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title: Uccidersi a vent’anni per non uccidere
description: Si è ucciso per non uccidere. Si chiamava Seryozha Gridin. Nonostante avesse soltanto vent’anni aveva chiaro da che parte stare
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date: 2023-09-14
author: Ilaria Cuzzolin
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/uccidersi-a-ventanni-per-non-uccidere/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, Ucraina]
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# Uccidersi a vent’anni per non uccidere

![Seryozha Gridin](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/09/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-32-1.jpg)

Si è ucciso per non uccidere. Si chiamava Seryozha Gridin. Nonostante avesse soltanto vent’anni aveva chiaro da che parte stare

**Si è ucciso per non uccidere. Si chiamava Seryozha Gridin.** Nonostante avesse soltanto vent’anni aveva già ben chiaro da che parte stare:** quella per cui non esiste alcuna ragione plausibile per cui valga la pena uccidere un altro essere umano**. Chi combatte questa terribile guerra, ucraini come russi, dovrà fare i conti con cicatrici dell’animo che nessun unguento, nessuna operazione chirurgica potrà mai cancellare. **Seryozha era un ragazzo russo ed era stato convocato dall’esercito per firmare la lettera che lo avrebbe mandato al fronte**. L’unico foglio che ha firmato è stato però quello della lettera d’addio trovata accanto al suo corpo con una denuncia ben precisa.

**La Russia ha bisogno di uomini in continuazione.** Mandati a morire come birilli, a combattere una guerra di cui spesso non hanno compreso nemmeno bene le ragioni. **Secondo il quotidiano inglese “The Times”, ora Putin avrebbe cambiato strategia e starebbe rastrellando reclute fra gli immigrati che vivono in Russia**, offrendo loro anche salari da 5mila euro al mese e cittadinanza russa. Il timore è infatti che un ulteriore spargimento di sangue fra i russi possa incrinare il consenso nei suoi confronti **in vista delle presidenziali che si terranno l’anno prossimo**. Si cercano mercenari in Asia centrale, **in Paesi come Armenia e Kazakistan**, provando a fare leva su quelle popolazioni di etnia russa che vivono al confine. Una campagna acquisti che viene accolta da persone mosse dal bisogno di fare soldi e non certo da princìpi di patriottismo.

 

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**Seryozha amava il suo Paese e la sua gente ma non poteva accettare per nessun motivo l’idea di ammazzare un altro suo coetaneo**. Era stato arruolato nell’esercito nel novembre 2022, prestando servizio soltanto per tre mesi. **Quando poi era stato chiamato per partire per l’Ucraina non aveva avuto dubbi sul suo destino: meglio la morte**. «Se stai leggendo questo significa che non sono più vivo» si legge nel foglio scritto a mano e trovato vicino al suo corpo. «**Ieri sono stato incluso nella rotazione per l’Ucraina. Da lì non è ancora tornato nessuno della nostra compagnia.** Mi sono rivolto ingenuamente al comandante del mio plotone, chiedendo di poter rimanere dove sono ora. **Da allora i sergenti e gli altri superiori stanno compiendo azioni di bullismo nei miei confronti.** Questi animali mi stanno torturando in ogni modo. **Non voglio obbedire a persone che non ispirano altro che paura e disgusto**. Per questo ho deciso di morire qui, **nella mia terra natale, senza il sangue di qualcun altro sulle mie mani.** Vorrei che queste persone venissero imprigionate per aver indotto una persona al suicidio, ma in Russia questo non accadrà mai.** Con odio, Seryozha Gridin**».

**La sua morte non è recente ma è balzata alle cronache locali ora che la madre e le sorelle del ragazzo intendono vederci chiaro** e hanno assoldato un avvocato perché si indaghi per istigazione al suicidio. Moltissimi ragazzi sono riusciti a fuggire dalla Russia appena scoppiata la guerra, lasciando amici, parenti, lavoro, casa pur di non diventare complici di questo genocidio. Una delle mete più gettonate è stata l’Armenia, proprio dove ora si rastrellano nuove reclute. Quando vengono avvicinati dai reclutatori si girano dall’altro lato, fanno finta di non capire per provare a mischiarsi ai locali ma lo sguardo, solitamente, non mente. **E ricomincia la fuga.**

di *Ilaria Cuzzolin*
