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title: Tre centimetri se li fanno bastare
description: "L'avanzata russa nel conflitto in Ucraina indietreggia per chilometri nascosto dai missili. È il fallimento militare moscovita"
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date: 2022-11-17
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/tre-centimetri-se-li-fanno-bastare/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, russia]
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# Tre centimetri se li fanno bastare

![Fallimento militare della Russia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/11/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-1-2.jpg)

L'avanzata russa nel conflitto in Ucraina indietreggia per chilometri nascosto dai missili. Ci si domanda per quanto ancora il popolo moscovita potrà accettare le umiliazioni a fronte dei fallimenti militari.

**«Avanziamo sì, ma di tre centimetri al giorno» rispondeva** in maniera lapidaria, alcuni giorni fa, **il giornalista russo Dmitrij Steshin a Ol’ga Skabeeva**. Quest’ultima, propagandista di grido delle reti televisive russe, gli aveva chiesto se l’esercito zetista avanzasse in termini di chilometri o di metri e il contributore del “Komsomol’skaja Pravda” aveva preferito riportarle la stima ironica cha aveva raccolto da un cecchino durante una visita al fronte.

Questa battuta assai deprimente – quantomeno per i fascisti russi – circolava quindi ben prima dell’abbandono di Chersòn, a commento degli scarsi successi per gli assalti a Bachmut nel Donbas. Se già suonava disfattista, ora impallidisce di fronte ai malumori diffusi per **l’ennesima cessione di territorio conquistato; **persino l’ennesima salva di missili balistici sulle infrastrutture ucraine risulta una lasca omeopatia. **Il Cremlino ha lanciato più di 10 droni *****kamikaze** *(gli ormai famosi Shahed-136 iraniani) **nonché più di 90 missili** tra Kalibr in forza alla flotta del Mar Nero e alla flottiglia caspica (entrambe paiono non aver perso capacità offensive) e Kh101 scagliati dagli aerei (tra cui forse i nuovissimi 504AP dotati di contromisure elettroniche per sfuggire alla contraerea). Ben **87 di questi sono stati abbattuti**, stabilendo un nuovo primato ma costringendo le difese giallazzurre a uno sforzo intenso che ha sollecitato – secondo le prime ricostruzioni – l’avaria di un razzo da intercettazione 5b55 di una batteria S300 che ha ucciso due civili nella città polacca di Przewodów.

Se l’attenzione internazionale si è concentrata su quanto accaduto entro i confini di un Paese Nato, **a Mosca invece si continua a temere un’*escalation *non esterna bensì interna**. Passando da un propagandista a un altro, è Vladimir Solov’ëv quello che pare più preoccupato a riguardo. Vestito in tv con la sua solita *mise *da ascensoriere chiede ai suoi invitati, numerosi quanto i bottoni che porta sul petto, che cosa pensino della situazione. E la risposta unanime è una citazione continua dei tumulti del 1916-17 unita al domandarsi **per quanto ancora il popolo moscovita potrà accettare le umiliazioni e i sacrifici a fronte dei fallimenti militari**.

Certo ieri è stata colpita la centrale Zmiivska lasciando Charkìv al buio, così come la sottostazione di Kovel’ e alcuni obiettivi nei sobborghi di Kyïv. L’iniziativa della guerra è però ormai salda in mano al Paese dei Girasoli, che sta muovendo i battaglioni liberatisi a Chersòn verso il centro del fronte tra Donec’k e Melitopol’. Inoltre i collaboratori stanno cominciando a subire il fato che spesso è comune ai turiferari non più utili al criminale Putin: oltre alla parecchio tempestiva e sospetta morte per incidente stradale di Cirillo Stremousov (vice governatore filorusso di Chersòn), si è scoperto che anche la collaborazionista Ekaterina Gubareva – sua succeditrice – è stata imprigionata per supposti reati economici.

*Vran’jó* (враньё) in russo significa menzogna, ma anche il sistema per cui ogni bravo *siloviko *finge di credere alla balle che racconta e che gli vengono raccontate. Dopo aver prosperato di putinismo per vent’anni, questa delicata componenda di paraculismi sta trovando letteralmente la morte in Ucraina.

 

*di Camillo Bosco*
