materiale di armi e di difesa, di cui scrivevamo poc’anzi rispetto all’Europa, va colmato al più presto. Fare in fretta.

di Massimiliano Lenzi

Politica armata, guerre e Occidente

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2024-04-26 11:03:42

2024-04-26 09:03:42

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