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title: "L&#8217;Ucraina al buio, un punto nero nel pianeta"
description: "Da Kiev il racconto delle difficoltà vissute ogni giorno dal popolo ucraino, costretto persino a scavare per trovare dell'acqua"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/11/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-3-1.jpg
date: 2022-11-27
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/ucraina-al-buio-e-senza-acqua-il-racconto-dalla-capitale-ucraina/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, russia, Ucraina]
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# L&#8217;Ucraina al buio, un punto nero nel pianeta

![ucraina al buio](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/11/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-3-1.jpg)

Sotto la neve si usa un po' di paraffina e del cartone per riscaldarsi, gli stessi rimedi di fortuna vengono utilizzati per cucinare qualcosa. Molti scavano per trovare delle falde acquifere e poter ancora bere. Da Kiev il racconto in prima persona delle difficoltà vissute ogni giorno dal popolo ucraino

Kyiv – Le immagini che la Nasa trasmette dallo spazio mostrano l’Ucraina come un punto nero del pianeta. Nelle città risuona il rumore assordante dei generatori elettrici e per le strade serpeggiano interminabili code in prossimità delle stazioni di servizio:** trovare un benzinaio libero è un’impresa praticamente impossibile**. Per montare gli pneumatici da neve abbiamo impiegato una settimana: ogni volta che dopo lunghe attese iniziavamo il lavoro, mancava la corrente elettrica.

Negli *unbreakability points* (i punti di ristoro alimentati da grandi generatori elettrici prontamente allestiti dal governo Zelensky) non di rado si vedono persone portare strumenti medicali elettrici e sedersi per il tempo della terapia. A meno di possedere un sistema fotovoltaico professionale con molti pannelli, un grande *inverter* e molte batterie al litio collegate, la scelta di affidarsi ai *kit* acquistabili *online* si è rivelata improvvida:** le giornate più brevi, la nebbia e la neve che coprono i pannelli sono un grande problema**. Banalmente, è problematico anche scaricare le acque nere per via della mancanza di pressione nei circuiti idrici. **Usando un po’ di paraffina e del cartone si riescono a creare grandi candele riscaldanti. Mettendone tante, più piccole, dentro il forno si riesce a cucinare qualcosa.**

Fortunatamente, il freddo aiuta a conservare gli alimenti. Neanche un mese fa era impossibile farlo e molte persone sono state costrette a scongelare e cucinare tutto per non buttar via le provviste. Diverse villette indipendenti fuori città, come la nostra, hanno ancora il pozzo accanto alla casa. Chi in campagna ne è sprovvisto **sta scavando in questi giorni per arrivare alla giusta profondità in grado di consentirgli lo sfruttamento delle ampie falde acquifere sottostanti**. Scavare un pozzo d’inverno è problematico e non si fa mai, ma in questo momento si procede come si può. Chi risiede ai piani alti degli enormi palazzi di Kyiv (la città europea a maggior concentrazione di grattacieli) e soffre dei gravi problemi provocati dall’interruzione del sistema di pompaggio idrico, si sta arrangiando con la neve sciolta per i servizi igienici e con grandi contenitori per l’uso domestico. Senza ascensore diventa però un’impresa raggiungere la propria abitazione più volte al giorno, portando carichi così pesanti.

Centinaia di tecnici e ingegneri lavorano giorno e notte per porre rimedio alla catastrofe umanitaria provocata dai danni alle infrastrutture energetiche che alimentano città e industrie, ma è chiaro che il prossimo bombardamento potrà avere ripercussioni devastanti sulle vite di milioni di innocenti. I russi colpiscono ogni giorno, senza sosta, ma i grandi attacchi a tappeto con centinaia di missili lanciati in simultanea vengono effettuati ogni settimana. Questo è il tempo di ricarica che serve al criminale seduto al Cremlino per dare un nuovo ordine di morte. Questa è la risposta russa alle umiliazioni subite al fronte.** Putin conosce solo il linguaggio mafioso e intimidatorio della minaccia violenta**. Forse proprio per questo ha più presa in certi Paesi storicamente ricettivi a quel tipo d’impostazione. Quel che non è in grado di avere lo distrugge.

Di *Giorgio Provinciali*
