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title: Tutto il male in mostra
description: "Nell'istituto ucraino della Memoria nazionale è raccolta tutta la storia dolorosa dell'Ucraina, fino ai giorni nostri"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/06/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-27.jpg
date: 2023-06-11
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/ucraina/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, Ucraina]
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# Tutto il male in mostra

![Ucraina](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/06/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-27.jpg)

Nell'istituto ucraino della Memoria nazionale è raccolta tutta la storia dolorosa dell'Ucraina

Chernivtsi – L’esposizione a cielo aperto intitolata “communism = rashiZm”, allestita dall’Archivio di Stato dell’Istituto ucraino della Memoria nazionale, **richiama ogni giorno centinaia di visitatori incuriositi dalle gigantografie che spiccano per le strade delle principali città ucraine**. «Nel 2022 gli ucraini hanno appreso appieno la vera essenza del concetto russo di *russkiy mir*. Quest’ideologia si può riassumere in una parola: **rascismo» recita il primo grande cartello**, descrivendo un termine ormai d’uso comune, coniato dopo l’invasione su larga scala del Paese e ufficializzato lo scorso 3 maggio dalla Verkhovna Rada (il Parlamento ucraino, *ndr.*) p**er identificare l’ideologia e le pratiche sociali antioccidentali, ultranazionaliste e antidemocratiche culminate nel putinismo**: рашиZм (scritto con la Z in evidenza e la “и” russa anche in ucraino, traslitterato rascismo in italiano e *rashiZm* in inglese), combina le parole “russo” e “fascista”, in modo da richiamare anche il termine “razzista”.

**A riprova del fatto che tale fenomeno affonda le proprie radici nel comunismo, la mostra traccia simmetrie e parallelismi fra quegli eventi storici** a cavallo di due secoli che hanno portato per ben due volte **al genocidio del popolo ucraino**:** l’*holodomor *nei primi anni Trenta e quello attuale**. Chiese, musei, scuole e ospedali distrutti; rapimenti, stupri, deportazioni di massa, il furto del grano, la fame, il freddo: «Possiamo farlo ancora» dissero i russi 16 mesi fa. E lo fecero. Allestita nella Repubblica ex sovietica che più di tutte patì tali abomini, la mostra invita a non dimenticare la Storia per non esser condannati a riviverla.

 

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Mykhailo Ratushnyak fu deportato nel 1937 nei campi dell’Nkvd, incolpato d’essere un *kulako*, cioè un contadino proprietario di diversi appezzamenti terrieri: vale a dire un nemico dello Stato, dopo la collettivizzazione. **Morì nel 1942 a Khabarovsk Krai (Russia) e la moglie ricevette a 97 anni la sua riabilitazione postuma**. Anche Oleksandr Kononov era un contadino. Privo d’un braccio e una gamba, dedicava la sua vita a coltivare i propri campi. **Nel 2014 fu rapito e ucciso dai russi**, che occuparono le sue terre. Fedir Stepanenko dirigeva la scuola di Plokhanivka, nella regione di Kyiv. Quando fu arrestato nel 1938 dall’Nkvd con l’accusa di leaderismo e antisovietismo, dissero alla famiglia che l’avrebbero deportato in un *gulag* in Siberia. Solo nel 2021 si seppe che fu invece subito fucilato. **Natalya Kosova era una direttrice di scuola esemplare, insignita del titolo di “persona dell’anno” come eccellenza in ambito scolastico in Ucraina. Volle rimanere sino all’ultimo coi suoi alunni e l’anno scorso è morta nel bombardamento di Henichesk** (Kherson *oblast’* tuttora occupata). **Volodymyr Symyrenko era uno scienziato talentuoso**. Un nemico del popolo per l’Nkvd, che lo uccise nel 1938 con l’accusa di cospirare contro l’Urss. Anche Vasyl Kladko era uno scienziato. Eccelse negli studi delle nanostrutture di semiconduttori. **Fu ucciso dagli occupanti il 13 marzo 2022, di fronte a casa**. Natalyia Dmytrah e Olga Sukhenko erano entrambe sindaci: morirono una nel 1950 per mano della polizia segreta e l’altra nel 2022, torturata e poi massacrata da altri soldati russi. Yosyp Boltovsky, mezzadro di Mykolaiv, fu espropriato d’ogni avere e fucilato nel 1938. **Oleh Haydabura, agricoltore di Poltava, fu massacrato dalla medesima mano russa che 84 anni dopo si è posata su quelle stesse terre**.

di *Giorgio Provinciali*
