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title: Un bambino due bombe
description: "Umilianti sconfitte e stragi di civili: la Russia continua a macchiarsi l'onore dopo 311 giorni di crimini e ferocia contro l'Ucraina"
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date: 2023-01-03
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/un-bambino-due-bombe/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [Evidenza, guerra, Ucraina]
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# Un bambino due bombe

![Un bambino due bombe](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/01/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore.jpg)

Kyiv - Umilianti sconfitte sul campo e stragi di civili: la Russia continua a macchiarsi l'onore anche nel nuovo anno, dopo 311 giorni di crimini e ferocia contro l'Ucraina.

La Federazione Russa apre il 2023 in continuità con l’onta e il disonore di cui s’è macchiata per 311 giorni, l’anno appena passato. **Nelle poche ore che hanno separato questo triste nuovo inizio da una vergognosa fine, i russi sono perfino riusciti a colpire due volte uno stesso bambino**. Appena tredicenne, **Yaroslav è stato ferito il 31 dicembre da un missile** lanciato contro Naddniprianske, piccola cittadina di un migliaio d’anime vicino a Kherson. Il razzo ha centrato la casa in cui viveva con la famiglia, ferendo gravemente lui e la sorellina. All’annuncio diramato dalle autorità, che ne disponevano il trasporto d’urgenza presso l’ospedale più vicino, ha fatto seguito poco dopo un comunicato diffuso dal governatore Yaroslav Yanushevich: «Nelle prime ore del 2023 l’esercito russo ha bombardato l’ospedale pediatrico di Kherson in cui Yaroslav si trovava ricoverato in terapia intensiva». Dalle macerie del reparto il ragazzo è stato evacuato a Mykolaiv. **Tuttora i medici stanno cercando di strapparlo alla morte**.

**Non c’è alcun valore strategico negli obiettivi di uno Stato terrorista e la Russia non smentisce questo assioma**. «Gli attacchi al sistema energetico del Paese possono causare ormai solo qualche *blackout* momentaneo ma non possono più metterci *ko*, perché in questi mesi abbiamo preso le dovute contromisure e ora siamo molto ben organizzati. Il peggio ormai è superato» osserva Volodymyr Kudrytsky (ceo di Ukrenergo), rimarcando quanto le dinamiche degli attacchi evidenzino invece carenze macroscopiche nelle capacità russe.

**Putin sta collezionando una figura barbina dietro l’altra**. Nel videomessaggio registrato per fine anno è apparso dinnanzi a decine di militari in divisa: erano tutti attori. La Rete è zeppa di decine di *clip* analoghe in cui i medesimi figuranti prestano il volto a comparsate mirate all’esaltazione di Putin in cantieri improvvisati o fingendosi l’equipaggio di una nave da guerra. Video come quelli di Medvedev, Peskov, Zakharova, Prigozhin, Kadyrov, Lavrov o Soloviev, che ormai non fanno neanche più notizia. Le fattezze dei personaggi e i contenuti delle loro minacce li fanno somigliare ai “cattivi” dei film di 007 girati in piena Guerra fredda.

Il Cremlino ha diramato alle agenzie di stampa russe alcune linee-guida a cui attenersi diligentemente: **la scelta d’invadere l’Ucraina va esaltata come l’unica possibile**, ossia la mossa preventiva di un grande statista contro l’incombente invasione della Russia da parte dell’Occidente. Nella notte di San Silvestro decine d’agenti in tenuta antisommossa si sono scagliate a Mosca contro pochi civili innocui. Nessuno protestava, serviva solo qualche randellata preventiva.

In assenza di spettacoli pirotecnici, **la mezzanotte di Kyiv ha visto migliaia di persone gridare alla finestra la propria rabbia contro l’aggressore russo**. **Il giorno dopo nelle piazze s’è celebrato il 114° anniversario della nascita di Stepan Bandera, eroe nazionale**. «Se domani il bolscevismo sarà sostituito da un’altra forma d’imperialismo russo, prima di tutto si rovescerà con tutte le sue forze contro l’indipendenza dell’Ucraina. Il popolo russo sopporterà ancora quell’imperialismo e farà di tutto per mantenere l’Ucraina schiava».

Le sue parole profetiche e quelle incoraggianti pronunciate da Zelensky nel commovente videomessaggio di fine anno sono state condivise da milioni di persone che a quella bianca il 24 febbraio hanno preferito la bandiera gialla e blu.

*di Giorgio Provinciali*
