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title: Una clessidra che segna il tempo
description: "Sulla scia del \"Movimento dei nastri gialli\" in alcune città ucraine si sta diffondendo una clessidra disegnata con lo spray"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/03/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-1.jpg
date: 2023-03-03
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/cronache-di-guerra/una-clessidra-che-segna-il-tempo/
categories: [Cronache di guerra]
tags: [guerraucraina, Ucraina]
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# Una clessidra che segna il tempo

![Una clessidra che segna il tempo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/03/Copertina-Bosco-e-Grandi-Cronache-e-Dolore-1.jpg)

Sulla scia del "Movimento dei nastri gialli" in alcune città ucraine si sta diffondendo una clessidra disegnata con lo spray, segno del tempo che scorre fino alla sperata liberazione

Chernivtsi – I lettori più attenti ricorderanno il **“Movimento dei nastri gialli” nato nella Kherson occupata**, a testimonianza della crescente presenza di partigiani ucraini. Un piccolo drappo giallo (talvolta anche giallo e blu) avvolto intorno a un palo, una ringhiera o qualsiasi altro oggetto situato in zone di passaggio o comunque molto frequentate era sia il codice con cui i partigiani confortavano i civili vessati dagli occupanti russi sia un monito per questi ultimi: **la promessa cioè che di lì a poco sarebbero stati scacciati da ogni singolo centimetro di terra ucraina**.

**A Melitopol’ ed Enerhodar è sorto un movimento simile** che preannuncia l’imminente grande controffensiva per liberare l’*oblast’* di Zaporizhzhya. **Il suo simbolo è una clessidra creata tracciando con una bomboletta di vernice *spray* una seconda diagonale alla “Z”** e ormai lo si trova disegnato pressoché ovunque. Il triangolino creatosi in alto viene colorato di blu, quello sottostante invece di giallo. Per sottolineare il poco tempo rimasto agli invasori, talvolta i partigiani aggiungono alla clessidra la scritta **“НАБЛИЖАЄТЬСЯ ЧАС ДЕОКУПАЦІЇ” (“Si avvicina il tempo della disoccupazione”)**.

**In questi giorni ho parlato con Hrisha**, un elettricista sulla sessantina **riuscito miracolosamente a scappare da Melitopol’** proprio durante l’ingresso delle truppe rasciste. Mi ha raccontato che l’autofurgone dietro il suo, su cui viaggiava il figlio, è stato fermato durante il loro tentativo di fuga, costringendo il ragazzo a rientrare nella città occupata. È intrappolato da ormai quasi un anno e Hrisha, che riesce a sentirlo raramente, prova a descrivere a parole quanto sia straziante ascoltare la disperazione del ragazzo. Deperito e affranto, dalla scorsa estate è infatti costretto a scavare trincee e terrapieni per almeno 8-10 ore al giorno, in ogni condizione atmosferica.

**Molti ragazzi ucraini come lui sono stati persino inviati nei terreni minati con un fucile puntato contro** («Vai avanti, sennò ti sparo») oppure costretti a prestar servizio al fronte. Obbligati a correre verso le prime linee ucraine indossando l’uniforme russa ma senza *chevròn* (la *patch* identificativa col nome ricamato), cadono a decine sotto i colpi dei loro connazionali. In questo **macabro e sadico gioco al massacro**, i russi cercano d’identificare le posizioni di tiro degli ucraini per poi rivolgergli contro droni armati e colpi di mortaio.

Commosso, Hrisha mi dice che **finché il figlio scaverà non sarà usato come carne da macello**, ma spiega quanto sia difficile comunicare in codice con lui cercando di non essere scoperti. Vorrebbe soprattutto tranquillizzarlo sul fatto che presto la Zsu arriverà anche a Melitopol’. In Ucraina le famiglie sono molto numerose: non di rado capita di parlare con chi ha parenti anche molto stretti nelle città temporaneamente occupate. **In questi mesi ho compreso che le sacche di resistenza partigiana a Melitopol’ sono davvero molto nutrite e ben organizzate**. Le numerose immagini di clessidre gialloblu che ho ricevuto sono realmente il preludio di un’altra grande controffensiva, che stavolta taglierebbe gli approvvigionamenti via terra alla Crimea occupata e con essi le gambe su cui poggia il disegno criminale di Putin.

*di Giorgio Provinciali*
