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title: Tutte le bugie raccontate da Mosca
description: "L'elenco delle bugie di Mosca sull’andamento della sua aggressione armata all’Ucraina crolla sotto il peso della realtà."
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date: 2022-04-20
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/tutte-le-bugie-raccontate-da-mosca/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, Ucraina]
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# Tutte le bugie raccontate da Mosca

![Bugie di Mosca](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/04/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-6.png)

**L'elenco delle bugie di Mosca crolla sotto il peso della realtà. Si è perso ormai il conto dei *non sequitur *nelle logiche che il Cremlino propone sull’andamento della sua aggressione armata all’Ucraina.**

Come sosteneva **Marco Pannella**, unico politico italiano presente ai funerali moscoviti della giornalista **Anna Politkovskaja**, dove c’è strage di verità vi è anche strage di uomini. Venti anni di putinismo hanno portato la **Russia** in uno stato di prostrazione morale atroce in cui lo *storytelling* del regime dei ***siloviki* **delinea una realtà parallela nella quale **Mosca** è abbastanza debole per essere vittima dei grandi complotti dell’Occidente ma al contempo sufficientemente forte da poter esigere obbedienza dai nemici vicini e lontani.

**Si è perso ormai il conto dei *****non sequitur** *nelle logiche che il **Cremlino** propone alla stampa internazionale sull’andamento della sua aggressione armata all**’Ucraina**. Iniziando dal nome stesso della guerra, **chiamata “operazione militare speciale”** perché i russi che contano – **in quella “Linea del Sole” che da San Pietroburgo passa dalla capitale per arrivare a Krasnodar sul Mar Nero** – non si sarebbero mai accollati la mobilitazione che avrebbe comportato. Così si è potuta assemblare, dietro la bugia di semplici esercitazioni militari, **una forza d’invasione di quasi 200mila persone**, in larga parte coscritti provenienti dalle regioni rurali più disagiate della Russia (dove l’asfalto e una lavatrice sono rarità da sindrome di Stendhal) e da quei proletariati urbani che non possono scampare in alcun modo alla leva.

**Poi il genocidio**: la volontà russa di estinguere il focolare nazionale ucraino è stata chiamata “de-nazificazione”, nel tentativo di infamare la voglia di autodeterminazione di un popolo libero. **Così anche *khokhol***, il nome russo per indicare il ciuffo dei capelli tipico del *look* cosacco, **diviene in bocca ai seguaci del criminale Putin un insulto razzista** col quale svilire il retaggio nella storia del Paese dei Girasoli di quel mitico gruppo etnico di cavalieri della steppa.

**La verità poi muore ogni giorno sui campi di battaglia**. Muore a Chersòn quando i soldati russi (è successo ieri) issano un’enorme bandiera della defunta Unione Sovietica nel centro della città occupata, forse rituale apotropaico contro la resistenza sempre più efficace dei soldati di Zelensky. **Muore nel momento in cui individui come Lavrov e Peskov negano la realtà provata delle stragi e degli stupri a Bucha, Borodjanka, Kramatorsk** e in tutte le altre cittadine ucraine ‘liberate’ da un’armata russa che mostra prassi poco dissimili da quelle di un’orda barbarica.

**Muore come muore la fedeltà** nel cuore di chi scopre come fosse facile scrivere “Z” per appoggiare guerre in cui si massacrano i figli degli altri. Dmitry Shkrebets, padre del cadetto Yegor imbarcato sull’incrociatore “Moskva”, da giorni cerca infatti notizie su suo figlio. **Non si trova né tra i morti né tra i feriti bensì nell’elenco dei dispersi,** nonostante l’ammiragliato di Sebastopoli sostenga di aver salvato tutti i marinai coinvolti nell’affondamento. **Ora Dmitry lotta per scoprire come mai gli ufficiali dell’incrociatore pare si siano salvati tutti**, probabilmente fuggendo a bordo dell’elicottero posto a poppa, mentre il coscritto Yegor cercava di spegnere l’incendio di una nave sulla quale – ai sensi della legge russa – non avrebbe neanche dovuto trovarsi.

di *Camillo Bosco*
